Il salto oltre la linea d’ombra: la nascita dell’Astrattismo in Europa

Vassilij Kandinsky, Segmento blu.

Introdurre l’astrattismo per me equivale a spalancare una finestra su un nuovo mondo fatto di colori più puri e di forme più essenziali: basta fare un giro in una galleria d’arte per accorgersi dell’incredibile cesura che si riscontra nei primi anni del Novecento.

Mai prima, sicuramente a partire dal Medioevo, sono avvenuti cambiamenti così radicali in Europa, novità che hanno introdotto l’uso di differenti tecniche, contenuti e mezzi espressivi.

Perché una tale rivoluzione?

Il salto oltre la linea d’ombra è la prova di come l’arte sia la testimonianza diretta del mondo in cui è immersa, di una società che accelera vertiginosamente e che vede acuirsi i contrasti e il divario sociale.

Se ci si pensa, l’arrivo all’astrattismo è un passaggio graduale se si considera il percorso individuale dei grandi artisti di questi anni, come Paul Klee, Vassilij Kandinsky, Kasimir Malevich o Piet Mondrian, ma allo stesso tempo è improvviso, considerando che avviene per quasi tutti in contemporanea, a partire dagli anni Dieci del Novecento.

Sicuramente tra le possibili cause abbiamo l’invenzione della macchina fotografica, che priva la pittura dello scopo di rappresentare la realtà, ma anche le ricerche condotte da Cézanne (sintetizzate in questo articolo), dagli impressionisti (in questo articolo si parla delle innovazioni di Claude Monet) e da Turner prima di loro (di cui ho parlato in questo articolo pieno di ammirazione).

Che dire, forse semplicemente i tempi sono maturi! O forse nel clima delle politiche di potenza europee gli artisti e gli intellettuali sono piuttosto stufi e delusi del clima in cui vivono, tanto da inventare un nuovo mondo immaginario.

Non è in effetti un caso che le culle dell’astrattismo siano la Russia tormentata dalle rivoluzioni e la Germania annientata dopo la Prima Guerra Mondiale, luoghi dove solo l’ingegno permette di non sprofondare in una grigia realtà con poche aspettative. Questi Paesi sono molto instabili a livello politico, ma allo stesso tempo vivono un momento molto frizzante dal punto di vista artistico, soprattutto per quanto riguarda la Germania: sono infatti gli anni del trionfo del Bauhaus, la prima scuola contemporanea di architettura e design, dove andranno ad insegnare geni del calibro di Kandinsky, Klee e Mies Van Der Rohe.

Piet Mondrian, senza titolo.
Piet Mondrian, senza titolo.

Sperimentare, quindi, diventa la nuova parola d’ordine. Sperimentare sempre, perché l’arte è soprattutto libertà. Libertà e innovazione, parole che non piacciono tanto ai regimi totalitari. Così l’astrattismo viene presto bollato come arte degenerata e i più grandi esponenti se ne vanno per preservare la loro libertà.

La migliore arte contemporanea entro il 1940 salpa verso gli Stati Uniti d’America, dove verrà accolta a braccia aperte, mentre in Europa non rimane che una cupa aria di guerra.

Per celebrare questi anni gloriosi, ecco una settimana molto astratta

Credo proprio che nei prossimi giorni cercherò di esplorare il passaggio all’astrattismo di grandi artisti come Vassilij Kandinsky e Paul Klee, quindi se siete interessati vi invito a passare di qui!

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