Una scelta di cinque tra le più belle poesie di Czeslaw Milosz, grande poeta polacco e premio Nobel per la letteratura

Rondine di sera:
non so cosa farò
in avvenire.


Kobayashi Issa

Rendi forti i vecchi sogni perché questo nostro mondo non perda coraggio

Ezra Pound, da A lume spento

Giorgio Caproni, Generalizzando


Tutti riceviamo un dono.
Poi, non ricordiamo più
né da chi né che sia.
Soltanto ne conserviamo
- pungente e senza condono -
la spina della nostalgia.

Il ricordo! Perenne rampicante dal fiore divino, che profuma mestamente quello che abbraccia!

da Il ricordo, Juan Ramón Jiménez

Vivere è percorrere il mondo

attraversando ponti di fumo;

quando si è giunti dall’altra parte

che importa se i ponti precipitano.

Per arrivare in qualche luogo

bisogna trovare un passaggio,

e non fa niente se scesi dalla vettura

si scopre che questa era un miraggio.

da Liriche e canzoni da “La notte di San Giovanni”, J. Rodolfo Wilcott

Adam Zagajewski, L’attimo

 

Un attimo di chiarezza dura così poco.
L’oscurità resta più a lungo. Vi sono
più oceani che terraferma. Più
ombra che forma.

Fiori di sera:
anche quest'oggi
appartiene al passato.

Kobayashi Issa

Alfonso Gatto, Notturno per Mondrian

 

Più o meno,
croci armoniose
dell’alfabeto che non parla mai. Di sé solo perfetto
cimitero di segni
l’infinito.

Giorni che ho stretto,
giorni che ho perduto,


giorni che sono troppo grandi, ormai, come figlie,
per rifugiarsi nel porto delle mie braccia.


da Mezza estate, Tobago, Derek Walcott

Negli alberi, nelle loro chiome, sotto sontuose
vesti di foglie e sottane di luce,
sotto i sensi, sotto le ali, sotto gli scettri,
negli alberi si cela, respira, palpita
una vita quieta, sonnolenta, un abbozzo d’eterno.


da Negli alberi, Adam Zagajewski

All'ombra dei fiori
nessuno
è straniero.


Kobayashi Issa