Dentro Caravaggio: a Milano c’è la mostra che tutti stavamo aspettando

Caravaggio è uno di quei pittori che popolano il glorioso olimpo dei grandi artisti, una di quelle menti che, nel loro campo, hanno saputo cambiare la storia e fissare un punto di partenza e di confronto per le generazioni future.

È stato un uomo affascinante, turbolento e appassionato, con una vita piuttosto breve (1571-1610) ma soprattutto rocambolesca, fatta di fughe, viaggi, amori e vendette. Un personaggio libresco la cui biografia è piuttosto nota e soprattutto ben narrata: se siete curiosi, ecco il prevedibile ma efficace link a Wikipedia per approfondire.

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Caravaggio, La Madonna dei pellegrini (esposta in mostra a Milano).

Quello che è importante ai fini del mio racconto, è il contributo che ha dato nel mondo dell’arte. Michelangelo Merisi da Caravaggio infatti ha il grande pregio di permettere alla realtà di invadere il mondo della pittura. Avete presente i volti ritratti in molte sue opere? Ecco, la loro magia sta anche nel fatto che non sono costituiti da tratti idealizzati ma piuttosto ricordano le facce che si possono vedere in giro. Nei suoi quadri siamo rappresentati noi tutti in quanto umani, con tutti i nostri difetti e le imperfezioni, ma soprattutto con la bellezza impagabile delle nostre differenze.

Se ci pensate bene, vi accorgerete che lui è stato il primo a scegliere per strada i suoi modelli, sacri o profani che fossero, e sicuramente per qualche tempo in pochi hanno osato imitarlo.

Le donne del popolo sono diventate delle vere e proprie Madonne, come si può vedere benissimo nel quadro qui a sinistra (che è in mostra), caratterizzato da una grande umanità, con tanto di piedi sporchi da pellegrino in primo piano.

Bene, questa sua grandezza è probabilmente la principale ragione che mi ha reso decisamente felice nel momento in cui per la prima volta ho letto della mostra a Milano, inaugurata proprio pochi giorni fa.


Dentro Caravaggio, mostra a Palazzo Reale (Milano) fino al 28 gennaio 2018

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Informazioni sulla mostra

L’esposizione è aperta al Palazzo Reale di Milano dal 29 settembre 2017 al 28 gennaio 2018, in coproduzione con Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira e con il sostegno del Gruppo Bracco, fondamentale per le indagini diagnostiche delle opere in mostra.

Sono esposti qui ben venti quadri, riuniti tutti insieme per la prima volta, accompagnati da innovativi apparati multimediali e dalle rispettive immagini radiografiche che consentono al pubblico di seguire e scoprire il percorso dell’artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera.

L’ambizioso scopo non è quindi unicamente quello (di per sé già nobile) di esporre dei capolavori, ma anche di raccontare da una prospettiva nuova gli anni della produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie appunto sia alle nuove date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche.

Per saperne di più, ecco il link al sito ufficiale della mostra, che ha dei contenuti interessanti.


Anticipazioni

Bisogna dire che nutro grandi aspettative per questa esposizione, e sono sicura di non essere l’unica. Sono però anche certa che saranno ripagate, dato l’elenco dei quadri in mostra che ho avuto l’occasione di visionare! Ci saranno opere come Giuditta e Oloferne, il Riposo durante la Fuga in Egitto, due versioni del San Giovanni Battista, la Madonna dei Pellegrini, la Flagellazione di Cristo e molte altre, ci credete?

Ecco una piccola galleria di questi quadri, tanto per farvi venire un po’ di acquolina in bocca!

Che dire, se non che l’attenzione per le persone reali di cui parlavo è davvero evidente, insieme all’essenzialità della composizione, seppure in pieno periodo barocco. Dopotutto, il comunicato stampa della mostra Dentro Caravaggio, inizia proprio sottolineando la sua grande modernità:

 Ciò che inizia con l’opera di Caravaggio è molto semplicemente la pittura moderna.

