Glasgow: dove andare per scoprire l’Art Nouveau scozzese e le opere di Charles Rennie Mackintosh?

Esiste una città capace di racchiudere in sé due anime, lo spirito dell’industria pesante ed il più geometrico e raffinato gusto Art Nouveau?

Se chiedete a me, non avrò alcun dubbio a rispondervi: certo che sì, esiste e ha le forse inaspettate sembianze di Glasgow, seconda città della Scozia, polo industriale ormai decaduto e sede di un forte rinnovamento culturale negli anni cruciali tra Ottocento e Novecento.

In molti forse la immaginano come una città grigia a causa del suo retaggio, ma io, vivendo a Torino (che per certi versi può essere considerata un po’ il suo corrispettivo italiano), già prima di visitarla mi aspettavo che non bisognasse soffermarsi sui luoghi comuni. Sarà anche perché, da brava ex-studentessa di architettura, conoscevo di fama il mitico Charles Rennie Mackintosh e non vedevo l’ora di scoprire qualcosa in più su di lui.

Oggi, per continuare la rubrica dedicata all’anima dei luoghi, vi parlerò quindi di un posto, questa volta decisamente urbano, in cui si possono leggere le tracce di un passato interessante e di un momento all’avanguardia, ricercabili nei musei ma anche in giro, se solo si solleva lo sguardo.

Sarà una bella passeggiata, anche se virtuale, perché attraverseremo una città che è tutto tranne che in declino: Glasgow infatti è stata protagonista di un grande processo di rinascita che l’ha portata ad essere capitale della cultura nel 1990 e dell’architettura e del Design nel 1999, confermando la sua vocazione avanguardista in campo artistico. Oggi si presenta dunque come una meta vivace, moderna, ben tenuta e decisamente stimolante.

Glasgow-mappa


La Scuola d’Arte di Glasgow

Glasgow_School of Art
Charles Rennie Mackintosh, Glasgow School of Art, https://www.glasgowmackintosh.com/images/uploads/attractions/gsa/GSA-short-banner8.jpg

A rendere speciale questa città per me è stato, come già accennato, il fervore culturale che ha caratterizzato il periodo tra il 1870 e il 1910, incentrato sulla Scuola d’Arte di Glasgow.

Sto parlando di un circolo di artisti, architetti e designers influenti che hanno ridisegnato un centro urbano in piena espansione, adoperando un lessico a metà tra Arts and Crafts, Art Nouveau e ricostruzioni di un Medioevo fiabesco, denominato semplicemente Glasgow Style.

Oggi questa scuola pubblica e autogestita esiste ancora e offre programmi universitari incentrati sull’arte, sull’architettura e sul design. La più rappresentativa delle sue sedi è certamente quella progettata da Charles Rennie Mackintosh nel 1898. Si tratta dell’originalissimo fabbricato che vedete in queste immagini, pensato dal maggiore esponente del Glasgow Style, un architetto importantissimo che ha lavorato molto in questa città e che è stato uno più interessanti progettisti Art Nouveau d’Europa, insieme alla sua inseparabile moglie-artista Margaret Macdonald.

Un incendio l’ha danneggiato gravemente nel 2014, ora dovrebbe essere in restauro ma spero che presto possa tornare al suo splendore.


Il Lighthouse

Glasgow_The Lighthouse
Charles Rennie Mackintosh, Lighthouse, http://www.thelighthouse.co.uk/userfiles/images/about/Mitchell_Street_Profile.JPG

Il fabbricato che forse mi ha colpito maggiormente nel corso della mia visita a Glasgow è stato il Lighthouse, anch’esso progettato da Charles Rennie Mackintosh (caso strano) come sede di un giornale e oggi allestito come Centro per il Design e l’Architettura.

È qui che si può capire cosa si intende davvero per Glasgow style, grazie ad un’esposizione composta da fotografie, elementi d’arredo, disegni e plastici. In più, si può salire sulla Mackintosh Tower (che vedete in alto) e godere di una splendida vista della città.


Le Willow Tearooms

Glasgow_WIllow Tearooms-Room_de_Luxe
C. R. Mackintosh, Willow Tearooms, Room de Luxe, https://en.wikipedia.org/wiki/File:Room_de_Luxe.jpg

Questo piccolo angolo di squisita Art Nouveau è un gioiello che io non ho potuto vedere a causa di restauri, ma che dovrebbe essere già riaperta al pubblico con la destinazione originaria di sala da tè.

Si tratta di una progetto di Mackintosh (anche questa volta) e secondo me è un emblema di quella particolare sfumatura che il liberty assume in Gran Bretagna.

Vedete la rosa sul tendaggio in alto? È il marchio di fabbrica del Glasgow style e incarna perfettamente l’interesse che questi artisti avevano nei confronti dell’immaginario celtico, ispirandosi ai motivi presenti sulle lapidi medievali. Questa rosa era proprio uno di questi motivi ricorrenti e viene impiegata nei dipinti, nelle vetrate e nei mobili, indicata come Glasgow rose.


Kelvingrove Art Gallery and Museum

kelvingrove-art-gallery-glasgow

Ultimo ma non per importanza è il Museo di Belle Arti di Glasgow, un posto davvero interessante che ha sede in un palazzo realizzato in occasione dell’Esposizione internazionale del 1901, inserito in un parco e visitabile gratuitamente.

Qui si possono trovare mobili e disegni del Glasgow Style, ma anche e soprattutto gli esiti pittorici legati alla Scuola d’arte di Glasgow. Mi riferisco ai Glasgow Boys, di cui ho già parlato in questo post, che vi segnalo per non ripetermi: Impressionismo scozzese: 8 quadri belli e sconosciuti da vedere (gratis) alla Kelvingrove Art Gallery di Glasgow.


Quelli che ho appena elencato sono forse i luoghi più importanti per capire quello che è stato il Glasgow Style, ma il mio consiglio, come sempre, è quello di viaggiare con il naso per aria, perché la bellezza si nasconde in ogni angolo (come forse testimoniano le poche foto che ho scattato, a causa del tempo non bellissima che mi ha accompagnato durante il mio soggiorno scozzese).


Allora, conoscevate questa sfaccettatura floreale e raffinata di Glasgow? Ci siete mai stati? Se vi va, fatemi sapere 😉

 

 

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