Per andare oltre il bacio: i paesaggi di Gustav Klimt

Gustav Klimt, tranquil Pond.
Gustav Klimt, tranquil Pond.
Gustav Klimt, Attersee..
Gustav Klimt, Attersee..
Gustav Klimt, tempesta in arrivo.
Gustav Klimt, tempesta in arrivo.
Gustav Klimt, the park.
Gustav Klimt, the park.
Gustav Klimt, Kirche in Cassone.
Gustav Klimt, Kirche in Cassone.

Perché scegliere di parlare dei paesaggi di Gustav Klimt, se universalmente è noto per i suoi incredibili ritratti e per le figure simboliche e spettrali immerse in mosaici d’oro?

Un motivo c’è, fidatevi, ed è che a me, come sempre, interessa il percorso: Klimt non si è svegliato una mattina decidendo di stupire il mondo di punto in bianco, ma è stato un grande intellettuale, prima ancora il figlio di una cantante lirica e di un orafo (forse non è un caso!), ed è diventato un uomo che in parallelo alla Secessione Viennese, ma anche prima e dopo, ha condotto una lunga ricerca sul paesaggio. È questo cammino che oggi mi strega, con le sue radici impressioniste ma anche vedutiste (Venezia infatti non è così lontana), che si spinge fino a sfiorare l’espressionismo, pur mantenendo sempre la consueta grazia che lo contraddistingue.

Di Egon Schiele ho già parlato, ma è proprio osservando questi panorami di Klimt che ci si accorge dell’eredità che ha ricevuto dall’ammiratissimo maestro. Se anche nei ritratti di Schiele, specialmente i primi, si riscontra un certo legame tra i due artisti, è nei paesaggi che si può persino passare dall’uno all’altro senza un’apparente soluzione di continuità, perdendosi nelle tinte fosche e nelle sagome degli alberi nodosi, rimanendo imprigionati in queste tele piene all’inverosimile, tanto da arrivare in certi casi a soffocare l’osservatore con i colori e le pennellate.

Gustav Klimt segue in misura assolutamente minore gli stilemi dell’art nouveau nei suoi paesaggi e proprio per questo è qui che possiamo leggere qualcosa in più della sua anima. È qui che possiamo andare oltre alle suggestioni della psicoanalisi che andava tanto di moda, oltre ai salotti in cui era necessario far parlare di sé e oltre al mito secessionista che riesce a creare delle sue opere.

Gustav Klimt, albero di mele.
Gustav Klimt, albero di mele.
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17 thoughts on “Per andare oltre il bacio: i paesaggi di Gustav Klimt

    • La linea d'ombra 5 marzo 2015 / 9:15

      Ti ringrazio molto e la mia risposta è su una pagina del blog (ho ricevuto la nomination la scorsa settimana), aggiungerò anche un ringraziamento a te!

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  1. Ghostbox 9 marzo 2015 / 9:58

    Quadri stupendi. Grazie per averci ricordato delle opere meno famose, ma non per questo meno belle (anzi…). Buona giornata 😀
    Simone

    Liked by 1 persona

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