Henri de Toulouse-Lautrec a Torino: 3 cose da apprezzare della mostra a Palazzo Chiablese

locandina-toulouse-lautrecAvete presente quelle abbondanti mostre monografiche in cui si ha la possibilità di conoscere molte delle sfaccettature di un artista e di immergersi nei suoi pensieri?

Ecco, vi dico subito che l’esposizione in corso a Torino a Palazzo Chiablese (Toulouse-Lautrec. La Belle Epoque) non è una di queste, vuoi per lo spazio non così ampio, vuoi per la provenienza delle opere, tutte parte della stessa collezione, quella dell’Herakleidon Museum di Atene.

Premesso ciò, vi dirò che non significa che non sia stata interessante o che non mi sia piaciuta molto, anzi ho avuto modo di apprezzare alcune cose.  In primo luogo ho trovato originale e piacevole il taglio che si è scelto di dare alla mostra, che punta molto sul ruolo di osservatore e complice di Henri de Toulouse-Lautrec, artista che si immerge nella realtà del suo tempo analizzandone implacabilmente sia le luci sia le ombre. Quest’idea si trova concentrata in una citazione riportata su una parete e pronunciata dal talentuoso pittore:

“Dipingo le cose come stanno. Io non commento, io registro”.

Dopo questa premessa, ecco le mie tre migliori ragioni per visitare questa mostra entro il 5 marzo 2017 (scusate se arrivo all’ultimo!).


01. Un tuffo nella Belle Epoque

henri-de-toulouse-lautrec-la-troupe-de-mademoiselle-eglantine-1896

La prima vera ragione per spingersi fino a Palazzo Chiablese è la possibilità di immergersi nella Parigi degli artisti maledetti, in quel magico sobborgo arroccato sulla collina di Montmartre.

henri-de-toulouse-lautrec-au-concert-before-letters-1896Le prime sale sono dedicate ai personaggi di questo mondo fatto di teatri e danze sfrenate, con tanto di filmato a tema can can.

Sembra quasi troppo folcloristico detto in questo modo, però dal vivo è un ottimo modo per entrare nell’atmosfera, anche perché queste amenità sono corredate da parecchi disegni del nostro Henri de Toulouse-Lautrec, che con la sua mano fatata è riuscito ad immortalare la realtà ancora meglio che con le fotografie.

Ritrae sapientemente molti dei protagonisti di questo mondo, come cantanti (tra tutte ricordo Jane Avril e May Belfort) e organizzatori di spettacoli (tra cui Aristide Bruant, il più celebre).


02. La modernità della grafica pubblicitaria

Ed ecco che qui arriviamo alla seconda delle ragioni per visitare la mostra a Torino, che dà grande spazio alle opere di grafica pubblicitaria.

Come anticipato, vengono presentati molto bene i personaggi cardine della Parigi della Belle Epoque, anche attraverso le pubblicità che facevano realizzare e che li ritraevano.

Al di là dei soggetti, quella che è molto interessante è la composizione di queste grandi opere, semplici e caratterizzate da grandi campiture monocromatiche, decisamente all’avanguardia rispetto ai suo contemporanei. Ecco, io credo che queste tinte, insieme alla bidimensionalità che caratterizza queste opere, contribuiscano in qualche modo allo sviluppo della grafica pubblicitaria dei decenni successivi. Dopotutto stiamo parlando di forme semplici e di giochi di colori primari, due elementi che sono i punti fermi della produzione artistica europea della prima metà del Novecento.

Se volete approfondire questo tema ed in generale conoscere qualcosa in più su questo artista, ecco il link ad un articolo a tema: Tre motivi per amare Henri de Toulouse-Lautrec.


03. La raccolta “Elles”

La seconda metà della mostra abbandona invece i fasti dei caffè e dei locali notturni per raccontarci qualcosa di più personale, un aspetto della produzione artistica di Toulouse-Lautrec che ci dice qualcosa in più della sua anima.

La protagonista indiscussa di questa sezione è la raccolta Elles, un insieme di opere che raccontano il lato più intimo della quotidianità delle ragazze che animavano le notti di Montmartre con i loro balli ed i loro corpi.

Ne ho già accennato in passato, ma devo confessarvi che è stata una scoperta che ho fatto visitando questa mostra. Sapevo della predilezione che Henri de Toulouse-Lautrec aveva  per le donne ed intuivo il suo affetto sincero e realistico, però Elles è un bel modo per approfondire e per innamorarsi di qualcosa di più spontaneo e genuino.

Senza dilungarmi troppo, ecco alcune immagini di questa raccolta: quasi tutte se non erro si possono vedere a Palazzo Chiablese fino al 5 marzo.


Allora, avete già visitato questa mostra oppure avete intenzione di andarci? Quali sono gli aspetti che avete preferito? E quelli che non vi sono piaciuti? Come sempre, fatemi sapere!

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10 thoughts on “Henri de Toulouse-Lautrec a Torino: 3 cose da apprezzare della mostra a Palazzo Chiablese

  1. yourborderline 17 febbraio 2017 / 7:41

    mi piace quello che proponi, come lo proponi..non riuscirò ad andare a visitare la mostra perchè abito in Toscana e non ce la faccio , ma mi piacerebbe perchè amo molto questo artista..buona giornata

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  2. enricogarrou 17 febbraio 2017 / 10:29

    Ho visitato la mostra, francamente mi aspettavo di più in fatto di manifesti originali, quadri, non una serie di disegni. Questo il
    Lato negativo. Positivo la presentazione dell’epoca in cui il pittore ha dipinto, i suoi amori, la sua capacità di creare ci poche linee figure maschili e femminili, il movimento, la musica. Un caro saluto

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    • La linea d'ombra 17 febbraio 2017 / 15:03

      Ti dirò la verità: anche io speravo in qualche bel dipinto! Purtroppo però mi sono rassegnata e ho finito per apprezzare questa piccola ma interessante mostra 🙂
      A presto!

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  3. natipervivereblog 17 febbraio 2017 / 21:13

    Come sempre complimenti! I tuoi post sono realmente dei doni preziosi!
    Adoro questo pittore, ma purtroppo in questo periodo, non mi è possibile spostarmi da casa per giorni.
    E allora, come un filo di seta prezioso, con i tuoi bellissimi articoli, leggo questo ordito, trama speciale dell’arte
    Grazie
    Adriana

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    • La linea d'ombra 17 febbraio 2017 / 21:24

      Sei sempre troppo gentile con me, ti ringrazio di cuore!
      Grazie ancora e buon finesettimana!

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  4. alpslover 10 marzo 2017 / 11:02

    Ho visto la mostra, e poi ho letto il tuo articolo, e hai ragione su tutto 8io ho apprezzato particolarmente la parte sulla grafica pubblicitaria, avendo anche visto lo scorso anno la mostra di Mucha a Milano)

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    • La Sottile Linea d'Ombra 13 marzo 2017 / 13:52

      Io purtroppo mi sono persa la mostra di Mucha, e devo confessare che mi dispiace abbastanza…In ogni caso sono felice di sentire che anche tu hai avuto la mia stessa impressione, e ti ringrazio!

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