Cinque poesie degli Ossi di seppia di Eugenio Montale, tra l’amore per la natura e la tristezza per l’irreparabile esclusione dalla sua grazia.

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Pregavo Dio di fare di me ciò che volesse
E gli dicevo la mia gratitudine
Perfino per l’insonnia quando mugghia la marea
E il conto della vita.


da Cronaca della città di Pornic,
Czesław Miłosz

Felicità raggiunta, si cammina
per te su fil di lama.

 

Eugenio Montale