La Sacra di San Michele: emblema di una nazione che non sa valorizzarsi

Sacra di San Michele notteDiciamocelo, in Italia non siamo degli assi a promuovere l’impareggiabile patrimonio culturale che ci ritroviamo un po’ dappertutto, per non parlare poi della possibilità utopica di sfruttare il turismo su tutto il territorio a livello capillare, cosa che accade in altri Paesi che pure obiettivamente non hanno così tanto da offrire. Viviamo di rendita grazie alle città d’arte che godono di fama ben più antica degli stupidotti e dei disonesti che ci governano e che sarebbero capaci a lasciarle andare in malora, se non fossero ormai così celebri.

La Sacra di San Michele rappresenta per me l’esempio perfetto di un bene importantissimo dal punto di vista cultuale di cui si però parla poco, ma sono sicura che a chiunque verrà in mente un altro luogo altrettanto paradigmatico legato alla sua realtà. Per farla breve, si tratta di un monastero medievale realizzato sulla cima del Monte Pirchiriano, all’imbocco della Val di Susa.

sacra san michele dall'altoOltre ad essere il simbolo della Regione Piemonte, teoricamente avrebbe le carte in regola per confermarsi come grande punto di interesse, visto che si trova in un punto di passaggio tra Italia e Francia e che è raggiungibile in un’ora di macchina da quel bacino d’utenza di un milione di persone che è Torino. Per i più sportivi, si può arrivare anche a piedi attraverso ben due sentieri molto suggestivi, avventurandosi per una via ferrata, oppure ancora, per i più spavaldi, seguendo una via lunga di arrampicata, composta da ben venticinque tiri.

Una volta raggiunta, con qualunque mezzo, la Sacra di San Michele offre poi un panorama spettacolare verso la pianura e verso le Alpi, anche se non è solo la sua  posizione a renderla tanto affascinante. E non è nemmeno soltanto la storia medievale che si respira nei suoi interni, grazie all’importanza che riveste dal punto di vista storico, artistico e architettonico, oppure alla connessione spirituale con Mont Saint-Michel in Francia e con il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo in Puglia.

sacra san michele interno sacra san michele chiesaCiò che affascina il visitatore è la magia che sprigiona questo luogo, insieme all’impressione che si ha di tuffarsi in un’altro tempo e in un’altra storia, quando dalla cima del Monte Pirchiriano si poteva vigilare sulle vie di comunicazione, sulle popolazioni della valle e sui pellegrini che si affannavano sulla via francigena.

Per tutti questi motivi la Sacra di San Michele è una testimonianza eccezionale di un periodo storico ed insieme è un edificio unico che riesce a fondersi con la roccia su cui poggia, che fa da fondazione, da parete e da pilastro. Si tratta di un luogo dove l’opera umana si armonizza in maniera speciale profonda con il contesto naturale, rispettando la montagna su cui sorge e trasmettendo forse anche per questo un grande senso di pace e di tranquillità.

Eppure rimane una meta turistica poco conosciuta, che riceve molte meno visite rispetto a quello a cui potrebbe aspirare. Ma la cosa peggiore secondo me sono gli scarsissimi servizi che sono offerti a chi viene a vederla. Non esiste un bookshop che inviti ad entrare, non c’è offerta culturale complementare e anche dal punto di vista ristorativo non c’è grande abbondanza. Non parliamo poi della possibilità di soggiornare, o dell’idea di organizzare passeggiate o altri percorsi nella natura.

Non fraintendetemi, non mi piace l’idea di commercializzare troppo l’arte e di rovinare un’atmosfera unica a fini di lucro, però in troppi casi qui in Italia vengono a mancare quelle iniziative e quegli accorgimenti che servono per aggiornare l’offerta turistica. Non siamo più nel Settecento quando il Grand Tour in Italia era una meta obbligata, le regole del gioco nei viaggi stanno cambiando e noi non riusciamo a stare al passo. E dire che la cultura è l’unica materia prima che è abbondante nel nostro Paese e che non dovrebbe temere la concorrenza di nessuno!

Se ci penso non posso che essere sfiduciata e chiedermi se ce ne accorgeremo soltanto quando sarà troppo tardi.

