Cartolina virtuale da qualche km a nord dell’Italia

Esiste una ricetta per essere veramente felici?

Se qualcuno di voi mi conosce saprà che per me la risposta è una ed è sacra: l’unico modo che non mi delude mai e che sa regalarmi interi giorni di gioia indiscutibile prevede ore di attesa nelle stazioni ferroviarie, nelle cittadine portuali sperdute oppure negli aeroporti. Comprende pasti frugali consumati nei luoghi più imprevisti, intolleranza nei confronti di uno zaino troppo pesante e grande meraviglia di fronte a panorami inaspettati. In una parola, per me la felicità si manifesta nel viaggio.

Così eccomi qui, reduce da dieci giorni di esplorazione della Scozia e pronta a finire in bellezza con un omaggio a Londra, la città del mio cuore. Ho visto panorami bellissimi e curiosato in gallerie d’arte che davvero sanno come attrarre il visitatore e valorizzare il loro patrimonio (pur non sempre imperdibile), ma non è di questo che voglio parlare.

Oggi, intanto che dal finestrino del treno vedo scorrere il panorama tra Glasgow e Londra, il mio pensiero va a tutti voi che mi leggete, a voi che siete incuriositi dalla Sottile Linea d’Ombra e che siete stati trascurati per un po’ troppo tempo.
Ho avuto molti impegni e molti pensieri nell’ultimo periodo, ma in queste due settimane sto ricaricando le batterie e trovando infiniti nuovi spunti.

Ogni volta che scopro qualche posto nuovo mi rendo conto di come la bellezza sia ovunque e di come tutti i singoli interessi che ognuno può avere vadano a sommarsi in qualcosa di unico, nel mosaico affascinante che scopre chiunque si metta in cammino per un luogo sconosciuto.

Datemi ancora qualche giorno di respiro (e di inestimabili musei e architetture londinesi) e poi tornerò tra voi, pronta a riprendere tutte le mie amene dissertazioni.

Nel frattempo, vi ho lasciato qualcuna delle foto di questo viaggio, sperando che possano piacervi. Se poi sarete curiosi e vorrete vederne altre, non vi resterà che seguirmi su Instagram! (Trovate la galleria nella parte destra della pagina, verso il basso)

Un caro saluto e un abbraccio a tutti,

dalla vostra Sottile Linea d’Ombra 😉

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Due anni oltre la Sottile Linea d’Ombra

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Anche se è praticamente impossibile che ve ne siate resi conto, La vostra Sottile Linea d’Ombra oggi compie ben due anni dal primo post: 731 giorni, 164 articoli pubblicati e più di centocinquantamila visite! 🙂

La cosa incredibile è che dopo tutto questo tempo curare il blog mi dà ancora soddisfazioni (forse anche di più rispetto all’inizio) e non credo sia una cosa da poco, non è vero?

Sono stati due anni in cui mi sono impegnata molto per costruire la mia strada oltre la famigerata linea d’ombra, ovvero nella mia nuova fase da persona adulta, un percorso professionale che mi soddisfa e che viaggia in direzione diversa ma spero non incompatibile con il piccolo ma gradevolissimo sentiero è che questo blog, un angolo del web in cui racconto le cose che più mi appassionano e mi affascinano del mondo.

È quindi doveroso ringraziare tutti voi che con le vostre visite, con i commenti e con le condivisioni avete dato ossigeno al mio progetto e ogni giorno contribuite alla mia soddisfazione e soprattutto al mio buon umore.

Ecco, non credo che una misera frase di ringraziamento possa bastare, quindi vi chiedo gentilmente 2 minuti del vostro tempo per sentire la vostra voce: vorrei sapere quello che più vi piace per regalare a voi e a me un nuovo anno possibilmente ancora più interessante di quelli appena trascorsi. 😉

Siete voi che date uno scopo alle ore che perdo; lo tengo sempre a mente e per questo mi domando che cosa amiate maggiormente di quello che scrivo, se siate più affascinati dalla pittura, dall’architettura o dalle città. Sono curiosa da matti anche se spesso non riesco a ricambiare l’attenzione che meritate, ma purtroppo (e per fortuna) non ho tutto il tempo libero che a volte sogno.

Per rimediare, ecco quindi un piccolo sondaggio tutto per voi: 10 brevi domande, nemmeno tutte obbligatorie, per scoprire la vostra sincera opinione su La Sottile Linea d’Ombra!

 

Compilato? Spero che sia stato anche un po’ divertente!

Per concludere, vi ringrazio ancora una volta e mi permetto di augurare a me stessa altri innumerevoli giorni entusiasmanti come questi e ricchi di incontri e conoscenze 😉

Top Ten 2016: i post più letti dello scorso anno

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Ripercorrendo l’anno appena passato, non piace anche a voi perdervi nei bilanci per scoprire quali sono le cose che hanno funzionato meglio nei vari ambiti? Bene, se vi parlo dell’attività del blog vi posso dire che ho trovato molto interessanti i dieci articoli più letti del 2016, una selezione prevista in parte e inaspettata per altri versi.

