Dove portano i sogni? (3/3)

magritteEsplorando le illusioni di René Magritte

Come direbbe uno dei miei idoli, la differenza tra la realtà e la finzione è sottile come la carta. Questa frase sembra anche essere il succo di molte delle opere del belga René Magritte, artista surrealissimo e finalmente fuori dalla quotatissima Barcellona, che in questi anni si può definire la capitale europea del sogno, per attribuire titoli che oggi vanno di moda.

Ad essere onesti, se la città catalana mantiene ancora oggi un’aria fiabesca e allucinata, Bruxelles invece ha proprio un’atmosfera surreale. Girando tra le stradine della capitale belga, tra le vetrine dei negozi del Marolles e le facciate Art Nouveau, ci si rende conto di quanta ispirazione ci sia in questo luogo. Ed in effetti non stupisce che qui sia nato un gruppo di surrealisti che hanno esplorato in maniera lucida e scanzonata la confusione che regna nell’animo dell’uomo contemporaneo.

rené magritte-lights
Il grande fascino di Magritte, principale esponente di questa corrente, è proprio il modo sottile e allo stesso tempo serio in cui viene messa in evidenza l’assurdità del mondo, scegliendo, al pari di Salvador Dalì, una tecnica irreprensibile ed un linguaggio che a prima vista pare tradizionalissimo.

paintings clouds landscapes seas stones surrealism boats artwork traditional art rene magritte belgi_wallpaperswa.com_49L’eccezionalità risiede nei contenuti ed ancora di più nelle illusioni ottiche che si creano sulla tela, offrendo all’osservatore paesaggi notturni sotto un cielo azzurro, quadri che integrano il paesaggio circostante oppure foglie malinconiche che si trasformano in animali.

Renè MagritteGuardando le sue opere, emergono caratteri comuni e soggetti che si ripetono in maniera ossessiva e inesorabile, come i campanelli, la sagoma umana con la bombetta e la luce scura, offrendoci anche uno spiraglio della sua interiorità, dell’animo che si cela sotto l’apparenza. Credo proprio che per imparare ad amare René Magritte, più di tante parole, sia utile perdersi all’interno dei suoi quadri, godendosi i dettagli ed i colori perfettamente armonizzati.

Quindi, ecco una selezione dei miei preferiti.

René Magritte, La condizione umana.
René Magritte, La condizione umana.
René Magritte, Amico dell'ordine.
René Magritte, Amico dell’ordine.
René Magritte, il castello dei Pirenei.i.
René Magritte, il castello dei Pirenei.i.
René Magritte, gli amanti.
René Magritte, gli amanti.

Magritte

René Magritte, Pieno d'aria.
René Magritte, Pieno d’aria.

Perdonate la confusione, non so se sia l’esposizione continuata al surrealismo oppure l’influenza che mi sta assillando!


Se vi è piaciuto questo articolo, non dimenticatevi degli altri post sul tema della settimana surrealista: Smarrendosi nel labirinto di pensieri di Salvador Dalì, Sulle tracce di Joan Mirò, sognatore per eccellenza e L’importanza del sogno. Buona lettura!

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6 thoughts on “Dove portano i sogni? (3/3)

  1. ysingrinus 18 marzo 2015 / 9:59

    Magritte è un altro grandissimo: la faccia ordinata dei sogni, il racconto lucido. Mentre Dalí descrive il sogno proprio cosí come viene fatto, facendoci letteralmente entrare nel sogno, con Magritte ho l’impressione di vedere la sintesi del sogno, dove tutto è ben delineato e preciso, tutto è chiaro ed assolutamente assurdo.

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  2. La linea d'ombra 18 marzo 2015 / 10:05

    Concordo in pieno, è come se Magritte distillasse l’essenza del sogno, più raffinata, elaborata e concentrata forse rispetto agli altri surrealisti, in cui domina il piano emotivo. Grazie per il pensiero e buona giornata!

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