Alfons Mucha oltre il Liberty: 20 giganteschi quadri per celebrare l’Epopea Slava (parte 1)

Pensando ad Alfons Mucha e alle sue opere più importanti, anche a voi vengono in mente placide ragazze ornate di fiori e motivi squisitamente decorativi?

Scommetto di sì, ed oggi sono pronta a raccontarvi qualcosa di diverso e a mostrarvi venti capolavori di questo grande artista che ho scoperto per puro caso qualche anno fa a Praga e che era da tempo che volevo condividere da queste parti.

Forse non tutti sanno che nella capitale ceca è possibile rimirare, nel Veletržní Palác, una serie di venti quadri di dimensioni a dir poco monumentali (circa 8×6 metri l’uno), realizzati da Alfons Mucha come capolavori che celebrassero le vicende del popolo slavo. 

Alfons Mucha - epopea slava
Uno dei quadri dell’Epopea slava a Praga, per capire la loro dimensione.

L’EPOPEA SLAVA

Siamo tra il 1910 e il 1928 e Mucha si imbarca in questa grande missione come dono per la città di Praga e testimonianza del suo impegno culturale e politico. 

Come sappiamo, la sorte a volte scherza con i nostri amici artisti, come in questo caso: a causa delle loro dimensioni, queste opere inizialmente non trovano un loro spazio e non vengono nemmeno esposte tutte insieme, causando una grande delusione per il loro creatore, che si aspettava un successo decisamente maggiore.

Durante l’occupazione nazista e gli anni del comunismo rimangono nascoste nel castello di Moravský Krumlov e dobbiamo aspettare fino al 2012 per vederle tutte esposte nel Veletržní Palác di Praga, un gran museo che consiglio a tutti.

Preamboli a parte, in cosa consiste questa “Epopea slava”?

Le venti tele monumentali descrivono, utilizzando un linguaggio che risente degli influssi Art Nouveau (o Liberty a dir si voglia), la storia delle popolazioni slave e di quella ceca in particolare, rivista in chiave allegorica, religiosa, militare e culturale.

Per evitare di dilungarmi troppo, oggi vi racconterò le prime nove, che si possono raggruppare in serie da tre:

  • I primi tre descrivono gli albori della storia slava e hanno una forte valenza simbolica;
  • I secondi tre sono incentrati sui leggendari e importanti regnanti dell’età medievale;
  • Gli ultimi tre di cui parliamo oggi parlano invece dell’emergere della consapevolezza religiosa del popolo slavo, legata fortemente alla figura di Jan Hus.

Senza perdere altro tempo in chiacchiere, ecco i primi nove quadri dell’epopea slava di Alfons Mucha, visti uno per uno. La qualità non è sempre ottima, ma quando ho potuto vi ho lasciato anche dei dettagli, arrivati dritti dritti dalle mie fotografie.

1. Gli Slavi nella loro terra d’origine

01 Alfons Mucha

Tra la frusta turaniana e la spada dei Goti: questo primo quadro presenta due slavi Adamo ed Eva nel sesto secolo, nascosti dagli invasori. Sulla destra, un sacerdote pagano prega per la salvezza del suo popolo.


2. La celebrazione di Stantovit

02 Alfons Mucha

Quando gli Dei sono in guerra, la salvezza è nelle Arti: questa seconda tela descrive una grande festa pagana, dedicata al dio Svantovit e ambientata tra l’ottavo e il decimo secolo.


3. L’introduzione della liturgia slava

03 Alfons Mucha

Lodate il Signore nella vostra lingua natale: nel nono secolo due monaci greci, Cirillo e Metodio, traducono alcune parti della Bibbia e della liturgia cristiana in lingua slava, contribuendo alla conversione del popolo. Questa terza tela descrive (in maniera piuttosto folcloristica) il loro predicare.


4. Lo Zar bulgaro Simeon

04 Alfons Mucha Lo zar bulgaro Simeone

La stella mattutina della letteratura slava: alla morte di Metodio, i suoi discepoli si rifugiano nella corte dello Zar bulgaro Simeon, riprodotto in quest’opera in una grande basilica e attorniato da filosofi, scrittori e linguisti.


5. Il Re boemo Premysl Otakar II

05 Alfons Mucha

L’unione delle dinastie slave: il re Premysl Otakar II è stato uno dei più grandi della storia ceca e viene riprodotto in quest’opera in occasione del matrimonio di uno dei suoi nipoti, teatro di una grande alleanza.

05 Alfons Mucha dettaglio


6. L’incoronazione dello Zar serbo Stepan Dusan come Imperatore romano d’Oriente

06 Alfons Mucha l'incoronazione dello zar serbo Stepan Dusan

Il codice di Diritto slavo: Stepan Dusan è invece stato un grande condottiero, che ha approfittato della caduta dell’impero romano per espandere il suo dominio, essere incoronato Zar dei Greci e dei Serbi e per istituire un codice legislativo ripreso dall’impero romano.

06 Alfons Mucha l'incoronazione dello zar serbo Stepan Dusan part


7. Jan Milic di Kromeriz

07 Jan Milic di Kromeriz

Un bordello convertito in un convento: questa tela rappresenta una delle opere umanitarie di aiuto ai poveri di Praga condotte da Jan Milic, ovvero la conversione di molte prostitute e l’edificazione di un convento dedicato a Maria Maddalena.

07 Alfons Mucha particolare


8. Il maestro Jan Hus che predica alla Cappella di Betlemme

08 Alfons Mucha

La verità prevale: il grande protagonista di quest’opera è Jan Hus, riformatore religioso di Praga bruciato sul rogo su condanna del Concilio di Costanza. In quest’opera è rappresentato durante una sentita predica.


9. L’incontro a Krizky

09 Alfons Mucha L'incontro a Krizky

Sub utraque: in seguito alla morte di Jan Hus, Koranda prende il suo posto, sostenendo la tesi della comunione assunta sia sotto forma di pane sia di vino. In quest’opera Koranda, sulla destra, esorta i suoi seguaci a impugnare le armi e non solo la fede, iniziando così una fase di guerre (come testimonia l’aria cupa del quadro).


Allora, vi sono piaciuti questi primi capolavori di Alfons Mucha? Spero proprio di sì, e spero che anche voi vi siate persi ad osservarne i dettagli. Personalmente, io rimango sempre impressionata del colori, sempre adoperati per creata delle atmosfere uniche.

Se siete curiosi, vi invito a tornare tra qualche giorno da queste parti per trovare la seconda puntata! 😉

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