‘Fa’ ciò che puoi’: il messaggio degli angeli secondo Czesław Miłosz

Georgia O'Keeffe, Sulle nuvole

So che a sentir parlare di poesie sugli angeli probabilmente a qualcuno potrebbe venire in mente un qualche vaneggiamento stile new age, ma non è il caso di questa poesia di Czesław Miłosz, che ha un taglio molto singolare e profondo.

Czesław Miłosz, Sugli angeli

Vi hanno tolto le vesti bianche,
Le ali e perfino l’esistenza,
Tuttavia io vi credo, messaggeri.
Là dove il mondo è girato a rovescio,
Pesante stoffa ricamata di stelle e animali,
Passeggiate esaminando i punti veritieri della cucitura.

La vostra tappa qui è breve,
Forse nell’ora mattutina, se il cielo è limpido,
In una melodia ripetuta da un uccello,
O nel profumo delle mele verso sera
Quando la luce rende magici i frutteti.

Dicono che vi abbia inventato qualcuno
Ma non ne sono convinto.
Perché gli uomini hanno inventato anche se stessi.

La voce – senza dubbio questa è la prova,
Perché appartiene a esseri indubbiamente limpidi,
Leggeri, alati (perché no?),
Cinti dalla folgore.
Ho udito sovente questa voce in sogno
E, cosa ancor più strana, capivo pressappoco
il dettame o l’invito in lingua ultraterrena:

è presto giorno
ancora uno
fa’ ciò che puoi.

Secondo me se esistessero dei messaggeri di un mondo divino il loro compito sarebbe proprio questo: farci riflettere sul fatto che la possibilità che abbiamo ricevuto di vivere un’altra giornata non è scontata e invitarci a fare di essa quello che possiamo – non salvare l’universo o compiere imprese straordinarie, ma fare quello che è nelle nostre possibilità per migliorare il mondo e per non sprecare i nostri giorni.

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