Takayama: tra templi e foreste, alla ricerca dell’anima del Giappone

Dove bisogna andare per trovare l’anima del Giappone, un posto dove natura e architettura si fondono esprimendo al meglio la cultura nipponica?

Come ci eravamo ripromesse in questo post, da oggi si parte per un primo viaggetto virtuale alla ricerca dell’anime dei luoghi. Vorrei inaugurare questa rubrica con un post sul Giappone, Paese splendido in cui ho avuto la fortuna di poter spendere un mesetto e mezzo la scorsa estate, esplorandone in lungo e in largo quasi ogni angolo. Ovviamente si tratta di un argomento troppo vasto per esaurirlo in una volta sola, per cui oggi parlerò soltanto di un posto un po’ remoto, ma che è stato uno dei miei preferiti in assoluto.

Perché allontanarsi dalla vita frenetica di Tokyo e dai templi di Kyoto quando queste città da sole meriterebbero un mese intero? Per quanto mi riguarda, la mia vocazione all’esplorazione (un tratto genetico che sia io sia mia sorella abbiamo ereditato in pieno) fa sì che io senta il bisogno di andare a mettere il naso in tutte le zone più sperdute – per il Giappone si fa per dire, perché c’è un’efficientissima rete ferroviaria che permette di raggiungere quasi ogni località in pochissimo tempo, a bordo dei famosi bullet train di cui i giapponesi vanno tanto orgogliosi (e a ragione! Percorrono il Paese a 300 km/h con una puntualità impeccabile e sono dotati di ogni sorta di spiegazioni superflue e comfort insospettabili, in pieno stile giapponese).

Però, anche per chi non è mosso da grandi volontà esplorative ci sono posti che vale la pena raggiungere: ecco i miei buoni motivi per spingersi fino a una piccola cittadina chiamata Takayama, dove – nonostante l’elevato numero di turisti che la visitano ogni anno – secondo me è possibile trovare una fusione perfetta tra le due anime del Giappone: quella “umana” e quella naturale.


1. I templi

Chi va in Giappone a forza di visite ai templi dopo un po’ potrebbe stufarsi (in realtà a me non è successo, ma forse non faccio testo perché quando si tratta di templi di qualsiasi luogo o periodo storico sono pronta a marciare per chilometri sotto il sole più cocente senza sentire la minima fatica, mentre quando devo fare cento metri per attraversare la strada a Torino a luglio già mi sento mancare… quando si dice la motivazione 😎). A Takayama ci sono ben 13 templi e 5 santuari, un po’ tantini, ma basta non visitarli tutti -sicuramente non sono i più belli del Giappone, ma si trovano in posizioni bellissime e hanno il loro fascino.

In prossimità dei templi è anche possibile osservare edifici minori che ospitano dipinti votivi, alcuni dei quali molto belli.

Inoltre a Takayama si trova un circuito percorribile a piedi che unisce i vari templi e che si percorre tranquillamente in un paio d’ore. All’ufficio informazioni forniscono una cartina e il sentiero è molto ben segnalato, per prenderlo conviene visitare prima il santuario di Sakurayama Hachiman-gu e poi partire da qui verso l’Unriyuji. Per me la parte più interessante è stata proprio la camminata di per sé, che permette di scoprire angoli bellissimi della città e semideserti, tra cortili, cimiteri antichi e garage adibiti a negozietti, lontani dalle vie principali dove si radunano tutti i turisti.


2. Le architetture tradizionali

Il centro del paese è formato da antiche abitazioni di legno nello stile tradizionale del luogo, molte delle quali ora sono state trasformate in carinissimi negozi. Fare quattro passi in mezzo al paese, con il meraviglioso paesaggio delle montagne ricoperte di alberi tutto intorno, è un’esperienza davvero bella.

Takayama era famosa per l’abilità dei suoi carpentieri nel lavorare il legno, usato per creare le impalcature che sorreggono i tetti e per le facciate delle case. A guardarle da vicino, molte presentano delle decorazioni bellissime.


3. La cornice naturale

La comunione tra architettura e natura si trova pressoché ovunque in Giappone: è praticamente impossibile scindere gli edifici significativi – religiosi, ma non solo – dal contesto naturale in cui sono immersi.

In Giappone in generale e a Takayama in particolare, accanto all’anima “umana” si trova, percepibile ovunque, l’anima naturale, che per me si identifica col verde. Quando ci sono andata io non c’erano i ciliegi in fiore né le foglie degli aceri che in autunno diventano di mille rossi diversi, ma c’era il verde, il trionfo del verde e della natura al massimo del suo rigoglio.

Ecco, per me l’anima del Giappone è anche in questo proliferare del mondo vegetale, benedetto e venerato, che addolcisce la vista ovunque si posi lo sguardo. I giapponesi hanno, tradizionalmente, un occhio alla bellezza più allenato del nostro e soprattutto hanno l’idea che il verde e il bello coincidano, cosa con cui io sono d’accordissimo e che si riflette nella presenza fittissima di alberi, piante e cespugli quasi ovunque vi siano insediamenti umani.

Come potete vedere dalle foto che vi ho messo sopra, scelte quasi a caso tra le tante, ogni casetta, anche quelle senza giardino che si affacciano direttamente sulla strada e che hanno pochissimo spazio, è adornata da vasi con piante e fiori.

Questo è uno degli aspetti dell’Oriente che amo di più, l’abitudine di coltivare ed esporre piante è molto più radicata che da noi, soprattutto nelle grandi città, dove ci sono sì distese di cemento, ma a guardare da vicino quasi ogni portico o ingresso è popolato da almeno qualche piantina.

3b. Bonus: i motivi vegetali

Avevamo già messo le mani avanti, ma nel caso non sia già emerso finora lo ribadisco con l’ultima motivazione: il taglio che abbiamo pensato di dare ai nostri post è 100% inutile, ma  – secondo la mia opinabilissima opinione – 100% interessante, per lo meno per chi come me condivide un amore per i pattern vegetali, da cui io sono da sempre ossessionata.

Mi rendo conto che non vale la pena attraversare mezzo Giappone per delle foglie, ma una volta lì si tratta di un valore aggiunto: in pochi altri posti come a Takayama ho potuto osservare una tale varietà e bellezza.


Oltre a quelli che ho elencato, c’è ancora un altro motivo per spingersi fino a Takayama: il viaggio in treno per arrivarvi attraversa il bellissimo scenario delle Alpi giapponesi e soprattutto il tratto che la unisce a Nagoya offre una vista incredibile.

Non so se si è capito da quanto mi sono dilungata, ma questo posto a me è piaciuto tantissimo! Non vi dico quanto ci ho messo a scegliere le foto, perciò spero che vi siano piaciute 😉


PS Se non vi sono bastate le ragioni per visitare Takayama (e le foto 😋), questa è la sala d’aspetto gratuita che si trova in mezzo al paese: ne vale la pena già solo per quanto sono civili i giapponesi! 🎎

Giappone_Takayama

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