L’amore in 6 poesie

Gustav Klimt, Il bacio

Forse non saranno le più belle o le più famose poesie d’amore di tutti i tempi, ma secondo me in certi casi più che le classifiche quello che conta è l’emozione.

Ho perciò pensato di prepararmi per l’imminente ricorrenza di San Valentino proponendovi una scelta di poesie che affrontano l’argomento amore sotto diversi punti di vista, sempre cercando di non pendere troppo verso lo sdolcinato, visto che non è tanto il nostro genere 🙂

Indipendentemente dal senso discutibile ma ormai affermato della festa degli innamorati, ci è sembrato bello cogliere l’occasione per celebrare il più universalmente cantato di tutti i sentimenti. In fondo, per quale altra ragione si scrive, se non per una qualche forma d’amore? Come scrive Dylan Thomas in Nella mia arte scontrosa o mestiere:

Non per il superbo che s’apparta
Dalla luna che infuria io scrivo
Su queste pagine di spuma
Né per i morti che torreggiano
Con i loro usignoli e i loro salmi,
Ma per gli amanti, per le loro braccia
Attorno alle angosce dei secoli,
Che non pagano lodi né salario
E non si curano del mio mestiere o arte.

Quindi, un piccolo regalo per chi si ama e stringe le proprie braccia intorno alle angosce del mondo, che non possono andare via, ma che per un attimo un abbraccio può chiudere fuori dalla porta.

René Magritte, Gli amanti
René Magritte, Gli amanti

1. Paul Éluard, T’amo

T’amo per tutte le donne che non ho conosciuto
T’amo per tutte le stagioni che non ho vissuto
Per l’odore d’altomare e l’odore del pane fresco
Per la neve che si scioglie per i primi fiori
Per gli animali puri che l’uomo non spaventa
T’amo per amare
T’amo per tutte le donne che non amo

 

Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica

 

T’amo per la tua saggezza che non è la mia
Per la salute
T’amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.

 

Traduzione di Vincenzo Accame

Credo che qui non ci sia bisogno di tante parole, è una dichiarazione d’amore bellissima e commovente: di fronte alle avversità del destino, ai fantasmi delle vite non vissute, al mondo, bellissimo nella sua esistenza in sé e per sé, ci sono una vita condivisa e l’amore di una donna senza la quale il poeta non vede che un deserto tra passato e presente.


2. Umberto Saba, Nuovi versi alla Lina (13)

Dico al mio cuore, intanto che t’aspetto:

Scordala, che sarà cosa gentile.

Ti vedo, e generoso in uno e vile,

a te m’affretto.

 

So che per quanto alla mia vita hai tolto,

e per te stessa dovrei odiarti.

Ma poi altro che un bacio non so darti

quando t’ascolto.

 

Quando t’ascolto parlarmi d’amore

sento che il male ti lasciava intatta;

sento che la tua voce amara è fatta

per il mio cuore.

Umberto Saba ha dedicato dei versi bellissimi e umanissimi alla moglie Lina, con cui ha avuto un rapporto a periodi travagliato e che, come traspare da certe poesie, doveva avere un bel caratterino.

Lui però la amava, e l’ha amata praticamente per tutta la vita, nonostante un periodo di separazione in cui lei è stata con un altro uomo. In questa poesia scrive proprio di questo: ci sono cose che lei ha fatto e aspetti del suo carattere per cui la dovrebbe odiare, ma ogni volta che le parla e la ascolta riesce solo a baciarla, perché, come scrive negli ultimi due splendidi versi:

sento che la tua voce amara è fatta
per il mio cuore.

Insomma, il rapporto tra i due è un po’ una variante dell’odi et amo di Catullo (se qualcuno avesse voglia di rileggere le poesie di Catullo sul suo rapporto tormentato di odio e amore, le può trovare qui).


3. Louis Aragon, Non esistono amori felici

Niente per l’uomo è mai definitivo Non la sua forza
non la debolezza né il suo cuore E quando crede
di aprire le braccia la sua ombra è una croce
e quando vuole stringere la sua felicità la sbriciola
uno strano doloroso divorzio è la sua vita
Non esistono amori felici

 

La sua vita è come quei soldati disarmati
per altro scopo un tempo equipaggiati
a cosa può servire il loro alzarsi di buon ora
per ritrovarsi a sera disoccupati incerti
dite queste parole La mia vita E trattenete il pianto
Non esistono amori felici

 

Mio bell’amore amore caro mio strazio
ti porto in me come un uccello ferito
e quelli senza saperlo ci guardano passare
ripetendo dietro di me le parole che ho intrecciato
e che per i tuoi grandi occhi subito morirono
Non esistono amori felici

 

E’ troppo tardi ormai per imparare a vivere
piangano insieme nella notte i nostri cuori
quanta infelicità per la più piccola canzone
quanti rimorsi per scontare un fremito
quanti singhiozzi per un’aria di chitarra
Non esistono amori felici

 

Non c’è amore che non dia dolore
non c’è amore che non ferisca
non c’è amore che non lasci il segno
e non meno l’amore di patria che l’amore per te
non c’è amore che non viva di pianto
Non esistono amori felici
ma per noi due c’è il nostro amore

 

Traduzione di Francesco Bruno

Il taglio di Aragon è molto più triste, ma se da una parte troviamo l’impossibilità di un amore felice e duraturo e tutta l’infelicità dell’uomo – il cui destino è di sbriciolare la felicità quando cerca di abbracciarla e di gettare a terra un’ombra di dolore ogni volta che apre le braccia –, dall’altra ci sono i due versi finali che riequilibrano il tutto: anche in una vita che inevitabilmente verrà segnata dal dolore, è vero che non esistono amori felici, ma per noi due c’è il nostro amore.


