František Kupka: 5 opere per conoscere uno dei padri dell’Astrattismo

Quali sono le condizioni che differenziano il destino di alcuni artisti, permettendo loro di ascendere all’Olimpo della storia dell’arte?

Se ci pensiamo, il passato è fatto di personalità forti che, per un motivo o per l’altro, hanno segnato le tappe delle trasformazioni della pittura, con le loro innovazioni teoriche o tecniche. Allo stesso tempo, non possiamo parlare soltanto di bravura, perché a rendere un artista grande sono spesso il contesto storico, culturale e politico, il mercato e l’eredità postuma, che può renderlo intramontabile oppure dimenticato.

A František Kupka, interessantissimo artista ceco, non è andata troppo bene dal punto di vista della notorietà, bisogna ammetterlo, ed è proprio per questo che voglio parlarne con voi oggi. Dopotutto si tratta di un pittore di grande talento, teorico e padre dell’Astrattismo come esito di una fase che potremmo inquadrare come simbolista, espressionista o fauve.

Per certi versi la sua ricerca si avvicina a quella di Vassily Kandinsky, ma a differenza del maestro russo non entra nel circolo del Bauhaus e sicuramente gode in vita di una minore fama, ulteriormente diminuita dopo la sua morte, anche a causa delle vicissitudini storiche che accadono a Praga nei decenni seguenti.

Senza dilungarmi troppo con le premesse, direi di cominciare scoprendo qualcosa in più sulla vita di Kupka, pittore anarchico e legato allo spiritismo.


Chi era František Kupka (1871-1957)?

František Kupka nasce nel 1871 in un villaggio della Boemia orientale, da una famiglia modesta che presto lo lascerà orfano e maggiore di cinque fratelli. Qui inizia a lavorare e viene iniziato allo spiritismo, ma il richiamo della pittura è tanto forte da condurlo all’Accademia di Belle Arti di Praga dal 1889.

Si trasferisce nella capitale e affronta temi pittorici storici e patriottici, parallelamente allo svolgimento dell’attività di medium, singolare occupazione che testimonia il suo forte interesse nel misticismo e nell’occulto, un interesse che per certi versi influenza la sua pittura.

Nel 1891 si trasferisce a Vienna e si immerge pienamente nel clima fin de siècle: la sua pittura assume caratteri simbolisti e allegorici, mentre entra a far parte di una setta teosofica e si appassiona alle filosofie e religioni orientali. Nel 1894 espone al Kunstverein.

A partire dal 1896 František Kupka si trasferisce a Parigi, dove rivela un’inclinazione anarchica e collabora come illustratore su riviste rivoluzionarie. Nel 1906 partecipa per la prima volta al Salon d’Automne di Parigi, mentre nel 1909 vede il Manifesto futurista e ne rimane decisamente affascinato. La sua ricerca artistica in questo periodo esplora infatti tematiche come il colore, il movimento, l’astrazione e soprattutto il rapporto tra musica e pittura. In questo senso ci ricorda un po’ Vassily Kandinsky, non trovate? Io credo di si, anche se gli esiti di questo percorso per certi versi comune sono ben diversi, come presto vedremo.

Nel 1913 scrive il libro più importante per la comprensione della sua visione dell’arte, intitolato La création dans l’art plastique e pubblicato a Praga nel 1923.

Nel 1914 si arruola e partecipa alla prima guerra mondiale in trincea con i Francesi, mentre nel 1921 si tiene la sua prima mostra personale a Parigi. Nel 1931 è presente alla fondazione del movimento Abstraction-création, insieme a Jean Arp, Theo van Doesburg e alcuni altri.

OPERE DI FRANTIŠEK KUPKA

01. La via del silenzio II, 1900–1903

František Kupka. La via del silenzio II, 1900–1903
František Kupka, La via del silenzio II, 1900–1903

Considerando l’attrazione per il misticismo nutrita da František Kupka, non potevo che iniziare questa galleria con un’opera simbolista, in omaggio a questa sua prima fase pittorica.