Voi sapreste dire qual è stato il vostro articolo preferito de La Sottile Linea d’Ombra nel 2016? Immagino che sia una domanda difficilissima, quindi vi invito a rinfrescarvi la memoria con questa Top Ten: basterà cliccare sul titolo per aprire il post in nuovo pannello.


10. “A ogni epoca la sua arte e a ogni arte la sua libertà”

Secessione viennese: ecco quello che succede quando in un clima di vivacità intellettuale le accademie viennesi continuano a propinare le solite discipline classicheggianti e banali.

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Al decimo posto con mia somma sorpresa e soddisfazione si piazza uno dei primissimi articoli che ho scritto (datato 10 febbraio 2015!), per di più dedicato a un tema non troppo virale, per dirla con un eufemismo. Ma si sa, il web ha delle strade tutte sue e quindi non mi pongo domande dall’ineffabile risposta.

Fatto sta che vi racconta di Vienna e di una generazione di ragazzi che cento anni fa credevano in un futuro fatto di bellezza e cultura e che immaginavano di poter vivere in una colonia di Artisti (a Darmstadt, progettata dallo stesso Olbrich), lontani dalla guerra che presto avrebbe distrutto tutto e fatto crollare un impero secolare.


09. Storie d’estate: come hanno elogiato il sole i grandi artisti?

Van Gogh, Monet, Hopper e molti altri: sfogliate questa galleria per vedere come i più grandi artisti hanno celebrato l’estate!

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Noto con piacere che quasi tutti i post che ho dedicato alle stagioni si sono piazzati in classifica (vi accorgerete che manca solo la primavera, rimasta comunque ad un onorevole 12° posto).

Ho messo in campo i più grandi artisti della storia dell’arte e le opere che in questo caso hanno dedicato all’estate, dunque è stato relativamente facile stimolare la curiosità, lo ammetto, però mi piace pensare che abbiate gradito la selezione che ho operato!


08. Perché gli Impressionisti piacciono a tutti?

Anche voi avete un debole per gli impressionisti? E quale pensate che sia il segreto del loro successo planetario?

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Gli impressionisti garantiscono un intramontabile successo, ormai lo do per assodato e questa la considero una conferma.

Vi ricordate la serie dei Perché de la Sottile Linea d’Ombra? Ecco, questo è uno dei due che hanno avuto maggiore fortuna, ma se volete recuperare con gli altri ecco il link al primo della serie: Elogio alla curiosità.


07. Perché Christo ha realizzato una passerella galleggiante sul Lago d’Iseo?

Se non per provare l’ebbrezza di camminare sulle acque, quali sono le altre ragioni di un’impresa tanto ardita?

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Ed ecco invece il secondo dei perché che riguarda il grande topic dello scorso giugno: anche se ce ne siamo già quasi scordati, quanti di noi sono corsi a vedere quest’opera o ne hanno anche solo parlato (nel bene o nel male)?

Da amante del genere, anche io mi sono regalata un’alba sul Lago d’Iseo e ho condiviso con voi una riflessione a tema.


06. In equilibrio tra emozione e tecnica: la Casa sulla Cascata di Wright

Cosa rende questa architettura una delle più amate e famose del Novecento? E cosa ha da insegnarci ancora oggi?

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Finalmente ritroviamo un altro post in tema architettura, dedicato per giunta ad uno dei più grandi maestri del Novecento: il mio amato Frank Lloyd Wright.

Questo articolo è stato scritto prima di vedere dal vero la bellissima Casa sulla Cascata, ma vi posso confermare che la mia opinione è rimasta la stessa anche dopo l’incontro faccia a faccia della scorsa estate.


05. Storie d’inverno: il gelo e la neve attraverso gli occhi dei grandi artisti

Come è stato celebrato dai pittori l’inverno, la stagione in cui la natura riserva i suoi colori più tenui? Per scoprirlo basta guardare queste immagini!

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Torniamo a parlare di stagioni: questa volta è il turno dell’inverno e della sua atmosfera glaciale. Senza dilungarmi oltre, vi segnalo che questo post è stato anche trasformato in un video molto carino, come potete vedere qui: 10 Momenti di… Inverno!


04. Edward Hopper, Felice Casorati e la solitudine esistenziale

Cosa hanno in comune il piemontesissimo Felice Casorati ed il celebre statunitense Edward Hopper? Vi invito a scoprirlo!

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Il fatto che questo post sia arrivato in quarta posizione mi onora e mi stupisce: anche in questo caso siamo di fronte a uno dei primi articoli che ho scritto (datato 25 marzo 2015) e ad un tema piuttosto ristretto.

Qualunque sia la ragione, se ve lo siete dimenticati dopo tanto tempo vi consiglio di dare un’occhiata!


