Il mio amore per il romanticismo

Senza dubbio io amo i romantici. Non fraintendetemi, non intendo il tipo di persone smielate che si manifestano con rose e baci Perugina, ma piuttosto le anime solitarie alla ricerca del sublime.

J. M. W. Turner, Snow storm.
J. M. W. Turner, Snow storm.

Non so spiegarmi, ma dai tempi del liceo subisco il fascino di quest’epoca confusa che è il lungo Ottocento, e da amante della cultura inglese non posso che commuovermi per la bellezza di alcuni testi e di molti quadri, soprattutto se si parla di un certo Joseph Mallord William Turner, longevo e prolifico artista di corte, viaggiatore e disegnatore d’eccezione, mano che ha saputo rappresentare meglio di chiunque altro il Regno Unito prima che diventasse un vero e proprio impero, prima di Vittoria insomma.

Impressionista prima degli Impressionisti, in certi tratti astratto prima delle Avanguardie, il primo che in maniera del tutto compassata ha socchiuso quello che poi diventerà circa cinquant’anni dopo il vaso di Pandora, ovvero il vortice di sperimentazione fino all’informale.

Prometto che un giorno parlerò di lui in maniera più completa e pertinente, per adesso però mi accontento di vagare con la mente all’insegna dei romantici in generale, affascinanti e seducenti creature che hanno cambiato la poesia e hanno contribuito a creare una nuovaa visione della natura e della persona.

Concludo così questo articolo forse un po’ confuso con la prima poesia che ho incontrato sul libro di inglese del liceo (di P.B. Shelley), e che ricordo ancora proprio perché, anche se allora non conoscevo molto del romanticismo, mi era entrata nel cuore.

A dirge
Rough wind, that moanest loud
Grief too sad for song;
Wild wind, when sullen cloud
Knells all the night long;
Sad storm whose tears are vain,
Bare woods, whose branches strain,
Deep caves and dreary main,–
Wail, for the world’s wrong!

Un canto funebre
Brusco vento, che lamenti forte
un dolore troppo triste per una canzone;
Selvaggio vento, quando una nube fosca
rintocca per tutta la notte;
Triste tempesta, che lui lacrime sono vane
Boschi spogli, i cui rami sforzi,
Grotte profonde e mare tetro,
gemete, perché il mondo è sbagliato!

Perdonatemi se non ho soddisfatto la vostra curiosità, ma quest’oggi proprio non riesco ad essere ordinata.

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17 thoughts on “Il mio amore per il romanticismo

  1. wwayne 9 febbraio 2015 / 6:40

    Rieccomi! Volevo segnalarti che proprio adesso è in sala un film biografico su Turner. Buona giornata! 🙂

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  2. Emanuele Marcuccio 9 febbraio 2015 / 14:23

    Anch’io sono sempre affascinato dal romanticismo, per quel suo tendere all’infinito, all’assoluto. Sono convinto che la corrente del romanticismo non possa essere ascritta esclusivamente all’Ottocento. Per quanto riguarda la letteratura, possono trovarsi prodromi di romanticismo in varie epoche e letterature, non dimentichiamo Shakespeare e Catullo, che visse 1500 anni prima del Bardo.
    Grazie per questa riflessione.

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    • La linea d'ombra 9 febbraio 2015 / 15:55

      Grazie a te per il commento. In effetti di do ragione, sono convinta che l’atteggiamento “romantico” trascenda i periodi storici. Ci ripenserò!

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  3. Emanuele Marcuccio 9 febbraio 2015 / 14:35

    Reblogged this on Emanuele-Marcuccio's Blog and commented:
    Sono sempre affascinato dal romanticismo, per quel suo tendere all’infinito, all’assoluto. Sono convinto che la corrente del romanticismo non possa essere ascritta esclusivamente all’Ottocento. Per quanto riguarda la letteratura, possono trovarsi prodromi di romanticismo in varie epoche e letterature, non dimentichiamo Shakespeare e Catullo, che visse 1500 anni prima del Bardo.

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  4. babajaga 9 febbraio 2015 / 18:33

    accostamento azzeccato tra tela e versi,tra greve tempesta marina e tormento profondo dell’animo.Lieta di seguirti .

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  5. ombreflessuose 13 febbraio 2015 / 10:26

    Sono un ‘anima tormentata (spesso) e solitaria che cerca nel suo cuore ampi spazi di romanticismo
    I versi di Shelley mi calzano perfettamente l’anima
    Un sorriso di buon fine settimana
    Mistral

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  6. Nicola Tenani 14 febbraio 2015 / 12:09

    Dall’Isola dei Morti ai pre-raffaeliti… alle Tempeste ai fari isolati, i landscape di Hopper sulla costa atlantica…

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    • La linea d'ombra 23 febbraio 2015 / 15:31

      L’ho visto ieri! A te è piaciuto? Io ho apprezzato molte cose ma forse mi aspettavo di più.
      Le inquadrature e la ricostruzione dell’ambiente sono sicuramente notevoli e molto interessanti, però mi sarei aspettata un livello più profondo di indagine sulla vita e sull’animo di Turner, mi è sembrato che lanciasse molti spunti ma che ne trattasse in maniera approfondita pochi…

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