Il Fregio della vita: cosa esprime la raccolta delle più belle opere di Edvard Munch?

In certi casi, essere artisti significa anche pensare a chi osserverà le nostre opere, ad un ordine o a un progetto complessivo che trasmetta al meglio e senza sbavature il messaggio che abbiamo in mente.

Ecco, questo è esattamente il caso di Edvard Munch, un artista che (come ormai saprete) amo molto e che ha saputo immortalare le sue emozioni su tela in una maniera davvero unica. Tutti lo conoscono per l’Urlo, ma agli appassionati sicuramente verranno in mente molte altre sue opere: alcuni paesaggi nordici e numerose rappresentazioni di persone, ritratti in cui a contare sono le sensazioni vissute e trasmesse.

Ciò che forse è meno noto è il fatto che molte delle opere di questa seconda categoria hanno un filo rosso che le collega, dal momento che sono state raccolte dallo stesso Munch e pensate per essere viste tutte insieme, raggruppate in quello che lui stesso definisce il Fregio della vita e che secondo me comprende quasi tutti i suoi quadri più belli.


IL FREGIO DELLA VITA DI EDVARD MUNCH

Munch immagina per la prima volta un filo conduttore per alcune sue opere a Berlino, nel 1893, lavorando ad una serie da esporre sul tema dell’amore. Come inizio non è nemmeno così originale, bisogna ammetterlo, ma dobbiamo anche tenere conto che è da questo primo nucleo che nel 1902 viene esposto per la prima volta, sempre a Berlino, il suo progetto unitario, il Fregio della vita, in cui l’artista racconta ciò che meglio conosce, l’esistenza umana con le sue fragilità.

I temi che compongono questa raccolta sono quattro: l’amore, con le sue speranze iniziali, la sua dissoluzione, l’insorgere dell’angoscia ed infine la malattia e la morte.

Come potrete immaginare, un’esposizione del genere ha scatenato ammiratori ferventi e critiche appassionate, ma non voglio annoiarvi con altre parole, visto che il post di oggi è destinato ai ventidue quadri della serie, tutti riportati qui di seguito.

1. Seme dell’amore

2. Sviluppo e dissoluzione dell’amore

3. Angoscia

4. Morte


Allora, anche voi trovate questa serie bellissima e allo stesso tempo angosciante? Per concludere, vi lascio le parole dello stesso Edvard Munch, che secondo me descrivono benissimo la sua concezione di arte.

In generale l’arte nasce dal desiderio dell’individuo di rivelarsi all’altro. Io non credo in un’arte che non nasce da una forza, spinta dal desiderio di un essere di aprire il suo cuore. Ogni forma d’arte, di letteratura, di musica deve nascere nel sangue del nostro cuore. L’arte è il sangue del nostro cuore.

Edvard Munch

Annunci