Paul Cézanne: la ricerca della purezza e dell’essenziale

Paul Cézanne, Monte Sainte-Victorie.
Paul Cézanne, Monte Sainte-Victorie.
Paul Cézanne, Monte Sainte-Victorie.

Le rivoluzioni non avvengono da un giorno all’altro perché qualcuno un mattino si sveglia improvvisamente stufo della banalità che lo circonda e va oltre a tutto ciò che è assodato, spingendosi verso l’ignoto e l’imprevedibile.

No, il processo di innovazione che intendo io è graduale: è un meccanismo alimentato e portato avanti da chi meglio degli altri ha i mezzi o l’intuizione per attraversare il confine della linea d’ombra.

Per questa ragione io non posso arrivare a parlare di Braque o di Picasso senza prima menzionare quell’incredibile artista che è stato Paul Cézanne, migliore tra i migliori senza battere la grancassa o giocare a fare il protagonista. Io nutro per lui un amore profondo e reverenziale che non è la seduzione di Amedeo Modigliani e nemmeno il fascino di Egon Schiele, ma piuttosto una sorta di ammirazione quasi paterna.

La tecnica

Guardando le sue opere, per prima cosa saltano all’occhio le pennellate, coraggiose secondo la lezione degli impressionisti e allo stesso tempo così materiche da conferire una certa densità persino all’aria.

Quelle di Cézanne non sono opere leggere o decorative ma, al contrario, riflettono la gravità e la serietà di chi arriva a riprodurre una realtà idealizzata. Come lui stesso afferma, il suo scopo è proprio quello di arrivare a “un nuovo classicismo, non più fondato sull’imitazione scolastica degli antichi, ma rivolto a formare una nuova, concreta immagine del mondo”.

La ricerca continua

La base della ricerca di Paul Cézanne è quindi arrivare all’essenza delle cose, senza perdersi nei dettagli ed in ciò che non è rilevante. Così si spiegano le decine di tele che come questa riproducono la montagna che l’artista vede dalla finestra della sua casa in Provenza.

Non si accontenta di rappresentare soltanto l’impressione di un momento, ma continua a dipingere sino ad arrivare a cogliere un frammento di eternità, che è la montagna nella sua accezione più simbolica e spirituale. Non è più lo scorcio visto dalla finestra di una casa, ma sono linee che ormai conosce a memoria e semplifica sino ad individuarne la pura geometria, senza snaturarle.

La rivoluzione di Cézanne ovvero la sua modernità

È proprio la geometria che domina le sue composizioni a conferire un grandissimo valore alle opere di Paul Cézanne, che per primo opera nella fine dell’Ottocento la scomposizione della materia, introducendo inoltre una gamma di colori fenomenale che riuscirà ad influenzare la generazioni successive.

Ma questa è un’altra storia che affronterò tra un paio di giorni con il prossimo capolavoro, quindi per oggi mi accontento di perdermi nei suoi bellissimi dipinti.

Non resisto quindi concludo con una piccola gallery di quadri suoi che ho trovato in rete e che mi sembra giusto che vengano guardati. Io li apprezzo moltissimo e spero di non essere l’unica a provare un amore così grande per Cézanne, che spesso secondo me non viene considerato abbastanza.

Per chi fosse interessato, tantissimi altri dipinti di Paul Cézanne si possono vedere sulla pagina di Wikimedia Commons a lui dedicata, cliccando questo link.

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