Cartoline dalla montagna: come i migliori artisti hanno celebrato le alte vette

Cosa vi viene in mente se pensate alla montagna? Abitando ai piedi delle Alpi credo di essere di parte, però sono convinta che si tratti di un ambiente naturale unico e affascinante, mutevole, duro ed emozionante allo stesso tempo. Le alte vette evocano tante emozioni e racchiudono aspettative, e immagino che ognuno di noi risponderebbe diversamente a questa domanda.

Figuriamoci poi quando parliamo dei grandi artisti! Cercare di ritrarre la montagna è una sfida ed un piacere per ogni pittore che la ami, così in questo post troverete una selezione di bellissimi quadri su questo tema.


Caspar David Friedrich

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C. D. Friedrich, Nebbia sulle montagne.

Quando parlo di paesaggi, mi sembra sempre doveroso iniziare da Caspar David Friedrich, uno dei più grandi esponenti del Romanticismo e l’artista che maggiormente è stato in grado di celebrare la natura nei suoi aspetti più selvaggi e sublimi.

Le sue montagne sono quelle del Nord Europa e sembra che il ghiaccio, la nebbia e la neve siano i protagonisti, insieme alle foreste di conifere. Mi ricorda molto l’inverno e credo proprio che abbia qualcosa di speciale, non credete anche voi?

(Per i curiosi, ecco un articolo su questo tema: Le luci del Nord Europa: Munch contro Friedrich)


Joseph Mallord William Turner

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J. M. W. Turner, Il lago di Zug.

Per Joseph Mallord William Turner, viaggiatore instancabile, le montagne hanno molte facce e sono raccontate come un ricordo e, allo stesso tempo, una suggestione.

I suoi quaderni di viaggio raccontano i paesaggi della Gran Bretagna, della Svizzera e dell’Italia, con una particolare attenzione verso gli agenti atmosferici e la forza della luce. Vanno scoperti e guardati uno alla volta, per riconoscere i diversi luoghi e immaginare quelli in cui non siamo mai stati.


Paul Cézanne

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Paul Cézanne, Monte Sainte-Victorie.

Di Paul Cézanne e del suo maniacale interesse per il Monte Sainte-Victoire abbiamo già parlato (ve lo siete perso? Ecco l link: La montagna incantata di Paul Cézanne), però i colori del Mediterraneo mancavano in questa selezione.

Le sue montagne sono in assoluto le più dolci e le meno misteriose, non credete anche voi?


Vincent Van Gogh

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Vincent Van Gogh, Piante di olivo in un paesaggio montagnoso.

Anche se le montagne non sono sicuramente i soggetti più ricorrenti nelle opere di Vincent Van Gogh, ho scovato questi quadri e, tanto per cambiare, mi hanno impressionata.

Come spesso accade, i suoi paesaggi diventano la chiara impressione del suo tormento interiore e del suo modo unico di vedere il mondo. I colori sono quelli delle montagne in lontananza e dei campi d’estate, mentre i cieli sembrano voler invadere il terreno sottostante.


Paul Gauguin

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Dopo aver visto luoghi vicini, ora ci spostiamo dall’altra parte del mondo, e per la precisione in Polinesia, per guardare le montagne decisamente colorate che ha dipinto Paul Gauguin.

Le palme sono molto diverse dalle conifere di Friedrich, così come l’idea di calore che ci regalano, però non si può dire che non siano ricche di fascino esotico.


Giovanni Segantini

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Giovanni Segantini, Il ritorno dal bosco.

Dopo questo piccolo viaggio oltreoceano, torniamo dalle nostre parti, per rimirare le opere del nostro Giovanni Segantini, un artista che ha saputo raccontare la realtà alpina quotidiana e allo stesso tempo renderla il fondale di affascinantissime opere simboliste. 

Entrambi i generi hanno condotto a tele bellissime, non siete d’accordo con me?


Ferdinand Hodler

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Ferdinand Hodler, Jungfrau e Schwarzmonch.

