Un incanto di panorama: perché molti artisti si appassionano ai paesaggi?

Van_Gogh_Starry_Night
Vincent Van Gogh, Notte stellata.
Come è possibile trasformare in un capolavoro ciò che si vede fuori dalla finestra?

Per un artista dipingere un paesaggio è prima di tutto una sfida: equivale ad andare oltre la fotografia e la sterile riproduzione della realtà, cercando di esprimere qualcosa in più. “Qualcosa”, vi dico, senza scendere nel dettaglio, perché sono convinta che quello che un pittore vuole esprimere sia sempre diverso, in base alla sua ricerca personale, al suo vissuto e alla sua sensibilità.

La poesia sottile eppure stupenda che si nasconde dietro l’interpretazione di un panorama varia poi sicuramente anche in base al contesto storico e sociale.

Effettivamente, ci sono persino estesi periodi in cui questo tema non ha poi nemmeno una grande rilevanza e viene adoperato unicamente come fondale per soggetti più nobili, come ritratti o scenari religiosi. Basti pensare al lunghissimo medioevo, che ci regala raramente dei paesaggi, quasi mai realistici e quasi sempre allegorici.

Se poi arriviamo a parlare del Rinascimento, vengono anche a voi in mente le grandi e celebri opere in cui i personaggi che affollano le tele sono spesso inseriti in un contesto paesaggistico?  Beh, anche questi panorami che possiamo definire secondari in molti casi sono a dir poco meravigliosi, non siete d’accordo con me? In più identificano perfettamente gli artisti: come confondere ad esempio le rocce dure e affascinanti di Leonardo con la natura dolce di Botticelli?

Leonardo_Da_Vinci_-_Vergine_delle_Rocce
Leonardo da Vinci, La Vergine delle Rocce (particolare).

I secoli immediatamente seguenti in generale non ci regalano particolari sorprese in questo tema: dobbiamo arrivare al lungo Ottocento, il secolo che più di tutti rivaluta il paesaggio, attraverso le varie correnti artistiche che si susseguono e che accelerano lo scorrere del tempo.

Finalmente si compie il tuffo oltre la ormai famigerata linea d’ombra e noi ci ritroviamo estasiati di fronte al sublime, espressione della forza della natura, colpiti dalla luce vivace degli impressionisti, emozionati dall’introspezione dei simbolisti e infine spaesati nel momento in cui l’astrattismo inizia a palesarsi nella sua veste più geometrica.


Dopo questa grandiosa introduzione, vi devo confessare che muoio dalla voglia di condividere alcune delle opere a tema paesaggio che più ammiro, lavori innovativi che raccontano qualcosa della vita di chi li ha faticosamente creati. Adoro i panorami dipinti quindi non mi posso accontentare di un misero post, quindi rimanete insieme a me nei prossimi giorni per scoprire quello che vi mostrerò. 

Nel frattempo, sapreste dire quali sono i paesaggi più belli della storia dell’arte secondo voi?

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17 thoughts on “Un incanto di panorama: perché molti artisti si appassionano ai paesaggi?

  1. Anonimo 14 marzo 2017 / 7:20

    Il paesaggio naturale é sempre, quando non siamo nella pittura di genere, riflesso del paesaggio interiore.
    Personalmente amo molto i paesaggi di Leonardo, Raffallo e quelli dei Preraffaelliti tutti.

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  2. massimolegnani 14 marzo 2017 / 9:47

    sono piuttosto incompetente, ma per star fuori dall’800 che fa la parte del leone, penso a certi fiamminghi, Vermeer, Bruegel, (del 4-500?) che forse per primi hanno messo al centro di loro opere il paesaggio, urbano (Delft) o campestre.
    ml

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    • La Sottile Linea d'Ombra 15 marzo 2017 / 14:37

      Verissimo! Purtroppo mi rendo conto di trascurare un po’ troppo i fiamminghi, però anche secondo me giocano un ruolo fondamentale per l’evoluzione del tema del paesaggio…Grazie mille per averlo sottolineato!

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    • La Sottile Linea d'Ombra 15 marzo 2017 / 14:39

      Ahahah mi sa che anche io questa vocina spesso e volentieri la sento, ma devo dire che apprezzo molto anche i paesaggi delle Avanguardie, per fare un esempio…

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  3. natipervivereblog 16 marzo 2017 / 16:57

    Prima di tutto, devo dirti che aspettavo il tuo post! E’ un piacere seguirti!
    Con il quadro “La notte stellata”, vengo travolta da una forte emozione.
    Adoro ricordare la bellissima espressione di Matisse nel descrivere il suo quadro “Finestra a Collioure” : L’esterno e l’interno si fondono nella mia sensazione”
    Ed è proprio vero che nei paesaggi dei grandi dell’arte, l’esterno e l’interno, la nostra anima, si fondono in un’unica sensazione profonda
    Adriana

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    • La Sottile Linea d'Ombra 18 marzo 2017 / 9:58

      Come sempre Adriana ti devo ringraziare per il tuo commento troppo gentile! Sono contenta che quest’opera ti emozioni tanto, anche per me è davvero speciale!

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  4. Diario dell'arte 18 marzo 2017 / 20:22

    Tema ricco di spunti Al paesaggio naturale, nell’Ottocento, si affianca anche il paesaggio delle nuove città in espansione tra ferrovie, grandi viali e luoghi d’incontro. Basta vedere gli impressionisti 🙂

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  5. marzia 11 aprile 2017 / 10:48

    L’ha ribloggato su Alchimiee ha commentato:
    Evidenzio questo apporto mentre, presto, pubblicherò un nuovo montaggio.
    Buona lettura!

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