Leonardo, Michelangelo e Raffaello: gli autoritratti nel Rinascimento

Come vedevano sé stessi i grandi maestri del Rinascimento italiano?

Seguendo il filo rosso degli autoritratti d’autore, oggi vorrei perdermi insieme a voi immaginando quelli che dovevano essere i lineamenti di tre uomini che, senza alcun dubbio, hanno cambiato il corso della storia dell’arte. Leonardo, Raffaello e Michelangelo hanno rivoluzionato il mondo della pittura (e della scultura), dando origine a schiere di imitatori e a veri e propri miti che aleggiano ancora oggi intorno alla loro figura, a cinquecento anni di distanza.

Ma quali erano i tratti dei loro illustri volti? Le loro mani così abili sono riuscite a renderli immortali celebrandoli sulla tela?

La risposta è sì (altrimenti non saremmo qui a leggere questo post) e bisogna dire anche che i loro autoritratti sono all’altezza della loro fama e descrivono le varie sfaccettature che questo genere pittorico assume nel Rinascimento, momento storico in cui torna alla ribalta, come vi ho già raccontato. Ma dopo una premessa così entusiasta, direi che è il momento di scoprirli caso per caso.

Raffaello Sanzio (1483-1520)

Per primo, omaggio insieme a voi Raffaello Sanzio, affascinante e poliedrico artista mai invecchiato (muore infatti a trentasette anni, di malattia), spesso definito come divino. Nel corso della sua vita, ci regala ben tre autoritratti, di cui uno ambientato nel celebre affresco della Scuola di Atene (1509-11), oggi visitabile nel percorso dei Musei Vaticani.

Bisogna tenere conto del fatto che quello ambientato è un vero e proprio genere di autoritratto, di impostazione medievale, che viene utilizzato spesso dagli artisti del Rinascimento italiano. In pratica, Raffaello compare come personaggio insieme agli illustri protagonisti di quest’opera, che sicuramente tutti conoscete.

Nel secondo autoritratto che vi propongo, eseguito tra il 1504 e il 1506, Raffaello è invece solo, e guarda in maniera aggraziata ed elegante l’osservatore. Per rendere ancora più definita l’immagine che ci possiamo essere fatti di questo artista, possiamo osservarlo anche nell’Autoritratto con un amico, eseguito alcuni anni dopo (1518-20), in cui è posto frontalmente e guarda direttamente di fronte a sé.


Leonardo da Vinci (1452-1519)

Ben più misterioso è invece l’unico autoritratto di Leonardo da Vinci, un disegno a sanguigna su carta che ritrae il grande maestro all’età di circa sessant’anni.

Leonardo_da_Vinci_Autoritratto
Leonardo da Vinci, Autoritratto

Purtroppo non ci aiuta molto ad immaginare quelli che dovevano essere i suoi lineamenti, soprattutto in età giovanile, non trovate anche voi?

Si tratta infatti della riproduzione di un uomo anziano con la barba e i capelli lunghi, lo sguardo serio e l’espressione grave. Non sarà dotato dell’immediatezza degli autoritratti di Raffaello, ma bisogna dire che possiede un’espressività fuori dal comune che, forse volutamente, ci permette di intuire il carattere di Leonardo da Vinci, più che il semplice aspetto.


Michelangelo Buonarroti (1475-1564)

Infine, ho cercato di individuare anche un possibile autoritratto del grande Michelangelo Buonarroti.

Devo dire che, se vogliamo rimanere nell’ambito della pittura, si tratta di una ricerca piuttosto ardua, anche perché mi è venuto in mente solo il famoso ma piuttosto curioso autoritratto che questo artista ci ha lasciato sulle pareti della Cappella Sistina, a Roma, e per la precisione all’interno del Giudizio universale.

Si tratta di un’ulteriore evoluzione del ritratto ambientato, che sconfina nel genere cosiddetto inquietante. All’interno dell’immenso affresco si può notare la presenza di San Bartolomeo, martire morto scuoiato, che regge la sua pelle come segno distintivo: osservandone le sembianze, ci si rende conto della loro diversità rispetto a quelle del Santo. Si nasconde infatti l’autoritratto dell’artista, forse a causa del divieto di firmare le proprie opere che vigeva in Vaticano. Singolare, non trovate?

Per farci un’idea più chiara del suo volto, possiamo andare a cercare tra le sue meravigliose sculture. Secondo quanto dicono molti studiosi, nella Pietà Bandini (1547-55) si trova un autoritratto decisamente più semplice da individuare, poiché Michelangelo probabilmente si è ritratto nei panni di Nicodemo che sorregge Gesù Cristo.

Purtroppo non sono sicuramente abbastanza qualificata per avanzare delle ipotesi su questo presunto autoritratto, ma ho voluto inserirlo in questa rassegna perché lo trovo bellissimo e davvero espressivo. Sarò superficiale, ma mi piace molto immaginare che Michelangelo Buonarroti, artista tormentato per eccellenza, avesse dei lineamenti così nobili e pieni di dignità e solennità.


Bene, anche oggi siamo arrivati alla fine di questa seconda puntata dedicata agli autoritratti più famosi della storia dell’arte, in particolare del Rinascimento italiano. Vi piacciono le descrizioni dei volti di Leonardo, Michelangelo e Raffaello? Spero proprio di sì 😉

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