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19 thoughts on “La Sacra di San Michele: emblema di una nazione che non sa valorizzarsi

  1. ysingrinus 17 aprile 2015 / 1:16

    Mi hai convinto sempre di piú: è veramente bellissima. Ed è un vero peccato che non venga “esaltata” come mi sembra meriterebbe.

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  2. Dama Con il Cappello 17 aprile 2015 / 1:22

    Un posto stupendo e hai perfettamente ragione su quanto dici, io sono stata Montecatini sotto Natale e devo dire che, per quanto sia ritenuto un posto quasi di lusso e sia rinomato, molte cose sono tenute davvero poco bene, il mio ragazzo che nel corso degli anni c’era già stato in passato ha notato un degrado crescente in tante piccole cose rispetto ad anni prima. Per me era invece la prima volta e ho trovato tutto fantastico, però anche io ho notato delle trascuratezze evidenti in certe cose.

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  3. Laura Mà 17 aprile 2015 / 2:58

    … molto interessante!! Peccato abiti un pò lontano per poterla visitare! Perché non crei tu un progetto turistico? 🙂

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  4. Dante Bordet 17 aprile 2015 / 19:16

    E’ incredibile come sia stato possibile l’amalgama di corpi di fabbrica così diversi in uno spazio angusto e difficile: l’integrazione romano-gotica con gli archi di contro spinta a reggere le mura della parte alta, per noi che viviamo di “programmazione”e dei conseguenti aborti. Ancora più interessante potesse essere dimostrato intenzionale l’allineamento della abbazie tra l’Irlanda e Gerusalemme. Bella ricerca e ottima documentazione fotografica. Grazie.

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  5. La linea d'ombra 17 aprile 2015 / 19:39

    Davvero, il percorso all’interno dell’abbazia è molto suggestivo proprio perché si percepisce il passaggio graduale tra la roccia che compone la montagna e la pietra lavorata delle colonne. che meraviglia, grazie a te per la tua opinione!

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  6. Elisa 21 aprile 2015 / 7:26

    Tutto vero , ma secondo me il vero fascino della sacra è che è rimasta oggi come allora …. Non ostante le intemperie i terremoti della Val Susa le esplosioni del dinamitificio di avigliana che pare che ogni volta la facessero tremare …. La nostra valle è davvero ricca … Peccato per l ultimo menzionato il dinamitificio che purtroppo da un paio di anni non é più visitabile per mancanza di fondi….. Anche io vi consiglio di leggere le leggende sulla costruzione della sacra di San Michele

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    • La linea d'ombra 21 aprile 2015 / 13:15

      Verissimo, l’autenticità è sicuramente un suo grande pregio, però sono sicura che si potrebbe gestire in maniera più intelligente senza per questo snaturare niente…
      In ogni caso davvero le leggende sono affascinanti!

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  7. stefano 8 giugno 2015 / 17:11

    Ciao Arianna,
    stavo cercando notizie su vecchie vie di roccia della sacra di San Michele e ho trovato il tuo blog.
    Domani andiamo in perlustrazione tra la ferrata e la via intersezionale per cercare altri angoli da disgaggiare e chiodare per gli appassionati di arrampicata.
    Abbiamo l’ associazione esattamente sotto la sacra, la zona con il laghetto, ci stiamo impegnando a pulire e trasformare quell’ area, esiste anche un piccolo bosco fantasy per i bambini e in più dalla parte opposta della valle a Caprie si stanno ripristinando altre aree di arrampicata.
    Stiamo cercando di valorizzare le aree limitrofe a Torino, purtroppo si fa tutto da volontari e spesso affrontare i costi e difficile.
    Cmq possiamo portare chi vuole in ferrata con i vari kit, chi vuole ha le guide alpine e tante altre cose.

    un saluto a tutti

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    • La linea d'ombra 9 giugno 2015 / 21:10

      Ciao Stefano! Ti sembrerà una buffa coincidenza ma io abito a circa 100 metri dal laghetto dei camosci! 🙂
      Oltre a questo sono un’appassionata di arrampicata, avevo provato le 4 vie di roccia che ci sono lì e ben metà dell’intersezionale!
      Non ci siamo mai incontrati ma apprezzo moltissimo il vostro lavoro, i risultati di tutti questi volontari stanno cominciando a venire fuori, quindi spargerò la voce come posso! Buona serata…

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