Il bacio di Hayez: cosa racconta questo emblema del Romanticismo?

Quando pensate ad un quadro romantico che descriva un bacio tra innamorati, anche a voi viene in mente Il bacio di Francesco Hayez (1791-1882)?

Effettivamente si tratta di un’opera bellissima (eseguita ad olio in tre versioni) che deve gran parte della sua fama all’emozione che riesce a trasmettere all’osservatore, con un’immediatezza rara. Non bisogna però dimenticare che questo dipinto racconta ben di più di quanto vediamo e apprezziamo al primo sguardo, nascondendo un significato più profondo. 

Per poterlo comprendere a fondo, dobbiamo per prima cosa scoprire alcune informazioni sul suo autore, un uomo che, nel corso della sua lunga vita, ha vissuto sulla sua pelle le epopee risorgimentali che hanno condotto all’Unità d’Italia.

Con una base accademica neoclassica, Francesco Hayez diventa il più grande pittore storico del nostro Paese negli anni in cui l’arte, insieme al romanzo storico a sfondo patriottico, è un modo per diffondere l’idea di nazione e di un passato comune glorioso e coraggioso, ricco di parallelismi con il presente.

Si abbandonano dunque le scene mitologiche in favore di rappresentazioni medievaleggianti in cui i personaggi sono destinati a trasformarsi in nuovi modelli idealizzati.

Il bacio di Francesco Hayez (1859, 1861, 1867) 

Come potete vedere, la composizione del Bacio è stata concepita negli anni cruciali del Risorgimento e per la precisione in concomitanza con la Seconda guerra d’Indipendenza, quando vittorie come quelle di Magenta, Solferino e San Martino aprono finalmente le porte all’agognata Unità d’Italia.

Un po’ di tutto questo fervore invade anche le atmosfere di questo romanticissimo abbraccio. I due protagonisti, in abiti medievali, sono intenti a scambiarsi un bacio appassionato e furtivo, che è stato da subito interpretato come l’addio all’amata da parte di un cospiratore o di un volontario. Il giovane ha infatti il volto coperto, un piede sul primo gradino, pronto alla fuga, e la spada legata in vita, come per doversi difendere.

Sulla sinistra del dipinto poi un’apertura buia serve a conferire un maggiore senso di inquietudine, mentre un’ombra sullo sfondo ci avverte della presenza di qualcun altro che non viene specificato: potrebbe infatti trattarsi di un nemico senza volto come di una domestica.


Analisi e interpretazione a parte, non trovate anche voi che si tratti di un quadro stupendo ed evocativo?

Io rimango particolarmente affascinata dal contrasto tra l’azzurro del vestito della ragazza e il rosso delle calze del suo innamorato, e dal desiderio che trasmettono le due sagome abbracciate. Dopotutto, credo proprio che sia l’intensità del loro abbraccio a rendere così famosa quest’opera, non siete d’accordo con me?

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