Impressionismo scozzese: 8 quadri belli e sconosciuti da vedere (gratis) alla Kelvingrove Art Gallery di Glasgow

Esiste una sorta di conforto unito ad un grande piacere nell’incontrare dal vero i capisaldi della storia dell’arte, nel salutare opere di grandi maestri che sono facili da riconoscere; allo stesso tempo però credo che sia la sensazione di curiosità appagata quella che cerco in un museo, quella che si prova di fronte a qualcosa di inaspettato.

Nell’enfasi del ritorno dal Regno Unito, se vi ricordate qualche settimana fa avevo condiviso con voi i 10 capolavori che si possono ammirare gratuitamente a Londra (ve li siete persi? Ecco il link alla prima parte e alla seconda), oggi vorrei invece sottoporre alla vostra attenzione otto opere scozzesi che per me sono state delle piacevoli scoperte, o per meglio dire delle perle nascoste.

Così, spero di condividere con voi il piacere delle mie scoperte mostrandovi una piccola galleria di opere più rare ma credo decisamente interessanti, site alla Kelvingrove Art Gallery di Glasgow, un museo che ho trovato bellissimo, un vero tempio dell’arte.

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Kelvingrove Art Gallery, Glasgow.

Qui sopra vedete un’immagine del suo esterno, solo per rendere l’idea della considerazione e della cura di cui godono le istituzioni museali britanniche (in molti casi, come questo, ad ingresso gratuito).

Per di più Glasgow, che oggi si associa ad una città industriale, ha avuto una fase di notevole vivacità culturale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, paragonabile per certi versi a quella che ha portato allo sviluppo dell’Art Nouveau in molti centri europei. In architettura si annovera Charles Rennie Mackintosh (di cui un giorno sicuramente vi racconterò), mentre in pittura parliamo dei Glasgow Boys, il gruppo di artisti di cui ci occupiamo oggi.


I GLASGOW BOYS: IMPRESSIONISTI SCOZZESI

I Glasgow Boys sono stati un gruppo di artisti scozzesi che si sono distinti in opposizione alla pittura vittoriana e in reazione all’ingrigirsi del mondo in preda al folle processo di industrializzazione.

Hanno osservato e preso spunto dalla tradizione dell’impressionismo e del realismo francese e, tra il 1890 e il 1910, ci hanno regalato opere di notevole fascino, in cui la natura è spesso la protagonista e la varietà cromatica è propria della Scozia (e come non amarla, nonostante il clima non proprio roseo…). Si tratta di un’associazione informale composta da circa venti pittori, tra cui William York Macgregor, Joseph Crawhall, George Henry, Edward Atkinson Hornel, Sir John Lavery e Arthur Melville, per indicare alcuni nomi.

Devo confessarvi che prima di capitare in Scozia non sapevo molto di loro, ma ciò che ha sollevato il mio interesse sono i quadri che ho visto a Glasgow più che le chiacchiere. Per questa ragione, direi che è il momento di partire con le otto opere promesse nel titolo del post, anche se vi lascio il link di un piccolo articolo che parla di questo gruppo, per chi volesse approfondire (purtroppo in rete non si trova molto).

#01 George Henry, Head of the Holy Loch (1882)

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Ciò che intriga di quest’opera, soprattutto ad un primo sguardo, è la geometria della composizione, articolata su più livelli che alternano chiari e scuri, e poi spezzata dallo stormo d’uccelli che, in centro, dà la giusta nota di disordine.

È un dipinto che mi piace molto perché trovo che evochi immagini lontane e svariati riferimenti; forse sarà per questo che ha corredato l’ultimo post della Sottile Linea d’Ombra, dedicato alla poesia (ecco il link, se siete curiosi: La stagione della pace spettrale: il mondo senza ombre di Derek Walcott).

#02 Macaulay Stevenson, Moonrise (1892-1900)

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A quanto ho scoperto documentandomi, le scene notturne sono tra i soggetti classici dei Glasgow Boys, forse per l’effetto vellutato che riescono a conferire all’illuminazione lunare. In questo caso, mi piace molto la resa delle betulle, che spiccano nello sfondo scuro, insieme all’accostamento del bruno all’azzurro pallido del cielo.

#03 Macaulay Stevenson, Early summer on the Seine (1904)

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Anche in questo caso Stevenson ci regala un paesaggio caratterizzato da una natura quasi impalpabile, caratterizzata da cromie delicate e da una sorta di armonia caratteristica.

#04 Arthur Melville, Night – Spain (1891)

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Per quanto riguarda quest’opera mi devo scusare per la pessima qualità dell’immagine, ma sono tutte fotografie scattate da me e in certi casi i riflessi o la scarsa illuminazione mi hanno complicato un po’ la vita.

Spero però che si riesca a cogliere l’atmosfera scura e bellissima che domina quest’opera: dal vero mi ha stregato!

#05 James Guthrie, Hard at it (1883)

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Questo quadro è un esempio perfetto di pittura en plein air, di chiara ispirazione impressionista, seppure con una natura ed una luce decisamente più britannica che francese. Per farla breve, vi dirò che è uno dei miei preferiti di questa selezione, con la sua semplicità e le pennellate marcate!

#06 E. A. Walton, The Smithy at the Cross Roads (1921)

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Non so cosa ne pensiate voi, ma io trovo bellissimo quest’albero! In generale, apprezzo molto quest’opera che riesce a ricreare un’atmosfera suggestiva fatta di luce calda e ombre vive.

#07 James Nairn, Kildonan, Arran (1886)

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Credo che la bellezza di quest’opera risieda nella luce ed insieme nell’immediatezza della composizione, ravvivata dalla presenza di un soggetto umano. Il sole sembra animare il paesaggio nei punti in cui lo sfiora, rafforzando con il suo bagliore l’entità delle ombre in primo piano.

#08 Thomas Millie Dow, The Hudson River (1884)

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Ciò che apprezzo di questo dipinto è, in prima istanza, la linea dell’orizzonte volutamente sbilanciata verso l’alto, che permette all’osservatore di concentrarsi sulla natura in primo piano, che rapisce lo sguardo con i colori tenui e la spontaneità con cui viene riprodotta la vegetazione.


Siamo arrivati alla fine di questa galleria dedicata ai quadri più belli che ho visto alla Kelvingrove Art Gallery di Glasgow, e spero proprio che vi sia piaciuta!

In conclusione, vi dirò che trovo che tutte queste opere dei Glasgow Boys abbiamo qualcosa di particolare e caratteristico che le unisce. Non so dirvi se si tratti delle luci o dei colori, probabilmente sono ancora suggestionata dalla mia esplorazione della Scozia, però devo dire che sono rimasta davvero affascinata.

Che dite, questi quadri piacciono anche a voi quanto a me? E qual è il vostro preferito? Fatemi sapere, sono curiosa 😉

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