Dopo Segantini, ci spostiamo in Svizzera per vedere le opere di un altro pittore simbolista, Ferdinand Hodler, un uomo in grado di realizzare grandi tele in cui la montagna è l’unica e assoluta protagonista.

Mi piacciono i cieli gialli dei pomeriggi invernali e il blu della neve delle vette più alte, li adoro tanto perché mi ricordano i panorami che nella mia mente identificano il paesaggio della valle in cui vivo.


Vassily Kandinsky

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Vassily Kandinsky, Dunaberg.

Finalmente è arrivato anche il turno di Vassily Kandinsky, uno dei miei preferiti in assoluto.

Come per tutti i soggetti che lui riporta su tela, anche le montagne diventano per prima cosa forma e colore, dando origine a composizioni evocative e fantastiche, racconti e sogni dipinti con mano sicura.


John E. H. Macdonald

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J. E. H. Macdonald, Lake O’Hara and Cathedral Mountain

Dopo la Russia di Kandinsky, ci spostiamo in Canada, per celebrare John E. H. MacDonald, uno degli artisti del Gruppo dei Sette. (Ve li siete persi? Ecco un post interamente dedicato a loro: Quando la natura diventa protagonista: il Gruppo dei Sette e la bellezza dei paesaggi canadesi)

Qui al Nord quello che riusciamo a vedere è proprio il mondo glaciale, freddo e a suo modo colorato di una terra ricca di fascino. La ricerca pittorica prende una piega diversa da quella europea, una strada che avevano aperto i romantici americani e che non perde di freschezza.


René Magritte

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René Magritte, Il dominio di Arnheim.

Dopo tutta questa carrellata, mi sono voluta concedere un finale metafisico, una montagna dipinta da René Magritte che diventa il simbolo di qualcosa di più, la custode di un segreto profondo e di un equilibrio solitario.


Direi che per oggi sono arrivata alla fine, anche se sicuramente avrò saltato qualche opera che si sarebbe meritata di entrare in questa galleria. Vi viene in mente qualche quadro che ho dimenticato? Qual è il vostro preferito tra quelli che ho selezionato?

Sono molto curiosa di sapere cosa ne pensate!

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Cartoline dal mare: come i grandi artisti hanno celebrato il profondo blu

Cosa vi viene in mente se pensate al mare? Sicuramente è un ambiente che racchiude in sé mille emozioni e che evoca ricordi e aspettative, quindi credo che non esistano due persone che darebbero la stessa risposta a questa domanda.

Figuriamoci poi quando parliamo dei grandi artisti! Cercare di ritrarre il mare è una sfida ed un piacere per ogni pittore, così in questo post troverete una selezione di quadri su questo tema.


Caspar David Friedrich

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Caspar David Friedrich, Il monaco vicino al mare.

Per Caspar David Friedrich, grandissimo esponente del Romanticismo, l’oceano è innanzitutto qualcosa di sublime, esaltato dalle atmosfere notturne e invernali. L’acqua diventa un mondo profondo ed impenetrabile, una massa scura che origina riflessi in grado di fondersi con il cielo.


Joseph Mallord William Turner

J.M.W. Turner
J. M. W. Turner, Snow storm.

Osservando i dipinti di Turner, sembra invece che il mare prenda vita. Non è soltanto un fenomeno naturale da indagare e conoscere a fondo, ma anche qualcosa di emozionante e dotato di enorme forza.

Il vigore delle onde in effetti è il vero protagonista delle sue opere, insieme alle imbarcazioni per cui sono sicura avesse un gran debole.


Claude Monet

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Claude Monet, Low tide at Pourville.

Che Claude Monet sia un mago con i colori non è sicuramente una novità, però nelle sue opere vi dirò che riesce sempre a stupirmi.

Dedicandosi al mare, riesce a regalarci l’atmosfera della perfetta estate mediterranea, quando i colori sono saturi e i pomeriggi pigri e soleggiati. Non vi fa venire voglia di tornare indietro all’inizio dell’estate?


Edvard Munch

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Edvard Much, Summer night by the beach.

