6 poesie sugli animali

Franz Marc, Cane, 1912

Qui alla Sottile linea d’ombra è una settimana animalista 🐱🐶🐰🐵🐸🦆🐙🐟🐾, quindi faccio seguito al post su Franz Marc pubblicato ieri e vi propongo una selezione di poesie sugli animali.

Ne abbiamo già pubblicata qualcuna qui e là, le trovate qui, ma non è un argomento molto diffuso! A parte la prima, che è abbastanza nota, le altre sono sicuramente meno conosciute… spero che vi piacciano 🙂


1. Umberto Saba, La capra

Ho parlato a una capra
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
alla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.

Questa poesia a prima vista può sembrare ironica – il poeta racconta un momento della sua vita, di per sé molto poco poetico, in cui per scherzo si mette a fare il verso ad una capra! – però ha in realtà un significato profondissimo.

Con il tono ad un tempo dimesso eppure nobile che gli è caratteristico, il poeta affronta un tema molto complesso: quello del dolore – che in qualche modo accomuna tutti gli esseri viventi. Nel belato della capra legata, infatti, Saba indovina una sofferenza che non è diversa dalla propria o da quella di qualsiasi altra creatura.

Di fronte al dolore che gli sembra di percepire nel belato della capra, Saba viene investito da un senso di fraternità nei confronti di ogni altro essere vivente: per quanto diversi, tutti – uomini e animali – siamo accomunati dall’inevitabilità della sofferenza che, prima o poi, colpisce chiunque.

Il dolore è eterno, ha una voce e non varia: non importa se a provarlo è una persona o un animale, un amico o un nemico – di fronte alla sofferenza siamo tutti uguali e, se si ha la sensibilità per capirlo, non si può che provare compassione nei confronti delle creature che sono in una situazione più sfortunata della nostra.


2. Senofane di Colofone (frammento)

Vide una volta maltrattare un cane – dicono –
mentre passava, e n’ebbe pena, e disse:
“Basta con le percosse! Certo lì c’è l’anima
di un amico: lo sento dalla voce”.

 

traduzione di Filippo Maria Pontani

Senofane di Colofone – un filosofo le cui parole ci arrivano direttamente dal VI secolo avanti Cristo – parlando di Pitagora (quello il cui teorema continua a perseguitare generazioni di studenti 😛) ci racconta questo episodio.

Pitagora, oltre ad essere un geniale matematico, era anche un filosofo e riteneva che le anime delle persone, una volta morto il corpo che le ospitava, tornassero ad incarnarsi in un altro, che poteva essere anche quello di un animale. Probabilmente quindi questa credenza, unita ad un senso di compassione per un’altra creatura non così diverso da quello descritto da Saba nella poesia sulla capra riportata sopra, ha fatto sì che Pitagora sia intervenuto per fermare la brutalità a cui gli capitò di assistere.


3. Katō Shūson, Haiku

Vette azzurre d’inverno,
nelle pupille di un coniglio
che si è svegliato.

 

traduzione di Irene Starace

Siccome gli haiku sono spessissimo incentrati sulla natura, molti hanno come protagonisti proprio gli animali.

Di questo in particolare mi piace molto l’idea della grandezza e della bellezza della natura che si rispecchiano negli occhi di un coniglietto, che potrebbe esservi indifferente oppure potrebbe anche lui, come le persone, essere sensibile di fronte allo spettacolo delle vette innevate – a me piace pensare che anche gli animali, come noi, ogni tanto si fermino ad ammirare il paesaggio 🙂


4. Evgenij Evtusenko, Al mio cane

Ficcando il naso nero nel vetro,
il cane aspetta, aspetta sempre qualcuno.

Infilo la mano nel suo pelo,
io pure aspetto qualcuno.

Ricordi, cane, c’è stato un tempo
quando una donna abitava qui.

E chi era essa per me?
Forse una sorella, una moglie forse,

e forse, talvolta, sembrava una figlia
a cui dovevo il mio aiuto.
Essa è lontana… Ti sei fatto zitto.
Più non ci saranno altre donne qui.

Mio bravo cane, sei bravo in tutto,
ma che peccato che tu non possa bere!

Il poeta si rivolge al suo cane per condividere con lui il proprio dolore per la lontananza di una donna amata e lo considera come un amico umano a tutti gli effetti, al punto che gli dispiace di non poter bere insieme a lui per poter dimenticare le proprie sofferenze.

Tra tutti gli animali in tutta la storia dell’umanità, il cane è quello che più spesso è stato elevato al rango di vero e proprio amico – come chiunque ne abbia avuto uno sa, il rapporto che si instaura con questi animali può essere davvero profondo e gratificante, tanto che in effetti io ho spesso desiderato di poter parlare la lingua dei cani!


5. Les Murray, da Equanimità

Più naturale è guardare gli uccelli per la via,
la loro vita avida, tirata, coraggiosa e cauta
come ogni vita per queste miglia urbanizzate
di alberi e mattoni mescolati,
osservare l’incessante grazia intermittente
che li accompagna in quasi ogni movimento,
la stessa grazia immota nelle forme degli alberi,
complessa in noi e negli altri passanti

traduzione di Gaetano Prampolini

Questi versi, tratti da una poesia più lunga, mi piacciono perché condivido in pieno quello che l’autore scrive sugli uccelli (se vi piacciono i pennuti, qui trovate un’altra poesia sugli uccelli) – la grazia che possiedono è diversa da quella di qualsiasi altro animale perché loro abitano il regno dell’aria e del vento e i loro movimenti sono inevitabilmente leggeri.

Quello che trovo sia espresso benissimo in questa poesia è che, però, la stessa grazia si ritrova negli alberi – sebbene immobili – e certe volte nelle persone, anche se in forma molto più complessa: siamo tutti, in qualche modo, parte dello stesso miracolo.


6. Murakami Kijō, Haiku

Vicini, sul fianco della barca,
un cormorano
e il suo fratellino.

 

traduzione di Irene Starace

Non ho resistito di fronte alla carineria di questo haiku! Volevo fare una scelta il più possibile varia, ma ci sono talmente tanti haiku sugli animali che è stato difficilissimo scegliere quindi ne ho dovuti mettere due.

Nella semplicità del quadro descritto, a me piace tantissimo l’immagine molto umana che emerge dei due uccelli, che l’autore immagina essere fratelli – forse in attesa di un pesce da pescare, forse a riposo, ma comunque vicini, affrontando la vita insieme.


Come ogni altro argomento, anche scrivendo sugli animali si può dare un taglio allegro o più triste e riflessivo – a ognuno il suo! Se vi va, fateci sapere quali sono le vostre poesie preferite 🙂 🐾

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