“Monds Flottants”: la quattordicesima Biennale di Lione ci porta in un viaggio sensoriale

 

Il 20 Settembre si è aperta a Lione la 14sima edizione della Biennale d’arte contemporanea intitolata «Mondi Fluttuanti». La mostra si inserisce all’interno della trilogia pensata da Thierry Raspail, direttore artistico, e ruota attorno al termine “moderno”. A partire dalla sua creazione nel 1991, infatti, la Biennale di Lione si è sviluppata, prendendo spunto dalla medesima parola chiave, su cicli di tre edizioni, all’interno dei quali ciascun commissario è stato invitato a riflettere sul tema proposto. Dopo l’esposizione de “La vie Moderne”, realizzata nell’edizione del 2015, T. Raspail ha invitato Emma Lavigne, direttrice del Centre Pompidou di Metz, ad immaginare un secondo capitolo.

«Le moderne c’est le transitoire, le fugitif, le contingent, la moitié de l’art dont l’autre moitié est l’éternel et l’immobile».

Charles Baudelaire

Emma Lavigne è stata nominata curatrice della Biennale poco dopo gli attentati del 2015: un periodo delicato, fortemente critico, in cui la Francia ha vissuto momenti di dolorosa incertezza. In questo contesto d’instabilità E.L. ha deciso di guardare al Giappone, sviluppando un parallelismo con l’epoca di Edo, ossia quel preciso momento storico in cui, tra il XVII e il XIX secolo, si è assistito in terra nipponica, in un periodo di grandi difficoltà, alla produzione di meravigliose opere chiamate ukiyo-e (ovvero, “mondi fluttuanti”). Uno degli obiettivi di “Mondi Fluttuanti” è, quindi, diventato quello di dimostrare come, anche in questo caso, l’arte e la poesia potessero divenire antidoti all’instabilità del presente.

Una scelta precisa, quindi, quella di pensare la Biennale “in dolcezza”: non si trova mai, all’interno della mostra, alcun rimando alla violenza e l’atmosfera che si respira nella totalità delle sale espositive sembra creare un clima legato al sogno e al mondo dell’immaginazione.

L’esposizione di “Mondi Fluttuanti” si sviluppa come un viaggio attraverso l’arte contemporanea, un viaggio che tocca quel larghissimo ventaglio di forme di espressione tipico dell’arte: arte come poesia, arte come musica, arte come partecipazione, come riflessione, arte come espressione mediante forme in continuo mutamento. Diverse sono poi le esperienze sensoriali proposte all’interno dell’esposizione: tra le altre, diverse opere sonore, poesie visuali e molte opere a scopo meditativo.

L’obiettivo della Biennale sembra essere quello di trovare degli spazi che potremmo definire “di immersione”, volti a riconnettersi con le proprie sensazioni e a creare delle esperienze “estremamente soggettive” in ciascun visitatore. Anche per questa ragione, la curatrice Emma Lavigne ha scelto di abbandonare qualsiasi forma di rigidità nell’esposizione, prediligendo una libertà assoluta e creando una forte connessione tra gli artisti, che non vengono rinchiusi nel loro spazio espositivo, ma, al contrario, si mescolano gli uni con gli altri all’interno degli spazi comuni.

La Biennale è un viaggio sensoriale. Opere dalla fortissima potenza emotiva si alternano ad altre che, sebbene a prima vista possano sembrare fuori posto, perché “diverse”, ben presto vengono ricondotte entro lo stesso disegno. Tutto si incastra, tutto funziona, tutto ha un senso. È un’immersione nell’immaginario che va a mano a mano ad assumere i contorni di un qualcosa di più tangibile, di un qualcosa che lascia un’impronta forte in coloro che decideranno di intraprendere questo viaggio: un viaggio che sarà senza dubbio indimenticabile.


Che ve ne pare, siete incuriositi e desiderate scoprire qualcosa di più e di provare almeno virtualmente questo viaggio tra mondi fluttuanti? Spero proprio di sì e vi confesso che, personalmente non vedo l’ora di saperne di più!

Come potete vedere in alto, questo post è stato scritto da una mia collega e compagna di università che in questo momento si trova a Lione e si occupa della comunicazione con la stampa per la Biennale. Credo che sia una persona decisamente qualificata per raccontarci qualcosa di quello che succede, quindi preparatevi perché per qualche settimana ci farà compagnia e sarà ospite della vostra Sottile Linea d’Ombra!

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