André Berne-Joffroy (uno dei protagonisti della riscoperta di Caravaggio nel secolo scorso)

Detto questo, non ci rimane che andare a vedere! Voi ci siete già stati? Ci vorreste andare? Fatemi sapere le vostre opinioni 😉

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Hokusai, Hiroshige e Utamaro: i miei migliori motivi per scoprire la mostra a Milano

Molto spesso per me scegliere di visitare una mostra equivale ad andare a trovare artisti che già conosco abbastanza bene e che solitamente amo. Un po’ come passare a salutare un vecchio amico, non capita anche a voi di avere quest’impressione?

“Ciao mio adorato Caravaggio, che belli i tuoi ritratti del popolo, chissà se hai finalmente trovato la pace!” – Oppure: “Ciao Vincent (Van Gogh), certo che i tuoi quadri sono davvero commoventi, ma non ti arrabbi a vedere che ora siamo tutti qui in coda per te mentre quando eri in vita nessuno riusciva a capirti?”

Ecco, spero di avere reso l’idea. Tutta questa introduzione è per dire che invece vedere la mostra Hokusai, Hiroshige e Utamaro. Luoghi e volti del Giappone al Palazzo Reale di Milano è stata una grandissima sorpresa. Devo dire che conoscevo già la tecnica di stampa giapponese e alcune opere tra le più celebri, insieme all’ispirazione che hanno tratto dall’Oriente molti artisti europei, come Van Gogh e gli Impressionisti, ma questo è pochissimo se paragonato a ciò che ho visto e scoperto.


Hokusai, Hiroshige e Utamaro. Luoghi e volti del Giappone
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Katsushika Hokusai, il santuario Honganji di Asakusa a Edo dalla serie “Trentasei vedute del Monte Fuji”, 1830-1832.

Duecento xilografie, un video che racconta la tecnica e una bella serie di pannelli esplicativi mi hanno guidato attraverso un percorso esaustivo e completo. Si inizia dalla modesta origine di questa forma d’arte per arrivare a parlare dei grandi maestri e delle tematiche più trattate, raccontate attraverso molteplici opere, da me esemplificate in maniera piuttosto scarna nella galleria sottostante (che vi invito a guardare ingrandita con un click).

Le stampe giapponesi di Hokusai e Hiroshige raccontano soprattutto della natura e delle cultura locale: esistono e si possono vedere serie dedicate alle cascate del Giappone, al Monte Fuji, alle stazioni di posta lungo la strada che congiunge  Kyoto (capitale imperiale) a Tokyo (dove ha sede lo shogunato), ai grandi poeti del passato, ai fiori e agli animali. 

La sala dedicata a Utamaro vede invece come protagonista assoluto il ritratto, che nelle xilografie assume sempre tratti essenziali e bidimensionali che secondo me si addicono particolarmente bene agli antenati di chi ha inventato i celeberrimi manga. (E lo dico da amante del genere, non intendevo essere ironica!)


Attraversare le sale espositive significa assistere al perfezionamento delle stampe, mediante l’introduzione di nuovi pigmenti negli inchiostri dall’Europa (come il blu di Prussia, di origine chimica) e l’utilizzo di lastre di legno lavorate in maniera sempre più raffinata.

Credetemi: vale la pena impegnare un pomeriggio libero per rifarsi gli occhi con queste opere stupende che raccontano quello che è stato il mondo di ieri in un Paese complesso e affascinante come il Giappone, una realtà perduta nel momento stesso in cui noi occidentali abbiamo iniziato a conoscerla e ad inquinarla con la nostra cultura.


Bene, che voi riusciate ad andare a Palazzo Reale in tempo oppure no, spero di rendervi felici nel dire che parlerò ancora di Giappone e di stampe, anche perché ci sono degli interrogativi da risolvere, primo tra tutti il seguente: come si realizza una xilografia?

Se volete saperne di più vi consiglio caldamente di non perdervi la prossima puntata 😉  …Nel frattempo se siete già stati alla mostra e volete condividere la vostra opinione sono ben lieta di sentirla!

