“Viva il tramonto e viva ora l’estate che ha portato l’estate”

Ferdinand Hodler, lo Jungfrau tra la nebbia.
Ferdinand Hodler, lo Jungfrau tra la nebbia.
Ferdinand Hodler, lo Jungfrau tra la nebbia.

Ieri sera ho avuto la fortuna di assistere ad uno spettacolo davvero bello.

Erano circa le nove di sera e stavo andando in macchina dal mio innamorato. Ci separano circa venti chilometri di una statale quasi panoramica, in direzione ovest: verso il tramonto insomma,  tuffandosi nelle alpi.

Il tempo era perturbato, così i pendii e i prati che disegnavano l’orizzonte erano di un nero quasi blu, mentre il cielo era bassissimo, come un coperchio di nubi fosche e plumbee. Tra questi due strati scuri c’era una striscia di cielo chiarissima, tra il giallo e il rosa, che faceva risaltare le guglie e i picchi delle montagne, visibili in mezzo alle nebbie che correvano veloci.

Mi è sembrato di essere finita in un quadro romantico, così bello da non poter distogliere lo sguardo. Ho visto di fronte a me tutto il passaggio dai colori caldi fino al violetto e mi sono goduta lo spettacolo della sera che invadeva la valle.

Questi momenti mi fanno innamorare del mondo in cui viviamo. Mi sento parte di quella che è davvero una grande bellezza, vedo l’armonia nella geometria delle alpi, nei campanili che spuntano dalla campagna, nei paesi che si susseguono e negli alberi che dominano in mezzo ai campi. Ecco, in queste occasioni capisco che i paesaggi “rurali” (passatemi il termine) che caratterizzano la nostra Italia, seppure con infinite differenze, sono belli e degni di attenzione quanto le città che forse diamo per scontate.

Allo stesso tempo mi arrabbio con tutti coloro che continuamente cercano di distruggere il loro fascino, che gradualmente privano i nostri territori di quella magia che deriva da millenni di convivenza tra uomo e natura. Odio chi è disposto a vendere ciò che non gli appartiene per i suoi comodi e per ingrassare le sue tasche, disprezzo le persone senza scrupoli che hanno come unico obiettivo il loro benessere. (Dovete capirmi: vivendo in Valle di Susa sono particolarmente sensibile a queste tematiche…)

Quando però vedo uno spettacolo naturale così bello in fondo riesco a essere felice, perché fortunatamente esiste qualcosa di molto più forte di noi poveri umani, esiste la forza del mondo che ci circonda e continuerà a r-esistere anche quando noi non ci saremo più.

Detto questo, vi saluto con le parole del ritornello di una canzone che, anche se è un po’ sciocca e non la sento da una vita, è da ieri che mi rimane in mente (Occhi blu, di Tricarico).

Viva la vita, viva l’amore, viva il tuo sapore, / viva ogni istante e viva ogni momento e ogni passaggio / e ogni varco, ogni raggio, ogni soffio di vento, / viva anche l’inverno e viva il tramonto / e viva ora l’estate che ha portato l’estate / e viva l’immenso che mi porto dentro.

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