5 poesie sull’estate: un saluto alla bella stagione che se ne va!

Marc Chagall, Campo di grano in un pomeriggio d'estate.

Quale modo migliore per congedarci dall’estate – e accogliere l’autunno con l’umore giusto – che qualche bella poesia? Per me, per lo meno, è la maniera perfetta per scampare alla quasi inevitabile tristezza che accompagna la fine della bella stagione, tanto più che per me è stata un’estate bellissima e il rientro al lavoro sul momento è sempre un po’ un trauma!

Quindi eccovi una scelta di quelle che, secondo me, sono tra le più belle poesie sull’estate!


1. Giuseppe Ungaretti, Di luglio

Quando su ci si butta lei,
Si fa d’un triste colore di rosa
Il bel fogliame.
Strugge forre, beve fiumi,
Macina scogli, splende,
È furia che s’ostina, è l’implacabile,
Sparge strazio, acceca mete,
È l’estate e nei secoli
Con i suoi occhi calcinanti
Va della terra spogliando lo scheletro.

Quella che ci descrive Ungaretti non è l’estate delle vacanze, della gioia dei viaggi e delle sere lunghissime, ma quella del caldo implacabile e della luce abbacinante di mezzogiorno, che spossa il corpo e appesantisce lo sguardo, inaridisce i prati e secca i fiumi.

Io trovo che l’estate sia una stagione parecchio ambivalente, da una parte la adoro perché è il periodo dei viaggi e del riposo, dall’altra ho la pressione sempre molto bassa quindi quando fa troppo caldo rasento lo svenimento – ma senza il suo calore a volte insopportabile non ci sarebbe il rigoglio delle messi e il trionfo della vita.


2. J. Rodolfo Wilcott, I rami

A un tratto sorgono le fontane
ed è l’estate,
e gli alberi così verdi
nell’aria chiara.
E su un carro portano
i rami tagliati,
ed io vorrei baciarti
sopra quei rami.

Questa poesia è semplicissima eppure molto vivida, io trovo che in pochi versi racchiuda la gioia dell’estate e dell’amore.


3. Yosa Buson, Haiku

Guadare il fiume d’estate:
felicità, con i sandali
in mano
traduzione di Elena Dal Pra

Gli haiku ben scritti mi stupiscono sempre per la vividezza delle sensazioni che riescono a evocare nella loro concisione: è il caso di questo, che credo sia uno degli haiku sull’estate più belli che io abbia mai letto.

Anche un atto semplice come quello di guadare un fiume può portare una grande gioia: sembra quasi di sentire il fresco dei piedi scalzi nell’acqua e il sole tutto intorno.


4. Vincenzo Cardarelli, Estiva

Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini,
dell’albe senza rumore –
ci si risveglia come in un acquario –
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca;
stagione estrema, che cadi,
prostrata in riposi enormi;
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell’ordine che procede
qualche cadenza dell’indugio eterno.

A me questa poesia piace moltissimo. Mi sembra che contenga tutti gli aspetti dell’estate, dal sole che sembra davvero traboccare dal cielo alle notti insonni per il caldo (a volte davvero sembra di essere in un acquario!), dalla stanchezza della calura alla calma felicità delle lunghe sere estive.


5. Anna Achmatova, La sentenza

Ed è caduta la parola di pietra
Sul mio petto ancor vivo.
Non è nulla, vi ero preparata,
Ne verrò a capo in qualche modo.
Ho molto da fare, oggi:
Bisogna uccidere fino in fondo la memoria,
Bisogna che l’anima si pietrifichi,
Bisogna di nuovo imparare a vivere –

Se no… L’ardente stormire dell’estate,
Come una festa oltre la finestra.
Da tempo avevo presentito questo
Giorno radioso e la casa vuota.

Sono tante le sentenze tragiche che hanno segnato la vita di Anna Achmatova, da quella che ha sancito l’imprigionamento del figlio in un gulag a quella che ha decretato la morte del primo marito, sotto la dittatura di Stalin (se a qualcuno interessa approfondire, trovate qualche parola su Anna Achmatova qui).

In questa poesia troviamo un forte contrasto tra l’estate fuori dalla finestra e l’inverno nel cuore: fuori il mondo è in festa, ma la casa è vuota e l’autrice è chiaramente molto triste. Eppure, il suo animo si rifiuta di piegarsi e, nonostante la tragica notizia, cerca di trovare la forza di affrontarla e di andare avanti a testa alta.

Georgia O'Keeffe, Papaveri orientali img
Georgia O’Keeffe, Papaveri orientali

Eccoci alla fine di questa selezione, ho cercato di mantenere un po’ di varietà, alcune poesie hanno un taglio più allegro e altre più sul triste-riflessivo… anche in poesia si ritrova l’ambivalenza di questa stagione! Se vi va, fateci sapere quali preferite 🙂

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