Italia: cinque meraviglie che mi sono rimaste nel cuore

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Come ci ricorda questo orribile caldo che ci sta soffocando (per lo meno dalle mie parti…), l’estate è alle porte, e con essa anche l’occasione di girare qualche spicchietto di mondo.

Spesso per noi italiani (me per prima) viaggiare significa fuggire all’estero, vivere qualche esperienza dove si parlano altre lingue e si vivono altre vite. Ci affanniamo a girare in lungo e in largo e corriamo a vedere posti che non offrono sicuramente di più di quanto è disponibile nel nostro Paese, tante volte a nemmeno troppi chilometri di distanza. L’erba del vicino è sempre più verde, si sa, ma in questo caso credo anche che sia quasi sempre più ospitale e più attrezzata per i turisti.

All’estero ci sono indicazioni stradali comprensibili, aiuole che sembrano prati inglesi e non pezzetti di giungla, hotel moderni e funzionali e centri storici conservati e gestiti come dei presepi. Non siamo stupidi se pensiamo di fuggire in Francia, in Germania o in Gran Bretagna, però se ci penso mi rendo conto di quante risorse sprechiamo.

So che torno spesso (forse anche troppo) su questo tema, ma davvero non riesco a capacitarmi di come chi ci governa riesca ad essere indifferente alle migliaia di risorse uniche al mondo distribuite uniformemente sul territorio, emergenze che oltre ad essere basi per una ricrescita finalmente paritaria tra nord e sud sono fondamentali testimonianze della nostra Italia. Dobbiamo ai nostri borghi, alle nostre architetture e alla nostra arte il poco di rispetto che continuiamo a mantenere agli occhi del mondo, quindi è un grande peccato mandare tutto in malora.

Per questo motivo oggi vorrei proporre cinque tra le infinite bellezze italiane, scelte sulla base di quella che è stata la mia esperienza. Sono cinque luoghi che mi hanno lasciato qualcosa sia per la loro monumentalità unica, sia per quello che rappresentano.

1. La cattedrale di Trani e il romanico pugliese

Estate 2012: io e mia sorella ci lanciamo in uno strepitoso giro d’Italia in macchina, che si rivela un’occasione unica di conoscenza. Sapevamo poco o niente dello stile romanico pugliese, così siamo rimaste folgorate. La bellezza di edifici come la cattedrale di Trani è unica e suggestiva, dovuta alla purezza delle forme geometriche e al candore delle pietre illuminate dal sole. 

Siamo rimaste a bocca aperta, di fronte ad una realtà metafisica ante litteram e fuori dal contesto, perse in quest’architettura antica, solenne e medievalissima. Consigliato a tutti, insieme a Barletta e Bari (per rimanere in tema e fare altri due esempi)!

2. Amalfi e il passato da repubblica marinara

Di Amalfi la prima immagine che mi torna in mente è la vista dal mare. Stesso viaggio del punto 1, quando siamo tornate più abbronzate che mai. Amalfi, insieme agli altri paesi della costiera, ci ha colpite per la sua atmosfera fiera e importante. C’erano una marea di turisti, ma passeggiando tra le vie si poteva ancora intravedere la grandezza dell’antica repubblica marinara, infilandosi nel tessuto storico e nelle scenografie medievali.

Una curiosità: una delle note più moderne della città, anche se non si direbbe, è la facciata del duomo, rifatta nell’Ottocento in stile neogotico. Se guardate bene le prossime foto, ho inserito una veduta della facciata originale, senza quegli archetti a sesto acuto e quel frontone a capanna che in effetti c’entrano proprio un po’ poco!

3. Il duomo di Siracusa e la cultura greca

Aprile 2011: per i 25 anni di nozze dei miei genitori ci siamo concessi una spedizione archeologica in lungo e in largo per tutta la Sicilia. Il fascino di questa regione è incredibile, ma tra tutti i luoghi forse il più suggestivo è stato il duomo di Siracusa, situato sull’isola di Ortigia ed esempio di luogo di culto da più di 2000 anni. (Ha pochi rivali in questo senso, non è vero?)

Se lo si guarda bene, infatti, ci si rende conto che si tratta di un tempio della Magna Grecia, convertito senza troppo mascherarlo in una chiesa cristiana. In origine veniva venerata la dea Minerva, poi lo spazio tra le colonne è stato tamponato, così senza clamore si è passati a pregare Santa Lucia. Concretamente cambiava poco, poi nel tempo sono state aggiunte alcune cappelle laterali e la facciata barocca, arrivando ad ottenere un edificio assolutamente unico.

Non era così raro che i templi pagani venissero riciclati da cristiani, così da evitare traumi al popolo, ma raramente si può assistere ad un edificio ancora in opera.

Il tema del riuso delle architetture antiche mi affascina troppo, quindi mi fermo adesso altrimenti potrei non andare più a dormire!

4. Venezia durante la Biennale

Non potevo non citare quella che è stata la mia meta per ben quattro anni: la Biennale d’arte di Venezia!

Non mi soffermerò in questa sede a valutare il contenuto delle esposizioni, perché quello che per me è uno degli aspetti più belli e divertenti è la possibilità di entrare e curiosare in un sacco di palazzi normalmente chiusi, che aprono i battenti per ospitare i padiglioni dei vari stati.

La biennale è un’esperienza unica in cui si riceve una mappa con decine di esposizioni segnalate un po’ dappertutto, pronte per essere scoperte come in una caccia al tesoro. Per me è stato il modo di andare oltre la Venezia più turistica, per scoprire piazzette tranquille e scorci autentici, ed è per questo motivo che la consiglio a chiunque sia un po’ curioso.

5. Il castello di Rivoli e la “corona delle delizie” intorno a Torino

Non potevo che scegliere una destinazione dalle mie parti, perché per me ha un valore affettivo e perché è un bene che merita di essere conosciuto.

Intorno a Torino esiste tutta una serie di residenze sabaude di pregio, tutelate dall’Unesco, che sono state coinvolte (alcune più e alcune meno) in processi di restauro e rifunzionalizzazione legati al turismo.

Tra queste, a Rivoli esiste un palazzo barocco, progettato da Juvarra su preesistenze medievali, che non è mai stato completato ed è rimasto abbandonato fino al 1979, quando l’architetto Andrea Bruno ha realizzato un intervento di restauro a dir poco straordinario.

Senza che venisse persa l’impressione di incompiutezza, è stato rifunzionalizzato in maniera magistrale, tanto che oggi ospita un prestigioso Museo di Arte Contemporanea, insieme al ristorante dello chef stellato Davide Scabin.

Sede di mostre ed eventi culturali, il castello Rivoli è l’esempio virtuoso che restaurare bene si può, e che una spesa grande ma oculata può trasformare il volto di un bene culturale, rendendolo fruibile a tutti e trasformandolo in un investimento per la comunità.

Basta sapere su cosa scommettere, ma per oggi credo che non mi dilungherò oltre.

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