03. Cosa decide il valore di un’opera d’arte?

Come mai la Gioconda ha così tanto valore? E perché le righe di Mondrian sono inestimabili? Un invito alla ricerca di una risposta!

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Questo eterno dilemma si è vinto una meritata medaglia di bronzo. Avreste una risposta migliore rispetta a quella che ho provato a darvi io? Siete pregati di comunicarmelo 😉


02. Turner a Roma: le meraviglie della città eterna

Immaginate l’emozione di Turner a Roma, capitale classica, per la prima volta? Ecco una serie di quadri, acquerelli e disegni da non perdere su questo tema!

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Il secondo posto appartiene invece ad uno degli articoli che io stessa riguardo più volentieri ed un artista che mi affascina davvero molto.

Turner ha ritratto la nostra Roma in una maniera che merita di essere vista e rivista, regalando fotogrammi della città di ieri, prima di tutte le vicende dei giorni nostri.


01. Storie d’autunno: i colori più belli attraverso gli occhi dei grandi artisti

Come è stato celebrato dai pittori l’autunno, la stagione in cui la natura ci riserva i suoi colori migliori? Per scoprirlo basta guardare queste immagini!

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Infine, il post più visto del 2016 è stata la galleria di quadri a tema autunno, la mia stagione preferita!

Immagino che i suoi stupendi colori abbiano impressionato anche voi e vi ricordo che anche questo post è stato trasformato a ampliato con un video che potete trovare qui: 10 momenti di autunno.


In conclusione, avete trovato l’articolo che vi è piaciuto di più nello scorso anno? Siete d’accordo con il “vincitore” di questa classifica? Aspetto la vostra opinione 😉

Il mio migliore augurio

Miei cari amici, avete trascorso un buon primo giorno del 2017?

Spero proprio di sì e vi dico che io sono in ritardo per farvi gli auguri perché mi sono presa una piccola parentesi di vera vacanza e di vera festa, lontana da ogni pensiero e dalle incombenze quotidiane. Ieri ho trascorso l’intera giornata sugli sci, approfittando della scarsa affluenza causata dal capodanno 🙂 …Vi confesso che è stato davvero bello e rigenerante!

Da oggi invece torno in me, riprendo a pianificare le cose da fare e a fantasticare su tutto quello che avrà in serbo questo 2017, che sembra ancora lontano anche se è già qui. Cosa vi piacerebbe concludere nei prossimi mesi? Io ho molte idee, tutte esclusivamente fumose e difficilmente realizzabili.

Che dire, se non che auguro a tutti un anno nuovo felice, pieno di soddisfazioni e all’insegna della bellezza e della curiosità (possibilmente vissuta insieme alla vostra Sottile Linea d’Ombra!). 

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Un abbraccio! 🙂

 

Chi non muore (fortunatamente) si rivede

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Miei cari amici, sono tornata!

Se siete abituati a passare ogni tanto da queste parti per una visita, vi sarete sicuramente accorti che manco da un po’. Vi chiedo scusa se avete sperato invano di leggere qualcosa di nuovo, ma di questi tempi ho avuto un po’ troppe cose per la testa (malefiche faccende da adulti!), tanto da sospendere per un po’ l’amena attività da blogger.

Eppure mi è mancato molto tutto questo, ci credete?

Mi siete mancati voi e mi è mancata la mia migliore scusa per pensare all’arte e alla bellezza. Quest’angolino di web è diventato importante, giorno dopo giorno, non so se immaginate che tristezza sia doverlo trascurare! Ma ora sono di nuovo qui: ho in mente qualche novità e tante belle cose da raccontarvi, quindi vi invito a non perdere i prossimi articoli. Intanto colgo l’occasione per ringraziarvi se, nonostante la mia assenza, voi siete ancora qui.


E se invece vi chiedete il significato della fotografia che ho scelto per oggi, vi posso dire che fa parte del minivideo che ho prodotto (vincendo un bel po’ di timidezza) per pubblicizzare la mostra “Facce da Blogger” che si terrà tra maggio e giugno a Rivarolo Canavese (TO) presso la Galleria Areacreativa42

Se sarete di passaggio, consideratevi tutti invitati a vedere un po’ di ritratti di blogger sparsi per l’Italia, ripresi dalla bravissima fotografa Elena Datrino. Tra gli altri troverete anche il mio, realizzato lo scorso anno all’Affordable Art Fair di Milano, visibile qui: Affordable Art Fair Milano: giornata surreale in un clima molto pop o qui: La mia faccia da blogger.

Vi aggiornerò al più presto per altri dettagli e forse avrò anche il coraggio di pubblicare il mio minivideo. Nel frattempo, a presto a ancora grazie di tutto 🙂

10 Momenti di… Inverno!

Grafica blog 13

Ricordate l’articolo Storie d’inverno: il gelo e la neve attraverso gli occhi dei grandi artisti, postato sul blog poco più di un mese fa?

