In quale momento vi siete accorti di essere cresciuti?

Salvador Dalì, La persistenza della memoria.
Salvador Dalì, La persistenza della memoria.
Salvador Dalì, La persistenza della memoria.

Ho sempre pensato che quello della crescita fosse processo graduale e pertanto poco percepibile, diluito negli anni e nei momenti senza lasciare particolari tracce.

Al contrario, adesso sto cambiando idea. Accidenti, sono sempre più convinta che Conrad avesse regione, nel momento in cui ha teorizzato la questione:

I giovanissimi, per essere esatti, non hanno momenti. È privilegio della prima gioventù vivere in anticipo sui propri giorni, nella bella continuità di speranze che non conosce pause né introspezione.

Uno chiude dietro di sé il cancelletto della fanciullezza – ed entra in un giardino incantato. Là persino le ombre rilucono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha un suo fascino. E non perché sia una terra tutta da scoprire. Si sa bene che l’umanità intera l’ha percorsa in folla. È la seduzione dell’esperienza universale, da cui ci si attende una sensazione singolare o personale: un po’ di se stessi.

Ecco questa è la giovinezza. Un flusso inarrestabile di novità, di nuove sensazioni, di scoperte, di vittorie e di sconfitte. Ma poi hanno inizio i momenti, e si intravide la ormai famosa linea d’ombra, l’attimo in cui ci si accorge di avere attraversato il confine delle prima (e vera) giovinezza.

Così io mi sono resa conto di averla appena attraversata, che tristezza!

Mi sono accorta di essere cresciuta nell’istante in cui ho capito che nella mia vita non avrei potuto fare tutto, che avevo compiuto senza accorgermi delle scelte che avrebbero condizionato il futuro. Fino a poco tempo fa pensavo che sarei riuscita ad essere un’artista, a girare il mondo, a trovare l’amore, a essere un architetto, una coltissima critica d’arte e una scrittrice. Adesso invece so che, avendo dato la priorità a determinate strade, ora alcune porte si chiuderanno. Le giornate durano soltanto ventiquattr’ore e per eccellere in un settore non basta l’ispirazione, e nemmeno l’intelligenza, ma ci vogliono pratica, esperienza e dedizione, e questo l’ho capito soltanto adesso che sono diventata una barbosissima adulta.

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