La Cattedrale di Rouen secondo Claude Monet: storia di un meraviglioso studio

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Cosa spinge un pittore a realizzare circa trenta riproduzioni quasi identiche (colori a parte) dello stesso soggetto, ed in particolare della facciata della cattedrale di Rouen?

A volte capita di considerare gli artisti come degli infallibili maestri che sfornano un capolavoro dietro l’altro, ma quello che a me interessa è anche indagare sulla loro ricerca, sugli studi compiuti per arrivare alle opere maggiori che tutti adoriamo.

Questo vale anche per Claude Monet, che nel corso della sua carriera incontra particolari scorci che lo colpiscono e che incuriosiscono a tal punto da diventare i soggetti privilegiati di opere ripetute e rivisitate, in pratica le cavie per i suoi esperimenti sulla luce. È questo il caso delle ninfee, dei covoni di fieno e della facciata della Cattedrale di Rouen, il mio esempio preferito (sarà per la mia natura da architetto?).

Qui di seguito inizio a riproporne una, in tutto il suo splendore, insieme ad una fotografia attuale che ho trovato su Wikipedia: non trovate stupenda la resa dei volumi e delle ombre? Osservando bene, mi sembra di vedere una differenza rispetto alla realtà attuale: sapreste dire che cosa è cambiato nell’ultimo secolo?

Indovinelli a parte, sono sempre stata affascinata da queste opere ma il peccato è che sono sparpagliate un po’ ovunque, dalla Russia alla Francia agli Stati Uniti: è quindi molto difficile confrontarle.

Fortunatamente l’era digitale ci dà dei grandi vantaggi, quindi oggi ho potuto ricostruire in questo post una specie di piccolo museo virtuale, interamente dedicato a ben diciassette versioni della Cattedrale di Rouen. (Per vedere queste e le altre con una risoluzione mediamente ottima, ecco il link alla pagina di Wikimedia Commons)


La cattedrale di Rouen: una galleria virtuale delle versioni realizzate da Monet

Ed ecco che finalmente potrete godervi una galleria a dir poco stupenda, dove scoprire la mutevolezza della pietra in base al tocco della luce.

Allora, adorate anche voi scorrere queste immagini e esplorare le infinite sfumature? Spero proprio di sì, e prima di concludere vi racconterei ancora qualche informazione in più.


La storia delle riproduzioni della Cattedrale di Rouen

Si tratta di opere che vengono realizzate tra il 1892 e il 1894, quasi vent’anni dopo l’esordio dell’impressionismo, dunque.

Claude Monet le dipinge specialmente d’inverno, tutte dal secondo piano di un negozio situato di fronte alla facciata principale della cattedrale, ed eventualmente le completa in seguito a Giverny.  Ogni tela è l’esito di un cambiamento della luce del giorno, come a dire che ogni istante è degno di diventare un’opera d’arte.

Sono state esposte per la prima volta in una mostra a Parigi nel 1895 e immediatamente hanno ricevuto elogi da parte di amici ed estimatori, come Pissarro e Clemenceau. La mia preferita però è l’opinione di Marcel Proust, che si riferisce a queste opere nell’introduzione della Bibbia d’Amiens:

Quando vedete per la prima volta la facciata occidentale di Amiens, azzurra nella nebbia, splendente nel mattino, fortemente dorata per il sole assorbito nel pomeriggio, rosa e già fresca e notturna nel tramonto, ad una qualunque delle ore che le sue campane suonano nel cielo e che Claude Monet ha fissato in tele sublimi, nelle quali si svela la vita di questa cosa fatta dagli uomini, ma che la natura ha ripreso immergendola in sé, una cattedrale, la cui vita, come quella della terra nella sua doppia rivoluzione, si svolge nei secoli e nello stesso tempo si rinnova e finisce ogni giorno, allora, liberandola dai mutevoli colori con i quali la natura l’avvolge, voi sentite davanti a questa facciata un’ impressione confusa ma profonda.


Che dite, vi è piaciuto questo momento poetico? E, soprattutto, avete anche voi un debole per le bellissime riproduzioni della Cattedrale di Rouen? Chissà qual è la vostra preferita, io faccio una gran fatica a scegliere!

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9 thoughts on “La Cattedrale di Rouen secondo Claude Monet: storia di un meraviglioso studio

  1. enricogarrou 4 maggio 2017 / 10:32

    Bellissimo questo post. Mi piacciono tutti i quadri sulla cattedrale di Rouen. Adoro quelle con tonalità sul blu con giochi di ocra. Uncaro abbraccio

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    • La Sottile Linea d'Ombra 4 maggio 2017 / 14:31

      Credo che siano le stesse che preferisco io, quelle con la cattedrale in ombra, spesso sul blu, e i cieli luminosi tendenti al giallo. L’impressionismo forse non è il mio movimento artistico preferito ma queste cattedrali sono fantastiche! Un abbraccio

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  2. Cristina Saoncella 5 maggio 2017 / 18:35

    Girovagando, sono entrata nel tuo sito; bellissimo!!! Pensa che proprio ieri ho scaricato da wikiart tutta la serie delle cattedrali di Monet per potermele guardare. Ho letto e apprezzato molto anche gli articoli su Turner e quello dell’opera di Monet ” la Gazza” che anche secondo me è un capolavoro ! Ciao

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    • La Sottile Linea d'Ombra 6 maggio 2017 / 16:45

      Sono proprio contenta che ti siano piaciuti i miei post, sono sempre felice quando qualcuno condivide il mio amore per l’arte e apprezza quello che faccio ^_^ …grazie a te e buon finesettimana!

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