Quando l’arte diventa un investimento: il Zentrum Paul Klee di Renzo Piano a Berna

Berna, Paul Klee Zentrum.
Berna, Paul Klee Zentrum.

Venerdì mi sono persa nei quadri di Paul Klee, così oggi vorrei parlare del tempio dedicato a questo artista, il centro che raccoglie ed espone circa 4000 delle sue opere e che, come (quasi) tutto, possiede le sue luci e le sue ombre.

Siete mai stati a Berna, riservatissima capitale della Svizzera? Non è una città molto nota, ma io credo che sia la meta ideale per una scappatina tranquilla (comoda per chi, come me, abita sulle Alpi).

Berna, centro storico.
Berna, centro storico.

Guardando il centro storico, si percepisce subito una certa atmosfera tra il fiabesco e il medievale: è composta da una serie di viuzze porticate da cartolina e ci sono persino dei veri orsi sulla riva del fiume!

Eppure Berna non è solo questo, grazie all’intelligenza della municipalità: a pochi metri dal centro infatti nel 2005 è stato inaugurato il Zentrum Paul Klee, progettato da Renzo Piano, realizzato con lo scopo di promuovere e diffondere le opere di questo artista, a più di sessant’anni dalla sua morte. Ma come mai la decisione di costruire un tale edificio proprio in questi anni?

Da una parte, la causa scatenante è stata una serie di donazioni effettuate da parte degli eredi di Klee in favore del cantone di Berna negli anni Novanta. Ritrovandosi in mano questo patrimonio inestimabile, la città svizzera non si è limitata a lasciarlo ammuffire in qualche scantinato o ad esporlo malamente in qualche galleriuccia d’arte presente nella città (come succederebbe e succede per esempio da noi) ma, al contrario, ha deciso di valorizzarlo al massimo. Così sono state raccolte donazioni da capogiro da privati ed è stata chiamata un archistar d’eccezione, il nostro senatore Renzo Piano, che di musei sicuramente se ne intende.

Il risultato è un edificio che sembra appartenere al paesaggio senza originare fratture, fondendosi con l’andamento ondulato delle colline e mimetizzandosi nella vegetazione.

Al suo interno poi è un trionfo di luce naturale che invade soffusamente gli ambienti spaziosi e di legno che dona un immediato senso di accoglienza e calore. Si tratta di uno spazio museale frequentatissimo e piacevole, anche se forse manca lo spirito di Paul Klee.

Ecco quindi quella che per me è la nota negativa: l’intera struttura, sia internamente sia esternamente, segue in pieno lo standard di Renzo Piano nella scelta dei materiali, dell’articolazione degli spazi e nell’uso delle tinte, senza che trapeli la connessione con l’artista a cui è dedicata, cosa che raramente succede nei musei dedicati a un singolo artista.

Senza dilungarmi ulteriormente, dopo aver parlato dell’interessante contenitore, che dire invece del contenuto?

Possedendo una così alta percentuale di opere di Paul Klee, tra quadri, incisioni, disegni e marionette (favolose peraltro, realizzate con materiali di risulta per il figlio), si qualifica senza dubbio come un polo espositivo d’eccellenza. Oltre a questo, il vantaggio di uno spazio costruito ex novo negli ultimi anni in cui il turismo è diventato di massa è costituito dalla presenza di un buon bookshop, di laboratori divertenti per i bambini e di aree molto ampie per esposizioni temporanee. Infine le opere ruotano con una certa frequenza, così da renderlo una meta periodicamente accattivante anche per gli abitanti di Berna.

In conclusione, quando si parla di grandi artisti o di interessanti collezioni ammiro le iniziative vincenti come queste. Certo, in questo caso dietro ci sono grandi donazioni, però sono convinta che soltanto investendo in maniera organizzata, coraggiosa e trasparente (aggettivo anche troppo raro dalle nostre parti) si riesca a trasformare il patrimonio artistico in un investimento per il territorio su cui insiste. Non bisogna necessariamente sfoderare i grandi nomi degli architetti (anche se spesso aiuta), ma è importante riuscire ad essere moderni e aggiornati, sfruttando i mezzi di comunicazione che ormai sicuramente non mancano.


Quasi dimenticavo, se siete curiosi e volete saperne di più su Paul Klee, non dimenticate di dare un’occhiata a questo articolo: Quando l’arte diventa ricerca dell’origine comune del mondo: alla scoperta dell’essenziale insieme a Paul Klee.

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5 thoughts on “Quando l’arte diventa un investimento: il Zentrum Paul Klee di Renzo Piano a Berna

  1. ysingrinus 7 maggio 2015 / 16:18

    Le foto le hai fatte tu? Le prime due lasciano a bocca aperta.
    Forse Piano avrebbe potuto mescolare il suo stile a quello di Klee, giocare con la sua tecnica per richiamare quella di Klee. Sarebbe sicuramente stata una buona occasione. Peccato.
    L’arte è anche investimento, non bisogna dimenticarlo. Voler prendere solo il profitto dall’arte senza voler spendere per renderla piú usufruibile, piú universale è sbagliato e in finale rovina l’arte.

    Liked by 1 persona

    • La linea d'ombra 7 maggio 2015 / 19:34

      Concordo in pieno con te su tutta la linea!
      Purtroppo le foto più belle non le ho fatte io, però ci sono stata un paio di volte e ti posso dire che mi ha lasciato a bocca aperta sul serio!
      A presto…. 🙂

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