Quando invece guardo i quadri di Edvard Munch mi rendo conto di quanto le parole possano essere superflue. L’intensità dei suoi paesaggi marini non ha bisogno di essere commentata, così mi fermo e mi metto a sospirare, sognando future vacanze decisamente a nord.


Piet Mondrian

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Piet Mondrian, Dune.

I quadri di Piet Mondrian che ho scelto fanno invece parte di una serie realizzata da questo maestro, sviluppata intorno all’osservazione delle dune sulle spiagge dell’Atlantico. 

Trovo che queste opere siano bellissime e soprattutto mi sono innamorata dei giochi cromatici che evidenziano la ricercatezza di questo artista: i colori complementari vengono accostati per creare un effetto surreale ma allo stesso tempo emozionante.


Henri Matisse

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Henri Matisse, Polinesia, mare.

Parlando di Henri Matisse, ho scelto due opere opposte che sottolineano due sue diverse nature: da una parte l’allegra sintesi e dall’altra il paesaggio dipinto a tratti veloci e decisi. Quali preferite? Io riscontro in entrambi una certa poesia.

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Henri Matisse, Cap d’Antibes.

René Magritte

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René Magritte, Le meraviglie della natura.

Da grande artista surreale, René Magritte ci mostra come sia possibile giocare anche con il mare, che diventa una sorta di illusione sofisticata e sottile.

L’orizzonte si fonde con il cielo, i piani della composizione si mischiano e i paesaggi sono popolati da creature immaginarie, quindi sembra in pratica di assistere ad un sogno.


Georgia O’Keeffe

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Geogia O’Keeffe, onda blu.

Attraversando l’Atlantico arriviamo negli Stati Uniti, dove per Georgia O’Keeffe il mare è soprattutto materia e profondità. I suoi quadri sono composti da profonde campiture omogenee caratterizzate da sfumature delicate.

Le onde e la linea dell’orizzonte sembrano quasi divorare la tela, trasformandola in qualcosa di introspettivo e delicato.

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Georgia O’Keeffe, Wave night.

Edward Hopper

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Edward Hopper, La lunga tratta.

Per ultimo ho lasciato un artista per cui in realtà ho una grandissima stima, il portavoce dell’America della prima metà del Novecento.

Quello di Edward Hopper è un mare decisamente azzurro e solitario, atlantico più che mediterraneo, dove la presenza umana non è rilevante e quella che trionfa sopra tutto il resto è la natura.


Direi che per oggi sono arrivata alla fine, anche se sicuramente avrò saltato qualche opera che si sarebbe meritata di entrare in questa galleria. Vi viene in mente qualche quadro che ho dimenticato? E qual è il vostro preferito tra quelli che ho selezionato?

Sono molto curiosa di sapere cosa ne pensate!

Storie d’estate: come hanno elogiato il sole i grandi artisti?

Se la primavera è la stagione con i colori più saturi e variegati, l’estate è il trionfo della luce del sole, soprattutto per noi mediterranei. In realtà vi confesso che ho sempre pensato che fosse il periodo dell’anno meno interessante dal punto di vista pittorico, però in questi giorni di ricerche per il blog mi sono dovuta ricredere.

La verità è che riprodurre l’estate è una bella sfida ma anche un divertimento per ogni artista, libero di inseguire il piacere e di rappresentare quello che è più caratteristico della sua cultura. Vi invito quindi a godervi qualche bel dipinto, così posso provare a convincere anche voi. 😉


Claude Monet

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Claude Monet, Campo di papaveri in estate.

Se si parla di luce, non si può che cominciare da Claude Monet, il re del colore e dell’emozionante pittura en plein-air

La sua estate è caratterizzata dalle ombre scure e colorate che si vedono alle nostre latitudini, insieme a personaggi che passeggiano godendosi i mesi più belli dell’anno. Il cielo è azzurro e placido così come il mare, mentre i campi sono vitali e colorati.

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Claude Monet, Passeggiata sulla scogliera a Pourville.

Pierre Auguste Renoir

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Pierre Auguste Renoir, Paesaggio estivo.

