La tempesta sta arrivando: storia di una fotografia

Quando ho scelto di aprire questo blog non ho avuto il minimo dubbio sull’immagine che avrei scelto come simbolo, come personificazione di quella che per me è la sottile linea d’ombra.

Eppure non rappresenta niente di ciò di cui parlo, non è né arte né architettura. È un paesaggio fatto di oceano e cielo che mi fa intravedere quell’intensità che riescono ad avere i temporali al nord. 

Sono passati poco più di quattro anni ormai da quando mia sorella ed io abbiamo avuto la brillante idea di campeggiare sopra il circolo polare artico e per la precisione sulle norvegesi isole Lofoten, un angolo di paradiso sperduto nel nostro povero mondo. Quello riportato nella foto è stato il panorama che ci ha dato il benvenuto la prima sera sull’arcipelago, un’enorme nuvola carica di pioggia che velocissima si è divorata il cielo fino a un attimo prima azzurrissimo. 

A parte la sua storia che ha valore soltanto per noi due, quello che mi incanta di questo scatto è la netta divisione tra la luce e la tenebra. Ma perché sceglierla come simbolo?

Non si tratta soltanto di una questione di gusto o di estetica: per me il confine tra le nubi e il sereno simboleggia niente meno che la sottile linea d’ombra, il tuffo nel buio, nell’ignoto e nel difficile, quel salto che porterà ad un cielo più sereno, che permetterà di vedere il mondo con occhi più nuovi e più consapevoli. 

Mi ricorda che non siamo su questa terra per rovinare tutto, anche se sicuramente è la scelta più semplice: quello che dovremmo fare è prendere coscienza di ciò che nonostante tutto rende l’uomo grande e dargli spazio. Dovremmo riuscire a scegliere la bellezza, a superare la linea d’ombra costituita da tutte le immagini che ci vengono propinate ogni giorno e ad arrivare alla magia che regola le cose, a quello sprazzo di eternità che è visibile anche per mezzo dell’arte.

Mi sono allontanata dalla fotografia di cui avrei voluto parlare di più, ma in realtà mi sento ancora vicina, perché per me è il ricordo di un grande viaggio compiuto prima di tutto alla ricerca della bellezza. In conclusione, perdonate questo articolo un po’ sconclusionato; spero almeno di essere riuscita ad esprimere quello che ho in testa.

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