Affordable Art Fair Milano: giornata surreale in un clima molto pop

Venerdì, oltre ad essere stato il deludente giorno dell’eclissi, per me è stato il ben più ricco di soddisfazioni primo giorno davvero da blogger. Solitamente sono una scrittrice notturna, dedico a questa sventurata pagina i ritagli di tempo e le ore di insonnia, mentre al contrario il 20 marzo sono stata invitata a Milano all’Affordable Art Fair proprio in qualità di blogger.

Due parole sull’Affordable Art Fair
L'Affordable Art Fair di Milano.
L’Affordable Art Fair di Milano.

Ci sono zone di Milano in cui non sembra di essere nel capoluogo lombardo e forse nemmeno in Italia nel 2015. Tra queste c’è l’area di via Tortona, che ho piacevolmente scoperto in questa occasione. Tra i tram vecchissimi a Porta Genova e i piccoli negozi, si svolgeva qui questo evento, una grande fiera che si ripete per il quinto anno e che ha lo scopo di promuovere il mercato di un’arte più accessibile e alla portata di ogni genere di collezionista.

Vi dirò che mi è piaciuta di più rispetto ad altre fiere, perché ho respirato un’aria allegra e festosa, poco abbottonata se mi passate il termine, complici probabilmente i numerosi spazi per il ristoro e le serate che si sono organizzate per l’occasione (forse non a caso lo sponsor principale è la birra Warsteiner). Sono state ospitate numerose gallerie, così da offrire uno spaccato talmente vasto di ciò che oggi si considera arte da solleticare l’interesse del visitatore, che sicuramente ha avuto la possibilità di incontrare qualcosa di suo gusto. Scultura, pittura e grafica insieme, dall’informale al figurativo, da chi si prende sul serio a chi sembra dipinga per scherzo, così da mettere in evidenza l’assurdo dell’arte dei giorni nostri, che ci bombarda di input senza darci delle grandi risposte. Un’arte che pone domande, insomma, e che non lascia indifferenti.

La mia presenza in questa fiera: il progetto #Faccedablogger
La sottile linea d'ombra per #Faccedablogger.
La sottile linea d’ombra per #Faccedablogger.
La sottile linea d'ombra per #Faccedablogger.
La sottile linea d’ombra per #Faccedablogger.

Uno degli stand dell’AAF era dedicato alla fotografa Elena Datrino, che in collaborazione con la Galleria Vittoria ha portato avanti il suo progetto davvero originale di dare un volto ai blogger che, come me, di solito si nascondono dietro la tastiera.

Affordable Art Fair a Milano, #Faccedablogger!
Affordable Art Fair a Milano, #Faccedablogger!

In particolare qui si parlava di arte, allora eccomi qua, su invito di Cristian, il curatore del blog Artesplorando (davvero interessante, consiglierei di dare un’occhiata!). Premetto che normalmente odio farmi fotografare, eppure questa volta mi sono proprio divertita, contro ogni aspettativa, e credo che la fotografa sia stata così in gamba da riuscire a catturare qualcosa del mio essere.

Oltre a questo, ho potuto conoscere altri art bloggers che sono molto più esperti di me in questo settore, che hanno in mente iniziative innovative di collaborazione e che condividono la speranza di servire a qualcosa nel mondo della rete.

Se in questa domenica grigia avete voglia di esplorare un po’ di questo mondo in fermento, guardate qui l’album completo delle #faccedablogger con i link ai vari siti.

Per tirare le somme

Più che tutto il resto, andare all’AAF venerdì mi ha ricordato una cosa importante di cui a volte mi dimentico: andare in giro è sempre bello, ma ancora di più è bello conoscere persone nuove che hanno un qualche interesse in comune. Può essere divertente e stimolante chiacchierare con  degli sconosciuti davanti a una birra e a un quadro, oppure aspettando il treno per tornare a casa.

Come è possibile scordarsene in un mondo così social? Forse il motivo è che lo schermo non ha lo stesso fascino di un viso visto per la prima volta, e nemmeno la stessa luce del sole, per quanto, nello specifico, si sia trattato di un sole eclissato.