Dopo Monet, ho voluto ricordare anche Renoir, un altro impressionista che fa della riproduzione della natura uno dei suoi cavalli di battaglia. Il colore dei fiori di campo ricorda molto l’estate, non lo pensate anche voi?


Vincent Van Gogh

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Vincent Van Gogh, Campo di grano con cipressi

Parlando di campi di grano, il richiamo a Vincent Van Gogh è immediato. Per questo immenso artista l’estate è qualcosa che colpisce gli occhi ed il cuore, un momento dell’anno che diventa un’emozione.

Il cielo del primo dipinto ricorda i pomeriggi afosi di luglio, mentre in basso il sole divora tutto ciò che lo circonda in un caso, e nell’altro le nubi temporalesche rabbuiano il panorama, rendendolo improvvisamente fosco. (Per chi fosse interessato, ecco il link ad un bel post su Campo di grano con volo di corvi)


Paul Cézanne

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Paul Cézanne, La riviera.

Nei quadri di Paul Cézanne invece sembra quasi di percepire l’aria densa delle calde ed infinite giornate del sud della Francia. Dopotutto uno degli intenti della sua ricerca è proprio quello di riprodurre la consistenza dell’aria.

In basso, non ho resistito alla tentazione di allegare una delle versioni del Mont Sainte Victoire, parte di un ciclo che mi sta molto a cuore e di cui ho parlato in questo post.

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Paul Cézanne, Monte Sainte-Victorie.

Edvard Munch

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Edvard Munch, La voce, notte d’estate

Per Edvard Munch anche questa stagione è piena di spettri.  Oltre la presenza di figure biancovestite e inquietanti, la cosa interessante è anche la sua rappresentazione dell’estate del nord Europa, in cui la notte rimane chiara e le tenebre non esistono quasi.

Non ci posso fare niente, ho un vero debole per questo artista!


Telemaco Signorini

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Telemaco Signorini, Il muro bianco.

Finalmente arriviamo in Italia e, grazie a Telemaco Signorini, abbiamo l’occasione di riconoscere quella luce che accomuna e caratterizza la nostra bellissima penisola.

Vi invito a cliccare su questi quadri e a goderveli uno per uno, perché davvero hanno dei dettagli che meritano di essere guardati con calma.


Alfons Mucha

In pieno stile Art Nouveau, l’estate diventa per Alfons Mucha il trionfo della vita dei campi. Ho scelto per voi due versioni diverse ma ugualmente belle: da una parte l’allegoria della mietitura e dall’altra il languore dei pomeriggi afosi e pigri.


Piet Mondrian

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Piet Mondrian, Notte d’estate.

Anche per Piet Mondrian, un altro nordico (per la precisione olandese), quella che solletica l’interesse è la notte estiva, carica di colori e di luci soffuse. Questi quadri ci regalano in effetti un’atmosfera fiabesca e magica, veramente lontana delle opere mediterranee.


Marc Chagall

Come sempre, Marc Chagall sceglie invece di raccontarci delle storie. L’estate non è soltanto una stagione ma piuttosto la somma di ciò che accade in questa stagione, che sia lavoro oppure piacere. Così, da una parte vediamo la mietitura sotto il sole e dall’altra la vita di mare, immersa in una luce azzurrina e fatata.


Edward Hopper

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Edward Hopper, La lunga tratta.

Per ultimo ho lasciato un artista per cui in realtà ho una grandissima stima, il portavoce dell’America della prima metà del Novecento.

Quella di Hopper è un’estate decisamente più azzurra e solitaria, atlantica molto più che mediterranea. Ricorda le ragazze vestite leggere, fresche e pronte per uscire, così come racconta la necessità di incontrarsi nelle sere estive in cui il buio porta finalmente con sé un po’ di brezza. Non vi sembra di avere vissuto almeno una delle scene che ho selezionato?


Direi che per oggi sono arrivata alla fine, anche se sicuramente avrò saltato qualche opera che si sarebbe meritata di entrare in questa galleria. Vi viene in mente qualche quadro che ho dimenticato? E qual è il vostro preferito tra quelli che ho selezionato?

