Una meraviglia nascosta del Giappone: le Art islands, tra arte contemporanea e natura verdeggiante

Qualche tempo fa – nell’ambito della nostra riflessione sull’anima dei luoghi – avevo parlato di uno dei posti che, secondo me, racchiudono benissimo l’anima del Giappone (se ve lo siete perso e vi interessa, trovate il link qui). Rimanendo sul tema, oggi vorrei condividere con voi qualche impressione su una delle mie mete preferite tra tutte quelle che ho visitato nel bellissimo Paese del Sol Levante: le cosiddette Art islands – le isole dell’arte.

Da sempre io sono molto attirata dalle isole, soprattutto quelle molto piccole: a qualsiasi latitudine esse si trovino poche cose mi piacciono di più che salire su un traghetto e esplorarne le coste e l’interno. Se poi alla bellezza naturale e al fatto stesso di essere isolette – cosa che, per lo meno per me, è già un vantaggio di per sè – aggiungiamo anche la presenza di stupefacenti opere d’arte contemporanea, otteniamo uno dei posti più unici del mondo.

Nello stretto braccio di mare che separa due delle quattro principali isole del Giappone, Honshu e Shikoku, si trova una delle assurde meraviglie moderne di questo Paese: si tratta di tre isole su cui si trovano musei di arte contemporanea e sculture all’aria aperta, immersi in un paesaggio meraviglioso, tra spiagge incontaminate, terrazzamenti per la coltivazione del riso e vegetazione super lussureggiante.

Io ho saltato la più piccola di queste tre isole – Inujima – ma ho visitato approfonditamente le altre due, Teshima e Naoshima. Quanto ad infrastrutture il Giappone non è secondo a nessuno, per cui si possono anche visitare in un giorno solo a partire dalla abbastanza vicina città di Okayama, anche se vale sicuramente la pena di passare una notte su una delle due o presso il paesino di Uno, da cui partono i traghetti.


Quali sono le cose più interessanti da vedere?

1. L’isola di Naoshima

Naoshima è sede di alcuni incredibili musei di arte contemporanea, in cui purtroppo è vietatissimo fare foto e si è costantemente sorvegliati a vista da guardie zelanti e inflessibili, seppur talmente gentili da scusarsi di continuo ogni volta che sono costrette a ricordare il divieto di fare foto ai turisti 🙅🏻🙇🏻.

Il museo che a me è piaciuto di più si chiama Chichu art museum: progettato dal famoso architetto giapponese Tadao Ando, si tratta di un edificio straordinario, una specie di bunker futuristico, come potete vedere dalle foto sotto.

 

Il museo ospita alcune opere indescrivibili dell’artista contemporaneo James Turrell insieme ad un allestimento di Walter de Maria, anch’esso molto difficile da descrivere, ma visitarlo è stato bellissimo. Siccome non ho potuto far foto, se siete curiosi di vederlo vi rimando al buon vecchio Google, dove si trovano alcune immagini che permettono di farsi un’idea.

In più ci sono dei quadri di Monet – che per noi europei sono sicuramente meno esotici di quanto non lo siano per i giapponesi. Più dei quadri in sé è interessante il giardino che precede la via d’ingresso al museo: ispirato proprio ai quadri di Monet, ha lo scopo di dare vita agli ambienti prediletti dal grande artista. Effettivamente sembra davvero di passeggiare dentro un suo quadro, come potete vedere dalle foto qui sotto!

 

Sparpagliate per l’isola – oltre che all’interno di altri musei – si trovano poi sculture contemporanee, alcune molto famose (come la zucca gialla a pois di Yayoi Kusama) altre dal significato dubbio, ma molto suggestive nel contesto in cui sono inserite.

 

2. L’isola di Teshima

Anche sull’isola di Teshima ci sono alcuni musei interessanti, come la Yokoo House (di cui trovate due foto qui sotto), anche se devo dire che io, non essendo un’esperta di arte contemporanea, fatico un po’ a capirne il significato.

 

Quello che però, secondo me, da solo vale la visita all’isola è il Teshima Art Museum. Purtroppo anche qui si potevano solo fare foto da lontano e descriverlo è molto difficile. si tratta di un enorme edificio, completamente bianco, dalla forma arrotondata, con qualche buco da cui entra la luce.

 

Da fuori ha un aspetto interessante, ma l’esperienza incredibile è entrarci: si può sedersi o sdraiarsi (è pulitissimo) e dopo un po’ ci si rende conto che ovunque dal pavimento spuntano gocce d’acqua che, grazie all’inclinazione irregolare del pavimento e a riflessi studiatissimi, creano delle specie di serpentine argentate che scorrono ovunque.

A parole non rende, ma vi assicuro che l’effetto è stupendo ed è qualcosa di mai visto prima – io ci sono rimasta più di un’ora e ho dovuto andarmene solo perché avevo bevuto un litro d’acqua prima di entrare e dovevo andare in bagno😅.

Infine, entrambe le isole – che fino a pochi anni fa ospitavano solamente delle tranquille comunità di pescatori – sono molto belle anche dal punto di vista del paesaggio: tra mare e colline verdeggianti si tratta di luoghi meravigliosi, la cui bellezza per ora non è stata minimamente intaccata dal flusso di turisti – che infatti non sono così numerosi.

 


A metà tra una natura rigogliosissima e opere d’arte e architetture all’avanguardia, secondo me queste due isole rappresentano benissimo l’anima del Giappone, tranquilla e pacifica ma anche modernissima.

Che ne dite? Conoscevate già le Art islands? Vi sono piaciute come a me? Fateci sapere 🙂

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