Sei quadri belli e sconosciuti che si possono vedere (gratis) a Londra

Anche per voi è sempre un grande piacere incontrare dal vero i capisaldi della storia dell’arte, le opere di grandi maestri che sono facili da riconoscere? Sono sicura di sì, ma scommetto che voi, almeno quanto me, in un museo cercate la sensazione di curiosità appagata, quella che si prova di fronte a qualcosa di inaspettato e sconosciuto.

Se qualche tempo fa avevo condiviso con voi i 10 capolavori che si possono ammirare gratuitamente a Londra (ve li siete persi? Ecco il link alla prima parte e alla seconda), oggi vorrei invece sottoporre alla vostra attenzione sei opere sparse per le gallerie della capitale inglese che per me sono state delle piacevoli scoperte, o per meglio dire delle perle nascoste.


TATE MODERN

#01 Maria Helena Viera da Silva, La stanza a quadretti (1935)

The Tiled Room 1935 by Maria Helena Vieira da Silva 1908-1992

Pur non avendo la minima idea di chi fosse l’autrice di quest’opera, nel momento in cui l’ho vista da lontano devo dire che mi sono sentita come risucchiata all’interno della dimensione che la prospettiva di questa stanza dipinta suggerisce.

Ci si sente come assorbiti nello spazio e si finisce per provare un certo senso di solitudine misto ad angoscia, inspiegabile ma allo stesso tempo anche innegabile. E questa è proprio la volontà dell’artista, ossessionata dai ricordi della sua infanzia solitaria dopo la morte del padre.


NATIONAL GALLERY

#02 Akseli Gallen-Kallela, Lago Keitele (1905)

Akseli-Gallen-Kallen_Lake-Keitele

Questo paesaggio, invece, mi ha trasmesso sensazioni del tutto diverse rispetto allo scorso: sembra di poter cogliere la gioia che si prova di fronte ai grandi spazi aperti e vuoti che la montagna sa sempre offrire a chi va ad omaggiarla.

L’autore, Gallen-Kallela, è una figura importante dell’arte finlandese dell’inizio del Novecento e in questo caso ci offre un paesaggio in cui l’orizzonte è posto coraggiosamente in alto, mentre i veri protagonisti sono i riflessi.

#03 John Russell, I terrazzamenti di Monte Cassino (1889)

John-Russell_Les-terrasses-de-Montecassino

Da brava amante dei soggetti naturali, anche in questo caso sono rimasta colpita da un paesaggio, ed in particolare dai suoi colori caldi e quasi espressionisti, per quanto si discostano dalla realtà.

Anche se i dettagli sono pochi, non trovate anche voi che John Russell riesca perfettamente a descrivere quella che può essere la suggestione di un momento, o di una veduta scenografica?


TATE BRITAIN

#04 Walter Richard Sickert, Minnie Cunningham al vecchio Bedford (1892)

Minnie Cunningham at the Old Bedford 1892 by Walter Richard Sickert 1860-1942

Per quanto riguarda Minnie Cunningham dovete scusarmi, visto che non sono riuscita a trovare un’immagine a risoluzione maggiore, e immaginare quello che una semplice riproduzione non può trasmettere.

Quest’opera, dominata dal rosso dell’abito della donna e da una luce irreale, è la risposta inglese alla tendenza parigina di dipingere scene ambientate nelle sale di musica e nei teatri (scommetto che vi vengono subito in mente Degas e Toulouse-Lautrec, tanto per citare due artisti). Capiamo quindi che l’illuminazione è irreale perché teatrale e che ci troviamo a contemplare un frammento di esibizione, catturato per l’eternità.

#05 John Singer Sargent, Le montagne del Moab (1905)

John-Singer-Sargent_the-mountains-of-moab

Come forse si può in qualche modo indovinare osservando questo bel paesaggio, le montagne del Moab si trovano a sud-est del Mar Morto in Giordania, e sono state dipinte da Sargent durante una visita in Siria e in Palestina, con lo scopo di ritrarre la gente e il terreno che poteva essere rimasto immutato dai tempi di Gesù Cristo. 

Interessante, non trovate? Per di più si tratta del primo soggetto naturale mai esposto da questo artista, famoso soprattutto come ritrattista.

#06 Victor Pasmore, I giardini pensili di Hammersmith, n. 1 (1944-1947)

Victor-Pasmore_The-hanging-gardens-of-hammersmith

Ultimo ma non meno importante, ho scelto di condividere con voi questo quadro strano e straniante, che descrive con un linguaggio unico il giardino dell’artista, Pasmore, sito ad Hammersmith, a sud di Londra.

Si tratta di un’opera in cui realtà e invenzione verosimile si intrecciano, insieme all’uso combinato di pennellate fluide e vistose, di grigi e altri colori che animano la veduta. Neanche io saprei spiegarvi la ragione, ma dal vivo l’ho trovato davvero emozionante.


Siamo arrivati alla fine di questa galleria dedicata ai quadri sconosciuti più belli che ho visto nei maggiori musei di Londra, e spero proprio che vi sia piaciuta!

Chissà qual è il vostro preferito o quale vorreste vedere anche voi dal vivo… Se vi va, fatemi sapere! 😉

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