Sono molto curiosa di sapere cosa ne pensate! 🙂

Storie di primavera: la rinascita attraverso gli occhi dei grandi artisti

Dal punto di vista cromatico la primavera è uno spettacolo continuo, non siete d’accordo con me? Nel mese di marzo gli alberi si colorano di un verde sempre più saturo, per poi lasciare lo spazio alle più incredibili fioriture nei mesi successivi, che donano alla terra un mantello vivace delle tinte dell’arcobaleno. Allo stesso tempo le giornate si fanno più lunghe e il sole più caldo e forte.

Cercare di ritrarre questa stagione è una sfida e soprattutto un piacere per ogni artista, così in questo post troverete una selezione di quadri su questo tema.


Sandro Botticelli

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Sandro Botticelli, Primavera.

Ovviamente non potevo che partire da qui. La Primavera di Botticelli, che affronta il tema dal punto di vista mitologico, è una giovane donna bellissima con un abito floreale e petali in grembo da spargere al suo passaggio. In più è impossibile non notare l’abbondanza di fiori nel prato e sulle piante, insieme alla presenza di Mercurio che scaccia via le nuvole, residuo di una stagione peggiore.


Caspar David Friedrich

Caspar David Friedrich: "Hügel und Bruchacker bei Dresden".
Caspar David Friedrich, Campagna e campi vicino a Dresda.

Caspar David Friedrich, grandissimo esponente del Romanticismo, solitamente colpisce per i suoi paesaggi solitari e selvaggi, notturni e invernali, ma in questo caso la primavera ingentilisce e scalda anche le sue pennellate generalmente ben più austere. Le sagome scheletriche degli alberi sono addolcite dalle nuove foglioline, mentre l’ombra si colora di tinte più vivaci. 


Claude Monet

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Claude Monet, Le rive del fiume Epte in primavera.
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Claude Monet, Tre alberi in primavera.

Che Claude Monet sia un mago con i colori non è sicuramente una novità, però nelle sue opere vi dirò che riesce sempre a stupirmi.

Dedicandosi al tema della primavera, riesce a riprodurre sulla tela delle sfumature incredibili e delicatissime. (Su Claude Monet e i suoi studi, ecco un altro articolo in tema: Il giardino segreto di Claude Monet)

I paesaggi si tingono di un verde acceso mentre un’atmosfera rosata riempie l’aria.

La sua grande esperienza nello studio della luce dal vivo conduce ad esiti sbalorditivi che trasformano una veduta apparentemente banale in un dipinto studiato e incisivo, in cui i blu bilanciano perfettamente i gialli e le tinte delle terre e il cielo sembra consistente e materico.

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Claude Monet, Campagna.

Pierre Auguste Renoir

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Pierre Auguste Renoir, Periferia.

Quello che rende speciali i dipinti di Renoir sulla primavera è invece l’effetto del primo sole tra le foglie. Guardando questo dipinto ad olio sembra di sentire il tepore sulla pelle e l’aria fresca che se si resta all’ombra fa ancora venire i brividi.

Questo artista arriva ad immortalare la vegetazione che rinasce e torna ad essere lussureggiante e vigorosa, celando gli edifici in secondo piano.

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Pierre Auguste Renoir, Roseto a Wargemont.

Vincent Van Gogh

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Vincent Van Gogh, Albicocchi in fiore.

Anche nei lavori di Van Gogh, così come in quelli di Claude Monet, il colore è l’assoluto protagonista, insieme al tratto vigoroso, energico e drammatico.

La serie dei mandorli in fiore che vi propongo (non ho saputo escluderne nessuno!) è un insieme di incredibili capolavori, non siete d’accordo con me?

Qualunque parola in più sarebbe inutile, l’importante è osservarli e lasciarsi trasportare.

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Vincent Van Gogh, Mandorlo in fiore.
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Vincent Van Vogh, Campagna in primavera.
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Vincent Van Gogh, Mandorli in fiore.

Piet Mondrian

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Piet Mondriaan, Fattoria vicino a Duivendrecht.

