Come innamorarsi di musei ed esposizioni: i miei segreti e consigli

Guggenheim Museum di New York (uno dei musei dei miei sogni!).

Non vi nasconderò il fatto che per me i musei hanno sempre avuto un fascino particolare. Adoro quell’atmosfera magica e tranquilla che hanno e al loro interno mi sento sempre bene, forse perché riesco sempre a trovarmi a mio agio.

Ora che ci penso, quello che per me rende piacevole la visita di una collezione è, oltre al fatto che si possono contemplare dei capolavori, vivere quest’esperienza in assoluta libertà, consapevole che, seppure in minima parte, i musei appartengono anche a me, data la loro natura pubblica. Di seguito cercherò quindi di raccontare gli accorgimenti che mi rendono così assolutamente innamorata dei musei e insieme perdutamente critica, senza la pretesa di elargire consigli inestimabili, ma per condividere una delle mie passioni.

1. Documentarsi in anticipo quel che basta per poter capire di cosa si parla e per evitare le audioguide

Scommetto che su questo punto non sarete tutti d’accordo, ma per me le audioguide non sempre offrono dei grandi vantaggi. Anzi, ho notato che in molti casi si limitano a raccontare quello che c’è scritto sui pannelli, oppure scendono così tanto nel dettaglio da distrarre da ciò che si sta guardando.

Se voglio andare a vedere una mostra, pretendo di essere io a scegliere cosa guardare e su cosa concentrare la mia attenzione, senza sentirmi obbligata a stare mezzora davanti a un quadro insieme a tutti gli altri e poi passare velocemente oltre alle opere che non vengono raccontate.

Per me la formula vincente è quella di partire da casa con un bel libro, che sia un Taschen monografico oppure il libro di storia dell’arte del liceo (che non delude mai), e di rinfrescarmi la memoria durante il tragitto, senza esagerare, al punto da stimolare la curiosità e risvegliare l’interesse. Sono poi i pannelli informativi e le didascalie a darmi le informazioni che mi mancano, così diventa tutto più avvincente.

2. Girare in assoluta libertà

La bellezza dei musei risiede anche nella possibilità di girare tra le stanze con l’andatura che si preferisce, fermandosi dove si rimane colpiti, sedendosi se incuriositi e allungando decisamente il passo dove ci si annoia.

Girare il Louvre (tanto per fare un esempio) non viene prescritto dal dottore, quindi non è obbligatorio sfinirsi per correre di qua e di là e poi non ricordarsi nulla, quello che importa è trovare qualcosa che rimarrà impresso, che siano i quadri rinascimentali, le antichità oppure i grandi maestri francesi, ed avere ancora abbastanza energia da appassionarsi.

La libertà di girovagare dovrebbe essere alla base della fruizione di questi ambienti. Infatti vi confesso che odio le mostre in cui si ritagliano cubicoli che vengono presto riempiti dalla folla, e per questo motivo un altro dei miei consigli è quello di evitare le ore più trafficate. Sono belle le ore serali e le mattine sonnacchiose, quando si può seguire il percorso espositivo e poi tornare indietro a rivedere le opere preferite senza essere disturbati, cosa che è assolutamente tra le mie preferite.

3. Essere curiosi, sempre: indagare sulla tecnica e sul perché si dovrebbero produrre opere come quelle che si hanno davanti

Che sia un animale in formaldeide di Damien Hirst oppure la Gioconda, le domande migliori sono sempre come e perché si sia arrivati a ciò che si ha di fronte.

Il segreto per uscire arricchiti da un museo oppure da una mostra per me è calarsi nel periodo storico e nella mente degli artisti, così da arrivare a capire quale sia il vero valore delle opere (sull’argomento, consiglierei questo articolo: Cosa decide il valore di un’opera d’arte?)

Il bello di vedere un’opera dal vivo è la possibilità di guardarla da lontano ma anche da vicinissimo, e se fosse socialmente accettabile direi anche di toccarla, che è sempre una delle mie più grandi tentazioni (a cui non resisto proprio sempre)!

4. Se la mostra o il museo sono piaciuti, comprare il catalogo

Ecco, una delle cose che ho imparato da poco è proprio l’importanza di comprare il catalogo se ho apprezzato la visita, ovviamente se questo non è una porcheria con tutti i colori sfalsati.

Mi pento e mi arrabbio sempre con la me del passato che pensava sempre di avere la memoria eterna e che 30-40 € fossero troppi (e che poi lo zaino in vacanza pesasse troppo); anche ora ogni volta tentenno, ma poi sono sempre felice quando a distanza di mesi posso tornare a sfogliare questi bei libri, a rivivere la stessa emozione e trovare la soluzione a molti dei dubbi che mi vengono in mente a posteriori.


Insomma, come avrete intuito la mia è la visione del museo come di qualcosa che in parte ci appartiene, perché come edificio pubblico è davvero così.

Il prezzo del biglietto ci legittima a sentirci a nostro agio, come se fossimo in un luogo prodigioso che è anche grazie a noi che sopravvive. Con questo non dico di mettersi a correre, a urlare oppure a comportarsi da incivili, ma la mia idea è quella di fare ciò che si preferisce nella misura in cui non si va a danneggiare gli altri o ancora peggio il contenuto.

Sarò un po’ eccentrica, questo è assodato, ma mi chiedo se anche per voi siano questi i modi di vivere al meglio una mezza giornata al museo!

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