Ci troviamo di fronte ad un artista colto e raffinato, che interpreta uno dei temi classici della fine del XIX secolo, la Sfinge, in una maniera evocativa e misteriosa, ispirata dalla poesia Terra di sogno di Edgar Allan Poe, che inizia con questi versi:

Per un cammino oscuro e solitario,
Infestato soltanto da angeli malati,
Dove un Idolo, chiamato Notte,
Su un trono nero regna eretto,
Ho raggiunto queste terre solo da poco
Da un’estrema oscura Tule,
Da una selvaggia contrada fatale
Che s’estende, sublime,
Fuori dal Tempo, fuori dallo Spazio.

 


02. Tasti di pianoforte/Lago, 1905

Frantisek Kupka, Tasti di pianoforte/Lago, 1905
Frantisek Kupka, Tasti di pianoforte/Lago, 1905

A distanza di un paio d’anni, assistiamo a una vera e propria rivoluzione nell’opera di Kupka, espressa benissimo da questo quadro che si configura come un punto di rottura con quello che poteva essere il suo linguaggio artistico fino a quel momento, più figurativo e legato al Simbolismo.

Osservandolo, sembra di cogliere il paesaggio evocato dal suono di una musica, reso concreto dai tasti del pianoforte, che in basso a destra sono ben visibili (con tanto di mano che li suona) e salendo nella composizione si dissolvono, diventano un tutt’uno con il lago.

Le linee verticali sono le protagoniste dell’opera e fanno presagire il destino della ricerca pittorica di Kupka, che in questi anni vive nel vivace clima artistico di Parigi.


03. Ragazza galiziana, 1909-1910

Frantisek Kupka, Ragazza galiziana, 1909-10
Frantisek Kupka, Ragazza galiziana, 1909-10

Se vogliamo imparare a riconoscere le opere di Kupka, non possiamo trascurare i suoi ritratti, una componente molto interessante della sua produzione, in cui si possono leggere influssi espressionisti e fauve.

Come vedete i colori, usati puri e senza preoccuparsi troppo del realismo, sono dosati in maniera sapiente e ben bilanciati tra complementari, mentre lo sfondo colpisce per la sua sobria monocromia. I fiori disegnati poi rimandano al periodo dell’esecuzione, ovvero gli ultimi anni dell’Art Nouveau.


o4. Amorfa, Cromatismo caldo, 1912

Frantisek Kupka, Cromatismo caldo, 1912
Frantisek Kupka, Amorfa, Cromatismo caldo, 1912

Sono sicura che oggi un’opera come questa non ci sconvolga e nemmeno colpisca più di tanto, ma è interessante sapere che Amorfa, Cromatismo caldo sia stata, insieme alla sorella Amorfa, Fuga in due colori, uno dei pilastri per la nascita e lo sviluppo dell’Astrattismo.

Si tratta di un’opera esposta nel 1912 nel Salon d’Automne ed esprime la volontà dell’artista di allontanarsi della figura e dagli oggetti in favore in un nuovo mondo fatto di colori, forme, movimenti, musica e armonia.


05. Reminescenza di una cattedrale, 1920-23

Frantisek Kupka, Reminescenza di una cattedrale, 1920-23
Frantisek Kupka, Reminescenza di una cattedrale, 1920-23

In quest’opera più matura vediamo invece un lessico ben definito, il risultato di una lunga ricerca che finalmente assume forme limpide e caratterizzanti.

Il velo che conduce all’Astrattismo ormai è squarciato e František Kupka si muove a suo agio nell’informale, realizzando capolavori dal sapore geometrico che però riescono a coinvolgere e ad evocare più sensazioni rispetto a quelle che sono ad esempio le opere coeve del Neoplasticismo di Piet Mondrian.

Possiamo cogliere aspetti musicali, richiami all’arte folkloristica slava, alle arti decorative islamiche e alle nuove invenzioni scientifiche, come la radiografia.

In questo caso poi ci troviamo di fronte ad un’opera che richiama le vetrate della Cattedrale di Notre Dame di Parigi e di Chartres, studiate da Kupka soprattutto nell’aspetto di trasmissione della luce attraverso il vetro dipinto.


So che vi avevo promesso cinque opere, ma non ho resistito e dunque per concludere condivido con voi questa altra galleria, che racchiude le opere che ho avuto la fortuna di vedere (e fotografare) a Praga, presso la Národní galerie.

Allora, vi sono piaciute queste opere? Conoscevate František Kupka? Spero proprio di avervi incuriosito! 😉

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