Edvard Munch: l’Urlo e altre opere per capire questo artista

Orbite vuote, volto deformato e colori irreali: anche a voi viene in mente l’Urlo se pensate alle opere di Edvard Munch, precursore dell’Espressionismo?

Credo che per molti questo grande artista sia noto soprattutto per il suo capolavoro, che tutti abbiamo in mente, ma oggi, se vi va, vorrei approfondire un po’ insieme a voi questa figura così importante per la storia dell’arte, che nella sua vita ha realizzato moltissimi quadri stupendi che non mi stancherei mai di guardare.

Per iniziare, partiamo come sempre da una veloce biografia, che in questo caso è particolarmente rilevante e influenza pesantemente la sua visione del mondo e della pittura.


Chi era Edvard Munch (1863-1944)? Breve biografia

autoritratto Edvard Munch 1895 con sigaretta
Edvard Munch, Autoritratto con sigaretta accesa, 1895

Nato a Løten e cresciuto a Oslo, Edvard Munch è segnato in giovane età da due lutti familiari che sono destinati ad influenzare tutta la sua successiva produzione: la morte della madre e della sorella prima di raggiungere l’età adulta. Estremamente promettente, studia all’Accademia di belle arti di Oslo, anche se i fantasmi del suo passato continuano a seguirlo: esplora infatti il tema della morte e della vita, della passione e soprattutto della donna e della femminilità, argomenti che lo riempiono di angoscia.

Nel 1889 soggiorna a Parigi, mentre nel 1891 è a Berlino per esporre le sue opere innovative e scandalizzare la critica più tradizionalista, ancora lontana dal comprenderlo. Intanto che la fama si avvicina, cerca riparo dalle sue debolezze nell’alcolismo,  senza poi riuscire ad evitare il ricovero a Copenaghen per crolli nervosi.

La sua è una vita senza pace ed armonia e per tutte queste ragioni i suoi quadri riempiono sovente l’osservatore di inquietudine. Si percepisce l’ossessione nelle tematiche anche dalla frequenza con cui elabora e rielabora gli stessi soggetti, che quasi sempre sono figure umane in un ambiente esterno o interno di scarsa rilevanza. Edvard Munch è consapevole della sua condizione e non se ne vergogna, anzi si rende conto del contributo che essa dà alla sua ispirazione, come si evince da una sua stessa affermazione: Senza paura e malattia la mia vita sarebbe una barca senza remi.

Muore a ottant’anni e lascia tutte le sue opere in dono alla città di Oslo, che realizza un museo (bellissimo) dedicato a lui.


L’Espressionismo secondo Munch

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Edvard Munch, bacio dalla finestra.

Anche se in anticipo sui tempi, Edvard Munch è considerato uno dei primi esponenti dell’Espressionismo europeo, una corrente pittorica che si sviluppa quasi in antitesi rispetto all’Impressionismo, cercando di trasmettere emozioni al posto delle impressioni, situazioni interiori anziché natura en plein air.

Per Munch l’Espressionismo costituisce il mezzo per trasporre nelle opere i temi che lo turbano da sempre e che per molti versi sono vicini a quelli che attraversano l’intera Europa alla vigilia della Prima Guerra Mondiale: l’incertezza verso il futuro, la disumanizzazione della società moderna, l’angoscia esistenziale, la solitudine dell’uomo e l’inevitabilità della morte, che aleggia nel presente.

A livello di forma, questi contenuti vengono rimarcati dai colori spesso innaturali che servono a emozionare lo spettatore, insieme ai soggetti umani che spesso diventano contenitori che incarnano turbamenti, condizioni umane o sensazioni. A questo punto, per capire veramente quello che intendo passo a parlare direttamente delle opere principali di Munch, così da riscontrare nella pratica quanto detto in teoria.


Le opere di Edvard Munch

Come anticipato, nel corso degli anni Munch realizza tantissimi dipinti, litografie, disegni e incisioni, un patrimonio incredibile che racconta una vita intera e descrive i cambiamenti del mondo circostante e delle sue fonti di ispirazione.

Se vogliamo iniziare dal progetto più ambizioso e importante portato avanti da questo artista, allora dobbiamo parlare del Fregio della Vita, una corposa serie di dipinti realizzati negli anni e pensati per essere visti insieme.

Il fregio della vita

Edvard Munch, Malinconia, 1894-96
Edvard Munch, Malinconia, 1894-96

Munch immagina per la prima volta un filo conduttore per alcune sue opere a Berlino, nel 1893, lavorando ad una serie da esporre sul tema dell’amore. Ed è da questo primo nucleo che nel 1902 viene esposto per la prima volta, sempre a Berlino, il Fregio della vita, una serie di 22 quadri in cui l’artista racconta ciò che meglio conosce, l’esistenza umana con le sue fragilità.

I temi che compongono questa raccolta sono quattro: il risveglio dell’amore, con le sue speranze iniziali, l’amore che sfiorisce e passa, la paura di vivere che descrive l’insorgere dell’angoscia ed infine la morte, insieme alla malattia.

Questa serie racchiude molti dei suoi capolavori tra cui l’Urlo, di cui parliamo di seguito. Se invece desiderate conoscere tutte le opere che costituiscono il Fregio della vita, ecco il link ad una galleria in cui le ritrovate tutte.

L’urlo

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Edvard Munch, L’Urlo, 1893

Ed ecco che arriviamo a lui, l’Urlo, uno dei quadri più iconici della storia dell’arte mondiale, un’opera che tutti sanno riconoscere. Ci troviamo di fronte ad un dipinto che supera ogni limite del gusto e dell’estetica, rivoluzionando il panorama pittorico europea della fine dell’Ottocento e arrivando a trasmetterci delle emozioni molto forti. Non capita anche voi, osservandolo, di sentirvi soffocati dal mondo esterno che nonostante il nostro turbamento va avanti senza fare una piega?

Se vi interessa una descrizione più approfondita dell’Urlo, insieme alle parole che lo stesso Edvard Munch ha usato per descrivere il suo capolavoro, vi invito a leggere questo post: Perché Munch ha dipinto un quadro “brutto” come l’Urlo?


I paesaggi

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Edvard Much, Chiaro di luna, 1895

Dopo tutti questi quadri molto coinvolgenti e intensi, vi posso confessare che una delle qualità che apprezzo maggiormente di Edvard Munch è il fatto che non si sia limitato a seguire la sua ricerca nelle profondità dell’animo umano, ma sia stato anche un grandissimo paesaggista.

Di seguito, per cercare di convincere anche voi della sua grandezza, vi propongo una bella galleria di sue opere in cui la natura è l’assoluta protagonista e in cui si può respirare la bellissima e unica atmosfera del Nord Europa.

Infine, dal momento che negli anni ho raccolto una bella serie di opere di Munch nel computer, posso condividere con voi ancora questi ultimi quadri, che possono essere un ulteriore stimolo per i più curiosi.


Così, anche oggi siamo arrivati alla fine di una (piuttosto corposa 😅) galleria di opere che spero abbiate trovato belle, interessanti ed emblematiche della produzione pittorica di Edvard Munch.

Visto che negli anni in questo blog abbiamo parlato spesso di questo artista, ho pensato di chiudere questo articolo lasciandovi ancora qualche link per approfondire ulteriormente:

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