Piet Mondrian ci regala invece una primavera quasi tetra, perfettamente nel suo stile (prima delle righe geometriche, intendo 😉 ). Questo angolo di mondo lontano dal Mediterraneo si sveglia più lentamente rispetto alla Francia e all’Italia, così mentre le luci sono già primaverili gli alberi sono ancora bruni e scheletrici.

Allo stesso tempo però l’erbetta dei prati è già vivace e coloratissima, tradendo la stagione che avanza e sbeffeggiando tutta l’oscurità ostentata.

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Piet Mondrian, Sole di primavera.

Alfons Mucha

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Alfons Mucha, Allegoria dell’inverno.

In pieno stile Art Nouveau, per Alfons Mucha la primavera ricorda per certi versi quella di Botticelli da da cui siamo partiti.

La stagione è simboleggiata da una ragazza bellissima che regge dei fiori.

Le tonalità dominanti sono quella del verde chiaro, del rosa e del rosso, non a caso i colori che meglio rappresentano le sfumature di questo periodo dell’anno.

Fa parte di un ciclo di allegorie delle quattro stagioni. Ne esistono anche delle altre versioni, come quella che si può vedere su Wikimedia Commons, cliccando qui.

(Perdonate la qualità scarsetta dell’immagine: non ne ho trovate di migliori ma ci tenevo comunque ad inserirla).

 


Egon Schiele

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Egon Schiele, Campo in fiore.

Sicuramente questo quadro non è uno dei primi a cui si pensa quando ci si riferisce a Egon Schiele. I fiori effettivamente non sono tra i suoi soggetti più presenti, anche se in realtà esistono numerosi dipinti e disegni che ritraggono girasoli, crisantemi o iris, per fare degli esempi che mi vengono in mente. (Se invece volete leggere altro su questo straordinario artista, ecco il link al primo di una serie di tre articoli dedicati a lui: Tre giorni di Schiele. Ovvero tre articoli per innamorarsi)

La sua non è una primavera ricca di riferimenti simbolici e di speranza, ma piuttosto l’esito di un’analisi del mondo che ci circonda, la riproduzione accurata di alcuni particolari della natura.

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Egon Schiele, Fucsia.

René Magritte

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René Magritte, Primavera.

Ultimo di questa galleria, Magritte ci mostra come sia possibile giocare anche con la primavera, trasformandola in un’illusione sofisticata e surreale. Non so voi, a me i suoi quadri fanno impazzire! (E se ne volete vedere altri, vi consiglio questo articolo: Esplorando le illusioni di René Magritte)


Direi che per oggi sono arrivata alla fine, anche se sicuramente avrò saltato qualche opera che si sarebbe meritata di entrare in questa galleria. Vi viene in mente qualche quadro che ho dimenticato? E qual è il vostro preferito tra quelli che ho selezionato?

Sono molto curiosa di sapere cosa ne pensate! 🙂

Storie d’inverno: il gelo e la neve attraverso gli occhi dei grandi artisti

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Caspar David Friedrich, Cimitero del monastero nella neve.

Avete presente la luce incredibile delle mattine di dicembre, fredda e azzurrina, che rende le ombre più vivide e i raggi del sole più dorati?

Se l’autunno è la stagione in cui i colori esplodono, l’inverno è il momento in cui il mondo si fa più monocromatico, sia per la neve che ricopre tutto sia, in generale, per la vegetazione addormentata fino a primavera.

Credo che chi dipinge sarà d’accordo con me nel dire che riprodurre sulla tela le tinte tenui ma pure di questo periodo dell’anno è una sfida ardua, soprattutto se si vuole cogliere la sfumatura vivida del sole invernale ed evitare l’effetto cartolina di Natale.

Riflettendo su questo, mi sono chiesa quali siano i quadri dei grandi artisti che meglio esprimono, a mio parere, lo spirito di questa stagione. Ecco, qui vorrei pubblicare una galleria che raccolga un po’ di quelli che mi sono venuti in mente.