Sono lieta di annunciarvi che è stato il primo spunto per un nuovo progettino  ideato in collaborazione con il blog Artesplorando: una nuovissima serie di video prodotta da Artesplorandochannel intitolata “10 momenti di …”.

Si tratterà di brevissimi video in cui cercheremo di raccontarvi con 10 opere delle sensazioni, dei temi o dei percorsi trasversali alla storia dell’arte. Una nuova sfida per noi e un modo per raccontare l’arte alla portata di tutti.
Le puntate di questa web-serie non avranno una cadenza precisa, per rimanere aggiornati basterà iscrivervi al canale e seguire le uscite dei video all’interno di una playlist apposita con il nome 10 momenti di …, oppure controllare sui nostri blog.

Che ve ne pare? Spero che l’idea vi piaccia e che questo primo video vi interessi 😉

Scusate se sono di poche parole ma in questo periodo ho davvero troppe cose per la testa e fatico a trovare il tempo per occuparmi degnamente della pagina…Spero che mi perdonerete!

365 giorni oltre la Sottile Linea d’Ombra

Keith Haring, Heart
Keith Haring, heart.

È proprio vero che il tempo vola quando ci si diverte!

Tra vari imprevisti e innumerevoli ore notturne passate al computer, la Sottile Linea d’Ombra compie un anno, ci credete? 365 giorni, 115 articoli pubblicati e quasi sessantamila visite.

Vi confesso che non ero sicura che sarei mai arrivata a questo traguardo. Forse non immaginavo una tale costanza da parte mia (diciamo che tendo a stufarmi facilmente) e sicuramente non pensavo di incontrare così tante persone interessate alle sciocchezze che ho da dire.

Invece ho scoperto un nuovo mondo e per questo vi ringrazio tutti. Ho imparato che esiste un aspetto magico di internet, quel suo potere di avvicinare e di fare incontrare persone magari distantissime. La grandezza della rete forse è la anche possibilità di arrivare a chi ha qualcosa in comune con noi, di confrontarsi e, perché no, di incuriosire con le piccole pillole di saggezza che possiamo reciprocamente condividere.

Scrivere un blog è un’esperienza che mi sta arricchendo e che probabilmente mi sta aiutando ad essere sempre più convinta delle mie idee e dei miei progetti, anche se poi alla fine parlo poco di me, lasciando nei miei articoli il ruolo di protagonista a chi lo merita di più.

Spero che non finirò per annoiarvi e di nuovo vorrei ringraziare tutte le persone che leggono spesso quello scrivo, quelle che ci capitano per caso, chi sceglie il confronto con i commenti e chi mi aiuta nel mio progetto condividendo quello che più gli piace.

Siete voi che date uno scopo alle ore che perdo; lo tengo sempre a mente e per questo mi chiedo che cosa amiate maggiormente di quello che scrivo, se siate più affascinati dalla pittura, dall’architettura o dalle città. Sono curiosa da matti anche se spesso non riesco a ricambiare l’attenzione che meritate, ma purtroppo (e per fortuna) non ho tutto il tempo libero che a volte sogno.

Quindi, per concludere, vi ringrazio ancora una volta e mi permetto di augurare a me stessa altri 365 giorni entusiasmanti come questi e ricchi di incontri e conoscenze 😉

La tempesta sta arrivando: storia di una fotografia

sottile-linea-d-ombra

Quando ho scelto di aprire questo blog non ho avuto il minimo dubbio sull’immagine che avrei scelto come simbolo, come personificazione di quella che per me è la sottile linea d’ombra.

Eppure non rappresenta niente di ciò di cui parlo, non è né arte né architettura. È un paesaggio fatto di oceano e cielo che mi fa intravedere quell’intensità che riescono ad avere i temporali al nord. 

Sono passati poco più di quattro anni ormai da quando mia sorella ed io abbiamo avuto la brillante idea di campeggiare sopra il circolo polare artico e per la precisione sulle norvegesi isole Lofoten, un angolo di paradiso sperduto nel nostro povero mondo. Quello riportato nella foto è stato il panorama che ci ha dato il benvenuto la prima sera sull’arcipelago, un’enorme nuvola carica di pioggia che velocissima si è divorata il cielo fino a un attimo prima azzurrissimo. 

A parte la sua storia che ha valore soltanto per noi due, quello che mi incanta di questo scatto è la netta divisione tra la luce e la tenebra. Ma perché sceglierla come simbolo?

Non si tratta soltanto di una questione di gusto o di estetica: per me il confine tra le nubi e il sereno simboleggia niente meno che la sottile linea d’ombra, il tuffo nel buio, nell’ignoto e nel difficile, quel salto che porterà ad un cielo più sereno, che permetterà di vedere il mondo con occhi più nuovi e più consapevoli. 

