Arte e architettura: due facce della stessa moneta

Da bravo architetto, cerco sempre di convincere il mondo sull’importanza di questa disciplina, perché sono assolutamente convinta che non venga studiata e apprezzata a sufficienza. Inoltre è quella più facile ed economica da scoprire, visto che è sempre in bella vista.

Quando si visitano le città l’architettura è sempre in mostra, anche se in genere le guide, tolti i grandi capolavori, non ci danno molto peso.

Tornando a noi, se l’altro giorno ho introdotto i tre divini criteri per giudicare gli edifici (ve li siete persi? Allora cliccate qui: La magia dell’architettura: i miei migliori motivi per camminare con il naso per aria), oggi cercherò di dimostrare il legame tra pittura, scultura e architettura nel corso dei secoli. Si tratta di una connessione che forse in certi casi è più sottile, ma che allo stesso tempo è determinante per arrivare veramente a cogliere l’anima di un’epoca e ad apprezzarne l’armonia.

Se poi si riflette, in passato tra queste arti il confine era decisamente più labile, basta pensare a quel genio di Michelangelo, che passava da dipingere la Cappella Sistina a scolpire il David a progettare niente meno che la Basilica di San Pietro a Roma!

Penso che non servano grandi parole per descrivere il senso di omogeneità a cui mi riferisco, quindi ho scelto di condividere con voi delle immagini a titolo di esempio che ritengo suggestive e davvero affascinanti.

Età romana imperiale
Età romana imperiale: Pantheon, affreschi di Pompei e bassorilievo dell'Ara Pacis di Augusto.
Età romana imperiale: Pantheon, affreschi di Pompei e bassorilievo dell’Ara Pacis di Augusto.

Per i Romani ogni forma d’arte si riconduce alle regole della geometria, della prospettiva, della simmetria e dell’equilibrio, che sono gli assoluti protagonisti delle opere.

Basso Medioevo
Basso medioevo: "Maestà" di Duccio di Buoninsegna, bassorilievo della cattedrale di Reims e Duomo di Trento.
Basso medioevo: “Maestà” di Duccio di Buoninsegna, bassorilievo della cattedrale di Reims e Duomo di Trento.

Quasi mille anni dopo, quello che conta è l’enfasi, l’emozione irrazionale di un mondo che ha dimenticato le regole della prospettiva e delle costruzioni classiche e che sta rinascendo dopo secoli difficilissimi.

Barocco
Barocco: "San Marco e San Marcellino condotti al patibolo" di Veronese, Piazza San Pietro e la fontana dei Fiumi in piazza Navona di Gian Lorenzo Bernini.
Barocco: “San Marco e San Marcellino condotti al patibolo” di Veronese, Piazza San Pietro e la fontana dei Fiumi in piazza Navona di Gian Lorenzo Bernini.

Nel Seicento quello che conta è essere monumentali, megalomani e assolutamente scenografici, quindi ecco che i materiali diventano ricchi e smodati e le linee movimentate ed accentuate.

Jugendstil
Jugendstil: Giuditta di Gustav Klimt, palazzo di Otto Wagner, bassorilievo di Joseph Maria Olbrich.
Jugendstil: Giuditta di Gustav Klimt, palazzo di Otto Wagner, bassorilievo di Joseph Maria Olbrich.

Ed ecco che alla fine dell’Ottocento si assiste al deciso rigetto delle forme eclettiche e neoclassiche, alla ricerca di nuovi riferimenti simbolici, spirituali e occulti.

Movimento moderno
Movimento moderno: il padiglione tedesco all'Expo di Barcellona del '29 di Ludwig Mies Van Der Rohe, "Composizione senza titolo" di Piet Mondrian, scultura di Alexander Calder.
Movimento moderno: il padiglione tedesco all’Expo di Barcellona del ’29 di Ludwig Mies Van Der Rohe, “Composizione senza titolo” di Piet Mondrian, scultura di Alexander Calder.

Infine, dopo la prima guerra mondiale quello che conta è arrivare all’essenza delle cose, ricercando le linee essenziali. Paradossalmente, si torna alle origini classiche per quello che riguarda la purezza delle linee, l’importanza della geometria e della prospettiva.


Dopo questi esempi spero di essere riuscita a stimolare la vostra curiosità.

Avrei voluto dilungarmi maggiormente ma si sa, il tempo è tiranno, quindi lascio questi cinque magri esempio alla vostra fantasia, sperando che arriverete più lontano di quanto ho scritto io oggi. 😉

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8 thoughts on “Arte e architettura: due facce della stessa moneta

      • obinetti 20 dicembre 2015 / 15:14

        Ho avuto la fortuna di visitare l’edificio storico, dove il Movimento affisse in oro la scritta Vel Sacrum. Non avevo molta dimestichezza, allora ero un giovane studente: se lo rivedessi ora, a distanza di anni, mi farebbe forse lo stesso effetto.

        Il Pantheon, a Roma, rimane per me e per la storia dell’architettura, un capolavoro assoluto.

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      • La linea d'ombra 21 dicembre 2015 / 19:34

        Io anche sono rimasta molto colpito dal Palazzo della Secessione Viennese, per non parlare davvero del Pantheon!
        Ti ringrazio molto per aver condiviso la tua opinione, a presto ^_^

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