Quattro motivi per scegliere Budapest come meta per il prossimo viaggio

Dell’atmosfera magica di Budapest ho parlato nello scorso articolo (ve lo siete persi? Ecco il link: Budapest: i mille volti di una città incantata), ma se ancora non è bastato a convincervi, oggi cercherò di elencare quei punti di interesse che contribuiscono a rendere la capitale ungherese una delle città più affascinanti d’Europa.

1. Il Danubio blu e quello che vi si riflette
Budapest vista dal Ponte dell'isola Margherita.
Budapest vista dal Ponte dell’Isola Margherita.

Se si osserva la città da uno dei suoi lunghissimi ponti, ciò che si vede riflesso è l’insieme delle guglie e delle cupole degli edifici più rappresentativi della città: da una parte il palazzo del Parlamento e il Duomo, sulla collina invece la chiesa di San Mattia, il Palazzo Reale e i Bastioni dei Pescatori. Si tratta dei luoghi in cui si conserva e si gestisce il potere da secoli, anche se a prima vista possono trarre in inganno.

Il bastione dei pescatori sulla collina di Buda.
Il bastione dei pescatori sulla collina di Buda.

Le guglie e le pietre infatti non hanno niente di medievale, sono tutte ricostruzioni ottocentesche, che vanno intese come lo sforzo di legittimarsi di una città che fino al 1873 è costituita da due nuclei separati e meno importanti, Buda sulla collina e Pest nella pianura. A partire da questa data l’influenza delle capitale ungherese è destinata a crescere, trasformandola completamente.

Budapest vista dalla cupola del Palazzo Reale.
Budapest vista dalla cupola del Palazzo Reale.

La passeggiata tra questi monumentali edifici merita comunque la visita, perché si respira un’aria di importanza e perché, intorno a queste grandi emergenze, si possono scoprire le costruzioni ben più vecchie che compongono il tessuto urbano di Buda, tanto per fare un esempio.


2. Andrassy Ut, la Piazza degli Eroi e il Parco della Città: il trionfo della borghesia d’altri tempi

La Budapest di inizio Novecento è una città che rivaleggia senza difficoltà con Vienna, trattandosi effettivamente della seconda capitale di quell’impero federale che è l’Austria-Ungheria. Così, ecco che questi due elegantissimi centri si contendono il primato della grandezza a colpi di modernità e di capricci architettonici, sfoderando spesso lo stesso linguaggio e seguendo la medesima committenza, l’alta borghesia che ormai è l’assoluta protagonista della mondanità.

Se a Vienna è sul ring che la grandeur si manifesta, assumendo le forme di teatri, musei, aree verdi, edifici moderni e prime stazioni della metropolitana (per saperne di più, non perdetevi questo articolo: Sulle tracce della “Vienna fin du siècle”: quattro mete da non perdere!), a Budapest viene tracciato un nuovo lungo viale alberato, Andrassy Ut, che collega il centro di Pest con un’area verde dove vengono istituiti tutti i servizi rivolti al ceto borghese: un parco pubblico all’inglese, un parco di divertimenti, lo zoo e le terme (onnipresenti nella città).

Andrassy Ut.
Andrassy Ut.

Inoltre è su questo viale che si innestano i caffè, il teatro dell’Opera e la prima metropolitana realizzata nell’Europa continentale, che ancora oggi conserva il piacevole aspetto originale, insieme a stazioni incredibilmente vicine tra loro!

Insomma, girare in questa zona regala l’impressione di essere tornati indietro nel tempo, anche se molti dei palazzi mostrano i segni del tempo e delle disavventure subite. Per una volta si riesce comunque a dimenticare il difficile passato, divertendosi nello zoo che vanta edifici in stile secessione viennese, sulle montagne russe in legno del 1920, oppure nei due bellissimi musei d’arte che fronteggiano sulla Piazza degli Eroi, al termine della via.


3. Il quartiere ebraico: un ghetto in versione Art Nouveau

A pochi metri da Andrassy Ut, si trova paradossalmente una porzione di città che porta ancora i segni del recente passato, evidenti sulle facciate scrostate degli edifici e nei ruderi ancora presenti. Eppure il quartiere ebraico oggi è una delle zone più vivaci di Budapest.

La scoperta di questa zona si è rivelata a noi grazie ad una guida francese che abbiamo iniziato a seguire per caso nella grande sinagoga, intrufolandoci nel suo gruppo di ascoltatori. Questa donna ci ha raccontato molte cose e soprattutto ci ha condotti a visitare il ghetto ebraico e ci ha permesso di conoscere altre due sinagoghe, decisamente meno note.

Il ghetto ebraico di Budapest.
Il ghetto ebraico di Budapest.

Il ghetto è ancora oggi visibile, realizzato in una serie di cortili passanti di palazzi eleganti di inizio Novecento, in stile secessionista (o liberty a dir si voglia). Oggi si notano ancora i muri tirati su, anche se all’interno si trovano una serie di locali divertenti e malinconicamente allegri.

Quella che forse mi ha colpito ancora di più è la sinagoga progettata da un giovanissimo Otto Wagner, uno dei miei idoli, che oggi tuttavia non è ancora nemmeno stata restaurata dai danni subiti nella seconda guerra mondiale.

Insomma, per farla breve girare questo quartiere è bellissimo: si incontrano con leggerezza segni della cultura ebraica onnipresente insieme a pub situati in edifici in rovina e a monumenti alla memoria delle stragi del 1944-45.


4. Le strade di Pest e il desiderio di rinnovamento che vi si legge

Infine, una menzione va alle vie di Pest e al grandissimo lavoro che la città sta compiendo dal momento in cui si è sganciata dall’Unione Sovietica nel 1989, ma soprattutto negli ultimi anni.

Dappertutto le strade sono pulite e decisamente ben curate. L’arredo urbano è moderno e ricercato, così la città si è popolata di angoli per sedersi e riposare, di fontane per rinfrescarsi e di spazi per il divertimento.

Sarà che io noto queste cose, ma mi sono resa conto di come questi accorgimenti contribuiscono a dare l’immagine di una città ospitale e godibile, che davvero desidera dare una nuova e migliore immagine di sé.

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