Mi ricorda che non siamo su questa terra per rovinare tutto, anche se sicuramente è la scelta più semplice: quello che dovremmo fare è prendere coscienza di ciò che nonostante tutto rende l’uomo grande e dargli spazio. Dovremmo riuscire a scegliere la bellezza, a superare la linea d’ombra costituita da tutte le immagini che ci vengono propinate ogni giorno e ad arrivare alla magia che regola le cose, a quello sprazzo di eternità che è visibile anche per mezzo dell’arte.

Mi sono allontanata dalla fotografia di cui avrei voluto parlare di più, ma in realtà mi sento ancora vicina, perché per me è il ricordo di un grande viaggio compiuto prima di tutto alla ricerca della bellezza. In conclusione, perdonate questo articolo un po’ sconclusionato; spero almeno di essere riuscita ad esprimere quello che ho in testa.

Quando il gioco si fa duro e Turner si rivela l’unica ancora di salvezza

J. M. W. Turner, Ancient Rome; Agrippina Landing with the Ashes of Germanicus.
J. M. W. Turner, Ancient Rome; Agrippina Landing with the Ashes of Germanicus.

L’argomento di oggi è un episodio di vita vissuta avvenuto esattamente un anno fa, quindi non me ne vogliate se dovessi perdermi oppure dilungarmi.

Premessa

Se la vita ti riserva una tesi sui club ottocenteschi di architettura londinesi e nonostante tutto ti vuoi laureare a luglio perché hai sempre un’inutile fretta matta, allora a maggio del quinto anno di università ti aspetta un tour de force a dir poco spossante nei bellissimi ed impegnativi archivi della capitale britannica.

Se poi hai la malattia di dover sempre ottimizzare il tempo, unita ad una vita in questo periodo piuttosto frenetica, allora ti tocca condensare due settimane in cinque giorni. Ed ecco spiegata la ragione del viaggio che, esattamente un anno fa, mi ha portata a studiare negli angoli più sconosciuti della città.

Le cinque giornate di Londra

Morale della favola, a causa della tesi sono partita per questa avventura solitaria munita di computer, macchina foto e ombrello, con tutte le prenotazioni possibili presso gli archivi che mi interessavano e dopo aver riempito tutte le associazioni di mail, così da ottenere la maggiore efficienza possibile.

Biblioteca del Royal Institute of British Architects.
Biblioteca del Royal Institute of British Architects.
Ostello Brazen Backpackers, ingresso.
Ostello Brazen Backpackers, ingresso.

Ho alloggiato in un ostello assurdo che al posto della reception aveva un pub dove si trasmettevano sport mai visti in televisione a qualunque ora del giorno e della notte, comodamente sistemata in una camera da nove.

Così, la mia routine è stata pressoché questa: levatacce per arrivare alla precisa ora di apertura dove mi serviva, mattinate a fotografare tutto il materiale disponibile senza sosta (circa 2000 foto in 4 giorni!) fino all’ora di chiusura (le 16!), tappa nella catena Pret-à-Manger per un dolcetto e un paio d’ore di lavoro al computer grazie alle prese e al wifi e cena al volo prima di tornare in ostello. Una volta là, ecco che mi aspettavano chiacchiere fino a tarda sera con compagni di stanza sconosciuti e poi, quando tutti si mettevano a dormire, ultimi controlli su cosa avrei fatto l’indomani.

Finalmente Turner, ovvero la salvezza

Credevo che sarei stata instancabile, invece a ventiquattr’ore dalla fine, quando era quasi fatta ma mi aspettavano ancora una tappa all’ostello nella bufera a prendere il trolley, il ritorno alla stazione Victoria, la ricerca di un pullman per Stansted e infine l’idea di una nottata in aeroporto (il mio volo era alle 8 del mattino successivo), mi sono fatta prendere dallo sconforto.

Ho capito subito di cosa avevo bisogno, così ho affrontato la tormenta ma la mia meta è stata una scappatina alla Tate Britain, giusto in tempo per sedermi un po’ di fronte a qualche capolavoro di Turner. (Sempre su questo artista, ecco un altro articolo: un atto d’amore per Joseph Mallord William Turner) Tate Britain, internoMi sento in dovere di specificare che su di me i musei hanno un effetto estremamente rilassante e positivo, perché sono luoghi in cui mi sento completamente a mio agio, libera nel brusio delle sale, felice quando riconosco le opere che mi scaldano il cuore.

Confesso di essermi sentita raramente stanca come quel pomeriggio durante una visita, ma ricordo benissimo il sollievo nel momento in cui ho abbandonato la borsa pesantissima al deposito bagagli e mi sono messa a girare in un mondo che mi appartiene. Non saprei spiegarne razionalmente il motivo, ma posso garantire che i quadri di Turner hanno avuto il grandissimo potere di stregarmi, di permettermi di abbandonare la realtà in favore di una dimensione infinitamente più armonica e luminosa. Ho passato un sacco di tempo seduta tra una panca e l’altra, senza la mia solita energia ma finalmente in pace con il mondo.