4. Estefanía Mitre, Ti meriti un amore

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.

 

Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.

 

Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.

 

Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.

 

Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione, 
il caffè 
e la poesia.

 

Traduzione di Milton Fernandez

Questa poesia, che è stata a lungo attribuita a Frida Kahlo ma che in realtà è stata scritta da una poetessa messicana, descrive con un taglio molto allegro e felice quello che ogni donna, e ogni persona in generale, merita di trovare e di ricevere.

Gustav_Klimt-Il bacio
Gustav Klimt, Il bacio

5. Henrik Nordbrandt, Il nostro amore è come Bisanzio

Il nostro amore è come Bisanzio

deve essere stata

l’ultima sera. Deve esserci stato

immagino

un riflesso sui visi

di quelli che affollavano le vie

o stavano in gruppetti

negli angoli di strada e nelle piazze

e parlavano insieme a bassa voce

doveva somigliare a quel riflesso

nel viso tuo

quando te ne scosti i capelli

e mi guardi.

 

Immagino che non abbiano parlato

molto, e di cose

del tutto indifferenti,

che abbiano tentato di parlare

e si siano arrestati

senza aver detto ciò che desideravano

e abbiano tentato ancora

e rinunziato ancora

e si siano guardati

e chinato lo sguardo.

 

Antichissime icone per esempio

portano quel riflesso

come il riflesso d’una città in fiamme

o quel riflesso che una morte imminente

lascia sulle fotografie dei morti giovani

nella memoria dei sopravvissuti.

 

Quando mi volto verso di te

nel letto, ho l’impressione

d’entrare in una chiesa

che è bruciata

da molto tempo

e dove il buio negli occhi delle icone

è rimasto

colmo di quelle fiamme che li cancellarono.

Ho voluto includere anche una poesia un po’ meno canonica ma che mi è sempre piaciuta molto, di un autore danese che non conosco benissimo, perciò non sono proprio nella posizione di scrivere grandi commenti.

A me questa poesia ha sempre fatto venire in mente un momento di terribile stanchezza in un rapporto sicuramente di lunga data e probabilmente logorato dal tempo, ma non del tutto appassito. Nel volto della donna amata c’è un riflesso, un alone quando lo guarda che fa venire in mente al poeta quel riflesso sui volti degli abitanti di Bisanzio la sera prima del suo crollo, inconsapevoli che stava per avvenire una catastrofe, che l’ultimo baluardo di un millenario impero stava per cadere nelle mani degli invasori che assediavano la città da tempo.

La fine incombente di un amore e il crollo di un impero hanno poco in comune, eppure io trovo che un senso in questa poesia ci sia: alle spalle dei due amanti ci sono un mondo che sta andando in macerie, una relazione di discorsi tentati e non portati a termine, davanti a loro probabilmente c’è una catastrofe, ma loro non ne sono pienamente consapevoli e forse la eviteranno e forse no.


6. Camillo Sbarbaro, Ora che sei venuta

Ora che sei venuta,

che con passo di danza sei entrata

nella mia vita

quasi folata in una stanza chiusa

a festeggiarti, bene tanto atteso,

le parole mi mancano e la voce

e tacerti vicino già mi basta.

Il pigolìo così che assorda il bosco

al nascere dell’alba, ammutolisce

quando sull’orizzonte balza il sole.

 

Ma te la mia inquietudine cercava

quando ragazzo

nella notte d’estate mi facevo

alla finestra come soffocato:

che non sapevo, m’affannava il cuore.

E tutte tue sono le parole

che, come l’acqua all’orlo che trabocca,

alla bocca venivano da sole,

l’ore deserte, quando s’avanzavan

puerilmente le mie labbra d’uomo

da sé, per desiderio di baciare…

Sbarbaro scrive questi versi per la donna che ama, Dina, che è entrata nella sua vita a passo di danza, con gioia e con vitalità, e il cui arrivo è stato come un soffio vitale di vento in una stanza chiusa da tempo: insomma, un’immagine bellissima, non trovate?

E lui che è poeta, che ha sempre scritto, ora sente che non c’è bisogno di dire nulla, perché tacere accanto a lei è già abbastanza, perché tutte le parole che sentiva affiorare dentro di sé prima di conoscerla erano già per lei: era già lei che cercava prima di conoscerla, quando era un adolescente inquieto, ed erano di lei anche tutte le ore solitarie che ha passato nella sua vita prima di incontrarla.


Spero che, qualsiasi sia la vostra situazione sentimentale e qualsiasi idea voi abbiate sull’amore, questa scelta vi sia piaciuta! Se vi va, fateci sapere quali sono le vostre poesie preferite 😉

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