Caspar David Friedrich

Come insegnano per primi i Romantici, l’inverno può essere anche uno stato d’animo. Così, ho scelto di iniziare questa galleria con un paio di opere di Friedrich, un uomo che ha dedicato la sua ricerca pittorica alla rappresentazione della natura, specialmente nelle sue accezioni più estreme. (Per gli interessati, ecco un altro articolo su di lui: Le luci del Nord Europa: Munch contro Friedrich)

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Caspar David Friedrich, Winter landscape.
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Caspar David Friedrich, Querce nella neve.

Impressionisti

Dopo il romanticismo, devo ammettere che uno dei movimenti che ha saputo rappresentare al meglio i paesaggi invernali con i loro splendidi colori è sicuramente l’impressionismo. E quella che segue è la selezione delle mie opere preferite.

Claude Monet

Per primo cito Monet, un artista così bravo da rendere vana ogni parola, dal momento che i suoi dipinti si commentano da soli.

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Claude Monet, ghiaccio sulla Senna.
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Claude Monet, la gazza.
Alfred Sisley

Per secondo ecco Sisley: non trovate anche voi una certa familiarità nei suoi soggetti? Questo dipinto, ad esempio, mi sembra il lontano ricordo di qualcosa che ho vissuto.

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Alfred Sisley, La Senna a Bougival in inverno.
Gustave Caillebotte

Caillebotte merita, a mio parere, di essere citato perché mostra quello che è l’inverno nelle grandi città, sicuramente meno luminoso e più ingrigito dal fumo dei camini.

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Gustave Caillebotte, tetti.

Vincent Van Gogh

Anche qui, come per i romantici, l’inverno diventa qualcosa decisamente più emozionale.  Quello che commuove sempre di Van Gogh è il suo modo di rendere personale e introspettivo ogni soggetto. I disegni in bianco e nero, poi, hanno il potere di enfatizzare l’unicità del suo tratto.

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Vincent Van Gogh, la chiesa di Nuenen in inverno.
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Vincent Van Gogh, Giardino d’inverno.

Edvard Munch

Sarà per la mia passione per il Nord Europa o per chissà cos’altro, ma Munch occupa un posto speciale nel mio cuore.

Ogni suo dipinto è un’emozione ed insieme un mondo parallelo, così in questo caso ci porta tra le conifere e le isole della Norvegia, tra il bianco della neve e le tenebre di quei giorni d’inverno in cui il sole non sorge nemmeno. (per chi fosse interessato, ecco un altro articolo sul tema: Il paesaggio dell’anima: il nord attraverso gli occhi di Edvard Munch)

Edvard Munch, winter night
Edvard Munch, notte d’inverno.

Giovanni Segantini

Tornando in Italia, non potevo che citare Segantini e questo suo quadro che risente in pieno della mia amata atmosfera fin du siècle. Non c’è che dire, guardando le opere di questo artista mi sento sempre a casa!

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Giovanni Segantini, le madri del male.

Alfons Mucha

Dopo Segantini, collegarsi con Mucha mi è sembrato piuttosto inevitabile: non siete d’accordo con me?

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Alfons Mucha, l’inverno.

Vassily Kandinsky

Kandinsky invece ci regala una versione decisamente più colorata dell’inverno. Guardando i colori della neve però ci si stupisce: le pennellate sono sgargianti ma ci riescono a descrivere un vero e freddo paesaggio invernale.

Vassily Kandinsky, Paesaggio invernale.
Kandinsky Vasily – Winter Landscape

Marc Chagall

Chagall invece trasforma tutto in una fiaba, con il leggero garbo e l’aura di magia che lo contraddistinguono.

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Marc Chagall, Sopra Vicebsk.

Tom Thomson

Per concludere ci spostiamo in America e per la precisione in Canada, con uno dei membri del Gruppo di Sette, un insieme di artisti di cui vi ho già parlato qui, se vi interessa: Quando la natura diventa protagonista: il Gruppo dei Sette e la bellezza dei paesaggi canadesi.

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Tom Thomson, Aurora boreale.

Allora, vi è piaciuta questa galleria di quadri? Vi è venuto un po’ di freddo, insieme alla voglia di smarrirsi nella neve?

Ditemi se vi viene in mente qualche dipinto che ho dimenticato!