Mi scuso se ho parlato troppo, ma in questo pomeriggio ho avuto ancora una volta la conferma di come le cose belle, le discipline che ci appassionano, siano un riparo ed un dolce rifugio nei momenti di sconforto e non soltanto nell’ambito di spensieratezza di una vacanza.

Nei miei anni da universitaria a Torino ho imparato che si possono frequentare i musei se si hanno un paio di ore libere tra una lezione e l’altra e che essere curiosi permette di scoprire angoli meravigliosi di città. I luoghi della cultura sono pubblici proprio perché appartengono a tutti non soltanto sulla carta ma anche nella realtà. Ci si può aggirare tra le sale di ogni galleria o museo senza sentirsi osservati o in imbarazzo, anzi dobbiamo pensare che in ognuno di questi spazi c’è un angolino tutto nostro che sarà sempre lì ad aspettarci.

Non è giusto vedere i monumenti che caratterizzano le nostre città come elementi estranei alla nostra vita: io credo che il segreto per imparare ad amare il posto in cui siamo sia in parte proprio la considerazione che abbiamo di ciò che è pubblico, che non deve essere visto solo come una spesa scomoda ma come una risorsa a disposizione di tutti. 

100 giorni in equilibrio sulla sottile linea d’ombra

Un doveroso ringraziamento a tutti

Lo confesso, quando ho iniziato questa avventura non sapevo nemmeno se ci sarei arrivata, al centesimo giorno.

Keith Haring, heart.
Keith Haring, heart.

Mi chiedevo se mi sarebbe piaciuto, se sarei riuscita ad avere sempre argomenti e soprattutto se sarei riuscita ad interessare qualcuno con i miei pensieri e le mie opinioni in un settore che, diciamocelo, non è proprio il più commerciale di tutti (con mio sommo disappunto!).

Per questo motivo quindi ringrazio chiunque sia arrivato a leggere queste parole, perché è stato proprio il sostegno che ho trovato e riempirmi ogni giorno di energia.

Il mio scopo non è infatti quello di invadere il mondo con un sapere pseudo enciclopedico (non ne sarei in grado e nel web c’è già chi lo fa in maniera egregia), ma mettere a disposizione di tutti l’insieme della mia passione e delle mie esperienze personali, cercando di interessare e di stimolare la curiosità.

Questo perché io sono convinta che l’arte, così come l’architettura, non sia un territorio per pochi eletti, ma al contrario possa essere una risorsa e un rifugio per chiunque riesca ad essere curioso. Basta chiedersi il motivo per cui le cose che abbiamo di fronte sono state realizzate in un certo modo ed ecco che già il nostro gusto si acuisce, insieme al senso critico, avvicinandoci alla mente di chi le ha create e permettendoci di fare paragoni e di coglierne la grandezza oppure l’assurdo.

Perdonate la divagazione, in realtà il mio intento oggi è quello di ringraziare infinitamente chi si è affezionato alla sottile linea d’ombra, chi ci è capitato per caso e si è incuriosito e chi ci passa ogni tanto per dare un’occhiata. Grazie a chi scambia le sue idee con me attraverso i suoi commenti e a chi sostiene questo mio lavoro diffondendolo e aiutandomi a farlo crescere, anche solo con un “mi piace” o con una condivisione. E grazie anche a chi ha progetti più grandi dei miei e mi ha invitato a parteciparvi!

Ho scoperto nella rete un mondo davvero bello (direi quasi very bello se non suonasse offensivo) e popolato da infinite realtà ed occasioni, quindi è per questo che auguro alla sottile linea d’ombra almeno altri 100 (per iniziare) giorni come questi insieme a tutti voi!

Ne approfitto per augurarvi un buon finesettimana 😉

La mia faccia da blogger

Oggi mi concedo un momento di vanità.

Prometto che da domani tornerò la solita scrittrice notturna di articoli seriosi, ma oggi è un giorno di festa, non devo lavorare e da poco mi sono arrivati i bellissimi scatti che la fotografa Elena Datrino ha preso in occasione dell’Affordable Art Fair, che si è svolta un paio di settimane fa a Milano (ne ho parlato in questo articolo, per chi fosse curioso!).

In ogni caso, oggi cerco di contribuire all’originale progetto di Elena di mostrare il volto delle figure spesso anonime e nascoste che popolano il web, vincendo la timidezza e mostrando la faccia da blogger che vive dietro la sottile linea d’ombra!

Affordable Art Fair Milano: giornata surreale in un clima molto pop

Venerdì, oltre ad essere stato il deludente giorno dell’eclissi, per me è stato il ben più ricco di soddisfazioni primo giorno davvero da blogger. Solitamente sono una scrittrice notturna, dedico a questa sventurata pagina i ritagli di tempo e le ore di insonnia, mentre al contrario il 20 marzo sono stata invitata a Milano all’Affordable Art Fair proprio in qualità di blogger.

