Modigliani e la Bohème di Parigi: pregi e difetti della mostra alla GAM di Torino

Amedeo Modigliani, Ritratto di Dédie e locandina della mostra.

Ho sempre diffidato delle esposizioni intitolate ad un grande artista e alla cultura del suo tempo (proprio come questa, insomma!) perché mi rendo conto che molte volte si tratta di una scadente operazione mediatica, ritrovandomi davanti a pochissimi quadri del pittore a cui sono interessata, buttati in mezzo ad un’accozzaglia di vario genere, talvolta accostati senza una logica troppo comprensibile o condivisibile.

Forse la mia insoddisfazione deriva dal fatto che a me piace andare alle mostre per immergermi nel pensiero di un determinato artista, per toccare con mano cosa ha di così speciale e per vedere in che misura è riuscito ad andare oltre la famigerata sottile linea d’ombra.

Quindi, andando a visitare Modigliani a Torino, le mie aspettative erano altalenanti: da una parte temevo che si rivelasse uno specchietto per le allodole, dall’altra morivo dalla voglia di sprofondare nel clima parigino bohémien.

1° punto: scetticismo verso l’allestimento


Vi assicuro che in linea di massima mi piace il piccolo mondo costruito all’interno delle esposizioni, fatto di cartongesso, tinte forti alle pareti e scritte sui muri, ma a volte trovo la scelta dei colori senza scopo e l’organizzazione dell’itinerario un po’ forzata. E in gran parte questo è il caso di Modigliani a Torino.

La disposizione accattivante dei setti divisori a zig zag porta a delle difficoltà di illuminazione e soprattutto rende difficile la circolazione della gente e la possibilità di vedere le opere  nei momenti in cui c’è maggiore frequentazione.

Così, durante la mia visita, mi indispettisco immediatamente!

2° punto: venendo al sodo, ecco la mia impressione


Per iniziare, un’altra nota negativa: la scarsezza di opere di Modigliani! Tra disegni, sculture e pochi quadri, credo che non si arrivi a trenta suoi lavori, quindi sicuramente sono rimasta delusa. È vero, qua e là si incontrano Picasso, Brancusi, Chagall, Soutine e il resto della cosiddetta Scuola di Parigi, però in generale ho sentito un certo squilibrio nelle opere esposte, perché c’era un sacco di materiale di medio livello che scompariva a causa dello sconfinato fascino dei dipinti di Amedeo Modigliani.

Perché accidenti, se nonostante tutto vi invito  a passare alla GAM di Torino, è proprio perché le opere di Modì sono immensamente belle. Probabilmente saprete che io personalmente lo adoro (come si evince da questo articolo), e c’è da dire che dal vivo è un’altra cosa.

Vedere di persona un suo quadro vuol dire scoprire tutti i colori che si mischiano per creare un incarnato tanto delicato, perdersi negli sguardi e nell’anima delle persone che ritrae, e ancora ammirare la purezza del suo tratto essenziale e quasi caricaturistico nei disegni a matita.

 

Sono dovuta andare due volte a vedere questa mostra per non crearmi un’opinione superficiale e per cercare di capire il significato di tutte le opere esposte. Tuttora non mi convincono, anche se, a forza di documentarmi, ho iniziato ad apprezzare maggiormente questi ragazzi spiantati e allucinati che dipingevano il loro mondo nella Parigi dell’inizio del Novecento, fregandosene delle convinzioni e delle Avanguardie che spuntavano un po’ dappertutto.

Per concludere, vi lascio con una frase che si legge sui muri della mostra e che ho apprezzato molto perché mi ha fornito una tessera in più di questo puzzle variegato, complesso e pieno di malinconia, trattandosi di una definizione che calza a pennello (e in questo caso il termine pennello è più che mai adatto).

La parola bohème dice tutto. La bohème non ha nulla e vive soltanto di quello che possiede. La speranza è la sua religione, la fede in se stessa la sua legge, la carità finisce con l’identificarsi con le sue risorse. Questi giovani sono più grandi delle loro disgrazie, inferiori alla loro fortuna, ma superiori al loro destino. 

 

Honoré de Balzac


Per continuare a inseguire il fascino di Modì, ecco un altro articolo: I miei buoni motivi per amare Amedeo Modigliani e la sua commovente vita da ribelle.

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