Le tre età dell’uomo: storia di un dipinto di Friedrich

Caspar David Friedrich, Le tre età dell'uomo.

Se c’è un artista che ha saputo condensare nelle sue opere lo spirito del Romanticismo, quello è senza dubbio Caspar David Friedrich, l’uomo solitario che ha reso la natura una protagonista immortale.

Di lui da queste parti abbiamo già parlato un po’ di volte, ma oggi vorrei approfondire un suo dipinto che ho visto per caso qualche tempo fa e che, pur non essendo tra i più famosi, racconta qualcosa di interessante.

Caspar David Friedrich, Le tre età dell’uomo, 1835

Caspar David Friedrich:
Caspar David Friedrich, Le tre età dell’uomo.

Così come accade in molte opere di Friedrich, Le tre età dell’uomo è caratterizzato dall’uso della prospettiva centrale perfetta e dalla presenza di una figura di schiena, anche se meno evocativa rispetto al Viandante sul mare di nebbia, per fare un esempio.

Dovete sapere che sono una grande amante dei soggetti marinareschi, in letteratura come nell’arte (dopotutto il titolo di questo blog si ispira a Joseph Conrad!), e che di conseguenza c’è un aspetto delle opere di questo artista che amo molto: il suo legame con il Mar Baltico.

In particolare, l’interpretazione delle Tre età dell’uomo è decisamente singolare, ben diversa da altre opere con lo stesso soggetto nella storia dell’arte. Il primo piano è forse quello più convenzionale, caratterizzato da cinque personaggi che ci raccontano le tre fasi della vita umana. Dietro di loro invece si staglia il mare, placido e profondo, solcato da cinque navi, che simboleggiano i cinque protagonisti: le barche più piccole rappresentano i bambini, le due navi in lontananza gli adulti e la più vetusta imbarcazione il vecchio.

Andando oltre al soggetto, un aspetto che apprezzo molto di quest’opera di Caspar David Friedrich è la composizione che, ad eccezione delle figure principali, è perfettamente simmetrica. Ai due lati dell’imbarcazione centrale lo sfondo è infatti quasi speculare, sia nelle linee sia nel colore.

Infine, il tocco romantico del colore dello sfondo è un dettaglio che non posso non apprezzare, soprattutto per il contrasto tra il giallo e il viola.


Per concludere, nel caso in cui Friedrich abbia colpito il vostro interesse, ecco un altro post dedicato a lui e alle sue opere principali: Caspar David Friedrich: 6 opere per conoscere il padre del Romanticismo. Se invece volete approfondire la sua vita, ecco di seguito una sua breve biografia.

Chi era Caspar David Friedrich (1774-1840)?

Caspar David Friedrich nasce in Germania a Greifswald, una cittadina affacciata sul Baltico. La sua infanzia è segnata da alcuni lutti familiari: la madre muore quando lui ha sei anni, perde altre due sorelle negli anni successivi e, infine, assiste alla morte del fratello mentre pattinano sul ghiaccio, sprofondato in seguito alla rottura di una lastra che li sorreggeva.

Inizia a dipingere nel 1790 presso il maestro Johann Gottfried Quistorp, un artista che lo introduce alla rappresentazione della natura dal vero. In questi anni si interessa anche ai soggetti religiosi e alla letteratura, grazie alla conoscenza di teologi e letterati. Questo suo legame al cristianesimo è un tratto che lo accompagna negli anni e che per certi versi influenza la sua pittura.

Trasferitosi a Dresda dal 1798, nel 1818 si sposa e arriva ad avere tre figli. La serenità di questo periodo si manifesta nelle opere, che conoscono una maggiore leggerezza e tinte più luminose. Dopo una fase di fortuna critica che lo individua come massimo esponente del Romanticismo, a partire dagli anni Venti la sua fama inizia a declinare, anche a causa di una sorta di malattia mentale che lo rende paranoico e depresso.

Se questa breve dissertazione vi ha interessato, ecco il link all’esaustiva pagina di wikipedia dedicata a lui.

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