Due parole sull’Affordable Art Fair
L'Affordable Art Fair di Milano.
L’Affordable Art Fair di Milano.

Ci sono zone di Milano in cui non sembra di essere nel capoluogo lombardo e forse nemmeno in Italia nel 2015. Tra queste c’è l’area di via Tortona, che ho piacevolmente scoperto in questa occasione. Tra i tram vecchissimi a Porta Genova e i piccoli negozi, si svolgeva qui questo evento, una grande fiera che si ripete per il quinto anno e che ha lo scopo di promuovere il mercato di un’arte più accessibile e alla portata di ogni genere di collezionista.

Vi dirò che mi è piaciuta di più rispetto ad altre fiere, perché ho respirato un’aria allegra e festosa, poco abbottonata se mi passate il termine, complici probabilmente i numerosi spazi per il ristoro e le serate che si sono organizzate per l’occasione (forse non a caso lo sponsor principale è la birra Warsteiner). Sono state ospitate numerose gallerie, così da offrire uno spaccato talmente vasto di ciò che oggi si considera arte da solleticare l’interesse del visitatore, che sicuramente ha avuto la possibilità di incontrare qualcosa di suo gusto. Scultura, pittura e grafica insieme, dall’informale al figurativo, da chi si prende sul serio a chi sembra dipinga per scherzo, così da mettere in evidenza l’assurdo dell’arte dei giorni nostri, che ci bombarda di input senza darci delle grandi risposte. Un’arte che pone domande, insomma, e che non lascia indifferenti.

La mia presenza in questa fiera: il progetto #Faccedablogger
La sottile linea d'ombra per #Faccedablogger.
La sottile linea d’ombra per #Faccedablogger.
La sottile linea d'ombra per #Faccedablogger.
La sottile linea d’ombra per #Faccedablogger.

Uno degli stand dell’AAF era dedicato alla fotografa Elena Datrino, che in collaborazione con la Galleria Vittoria ha portato avanti il suo progetto davvero originale di dare un volto ai blogger che, come me, di solito si nascondono dietro la tastiera.

Affordable Art Fair a Milano, #Faccedablogger!
Affordable Art Fair a Milano, #Faccedablogger!

In particolare qui si parlava di arte, allora eccomi qua, su invito di Cristian, il curatore del blog Artesplorando (davvero interessante, consiglierei di dare un’occhiata!). Premetto che normalmente odio farmi fotografare, eppure questa volta mi sono proprio divertita, contro ogni aspettativa, e credo che la fotografa sia stata così in gamba da riuscire a catturare qualcosa del mio essere.

Oltre a questo, ho potuto conoscere altri art bloggers che sono molto più esperti di me in questo settore, che hanno in mente iniziative innovative di collaborazione e che condividono la speranza di servire a qualcosa nel mondo della rete.

Se in questa domenica grigia avete voglia di esplorare un po’ di questo mondo in fermento, guardate qui l’album completo delle #faccedablogger con i link ai vari siti.

Per tirare le somme

Più che tutto il resto, andare all’AAF venerdì mi ha ricordato una cosa importante di cui a volte mi dimentico: andare in giro è sempre bello, ma ancora di più è bello conoscere persone nuove che hanno un qualche interesse in comune. Può essere divertente e stimolante chiacchierare con  degli sconosciuti davanti a una birra e a un quadro, oppure aspettando il treno per tornare a casa.

Come è possibile scordarsene in un mondo così social? Forse il motivo è che lo schermo non ha lo stesso fascino di un viso visto per la prima volta, e nemmeno la stessa luce del sole, per quanto, nello specifico, si sia trattato di un sole eclissato.

Dove portano i sogni? (3/3)

magritteEsplorando le illusioni di René Magritte

Come direbbe uno dei miei idoli, la differenza tra la realtà e la finzione è sottile come la carta. Questa frase sembra anche essere il succo di molte delle opere del belga René Magritte, artista surrealissimo e finalmente fuori dalla quotatissima Barcellona, che in questi anni si può definire la capitale europea del sogno, per attribuire titoli che oggi vanno di moda.

Ad essere onesti, se la città catalana mantiene ancora oggi un’aria fiabesca e allucinata, Bruxelles invece ha proprio un’atmosfera surreale. Girando tra le stradine della capitale belga, tra le vetrine dei negozi del Marolles e le facciate Art Nouveau, ci si rende conto di quanta ispirazione ci sia in questo luogo. Ed in effetti non stupisce che qui sia nato un gruppo di surrealisti che hanno esplorato in maniera lucida e scanzonata la confusione che regna nell’animo dell’uomo contemporaneo.

rené magritte-lights
Il grande fascino di Magritte, principale esponente di questa corrente, è proprio il modo sottile e allo stesso tempo serio in cui viene messa in evidenza l’assurdità del mondo, scegliendo, al pari di Salvador Dalì, una tecnica irreprensibile ed un linguaggio che a prima vista pare tradizionalissimo.

paintings clouds landscapes seas stones surrealism boats artwork traditional art rene magritte belgi_wallpaperswa.com_49L’eccezionalità risiede nei contenuti ed ancora di più nelle illusioni ottiche che si creano sulla tela, offrendo all’osservatore paesaggi notturni sotto un cielo azzurro, quadri che integrano il paesaggio circostante oppure foglie malinconiche che si trasformano in animali.

Renè MagritteGuardando le sue opere, emergono caratteri comuni e soggetti che si ripetono in maniera ossessiva e inesorabile, come i campanelli, la sagoma umana con la bombetta e la luce scura, offrendoci anche uno spiraglio della sua interiorità, dell’animo che si cela sotto l’apparenza. Credo proprio che per imparare ad amare René Magritte, più di tante parole, sia utile perdersi all’interno dei suoi quadri, godendosi i dettagli ed i colori perfettamente armonizzati.

Quindi, ecco una selezione dei miei preferiti.

René Magritte, La condizione umana.
René Magritte, La condizione umana.
René Magritte, Amico dell'ordine.
René Magritte, Amico dell’ordine.
René Magritte, il castello dei Pirenei.i.
René Magritte, il castello dei Pirenei.i.
René Magritte, gli amanti.
René Magritte, gli amanti.

Magritte

René Magritte, Pieno d'aria.
René Magritte, Pieno d’aria.

Perdonate la confusione, non so se sia l’esposizione continuata al surrealismo oppure l’influenza che mi sta assillando!


Se vi è piaciuto questo articolo, non dimenticatevi degli altri post sul tema della settimana surrealista: Smarrendosi nel labirinto di pensieri di Salvador Dalì, Sulle tracce di Joan Mirò, sognatore per eccellenza e L’importanza del sogno. Buona lettura!

L’importanza del sogno

Credo nella fantasia e ancora di più credo nell’ispirazione. 

Ammiro le illusioni che il nostro cervello ricrea senza sosta ogni notte, mettendo abilmente in scena le paure, le speranze e le ossessioni più nascoste. Ecco, sono convinta che ogni tanto i nostri neuroni si divertano a riproporre qualche sorpresa anche quando siamo svegli, forse per addolcire una realtà monotona o forse perché il mondo intorno è tanto grigio da rendere necessaria l’esistenza dei sogni ad occhi aperti.

So che quello dell’inconscio e del sogno è ormai un tema inflazionato, visto che se ne parla da almeno un secolo e che si sono spese migliaia di parole, da Freud in poi, eppure ancora ammiro gli artisti che hanno saputo fare del sogno il loro cavallo di battaglia e il loro lessico privilegiato.

Salvador Dalì, La tentazione di Sant'Antonio.
Salvador Dalì, La tentazione di Sant’Antonio.

Quello di Salvador Dalì (l’opera completa) è stato uno dei primi libri d’arte formato XXL che ho posseduto, anche se è da molto che non lo sfoglio, proprio perché il fascino dei surrealisti è qualcosa di passeggero e altalenante. A volte in questi anni mi ha stufato, forse perché dimenticavo quello che c’è dietro questi quadri così bizzarri, la cultura e la storia che si racconta dietro la tela. Non esiste un movimento senza il periodo storico in cui si inserisce, quindi non avrebbero senso i surrealisti senza l’inizio del Novecento, senza le porte spalancate dalle avanguardie e senza gli orrori della guerra.

Perché alla fine io credo nel sogno ma anche nella cultura, perché la percezione di sé e del mondo reale che ci circonda, senza ricorrere a paradisi artificiali o fantastici, deve necessariamente porsi come base per la creazione.

In effetti, per cavarmela con un eufemismo posso affermare che il secolo breve non è iniziato nel migliore dei modi: le aspettative positiviste sono venute meno, le politiche di potenza hanno avuto la meglio e per coronare il tutto la prima guerra mondiale ha dato una bella bastonata a quello che rimaneva. Così l’uomo del Novecento sta come d’autunno sugli alberi le foglie, perché si rende conto che le sue certezze sono un castello di carte e che il mondo oltre a non avere un senso a volte sa anche essere crudele.

Per tutti questi motivi non deve stupire il cambio di direzione a cui si assiste nell’arte e nella letteratura, dove si abbandona il legame con la realtà esterna  per rifugiarsi all’interno di se stessi ed indagare oltre l’inconscio, verso la profondità più remota e l’immaginazione, raggiungendo il sogno, per l’appunto.

E quali vette si raggiungono?

Non bastano poche righe per parlarne, quindi credo proprio che questa sarà una settimana surrealista, per chi fosse interessato.


Se siete interessati a questo tema, non dimenticatevi degli altri post della settimana surrealista: Esplorando le illusioni di René MagritteSmarrendosi nel labirinto di pensieri di Salvador Dalì Sulle tracce di Joan Mirò, sognatore per eccellenza. Buona lettura!